Tra un precampionato da titolare ed un avvio di stagione all’ombra di Modric, l’ex Torino è arrivato tra tanta curiosità e qualche domanda sul suo ruolo ideale nel nuovo scacchiere di Allegri: analizziamone le qualità
Samuele Ricci è approdato in rossonero come primo vero acquisto di questa campagna trasferimenti estiva. Calciatore ormai nel giro della Nazionale da circa un anno, con l’arrivo del nuovo ct Gennaro Gattuso non è stato convocato per le prime due uscite di questa sosta. Nato come regista davanti alla difesa ai tempi di Empoli, già al suo secondo anno da professionista viene schierato come mezzala da Dionisi, che ne rileva anche le notevoli capacità di corsa, rifinitura ed il potenziale come finalizzatore.
La promozione in Serie A del 2021 lo mostra al grande pubblico, ma nonostante l’interesse diffuso dei top club è proprio il Torino a rilevarne il cartellino a metà della sua prima stagione nella massima serie, che lo adatta pian piano anche nella mediana a due proposta spesso durante il suo periodo da allenatore dei granata. Samuele cresce come centrocampista, imparando a fare ogni cosa, ma matura anche sotto l’aspetto della leadership, prendendosi la fascia di capitano nella scorsa stagione dopo il grave infortunio di Zapata.
Le doti acquisite dal classe 2001 in questo suo avvio di carriera l’hanno reso un interessantissimo profilo per gli osservatori del Milan, che hanno spinto la dirigenza rossonera alla trattativa per rilevare il suo cartellino fin da inizio 2025. Spesso si parla di lui come un regista, lui stesso ha più volte sottolineato la sua preferenza per quella mansione, ma l’impressione comune nella valutazione del suo profilo è ormai quella di un ragazzo talmente intelligente a livello tattico e dotato da un punto di visto tecnico, da essere in grado di ricoprire in maniera soddisfacente ogni posizione del campo.
Nell’intervista rilasciata a Sport Mediaset ha confermato come Allegri chieda “a noi centrocampisti di saper fare tutto: devi saper difendere, che è la prima cosa, ma devi saper attaccare bene, in base alle tue caratteristiche. Io mi sento di poter fare entrambe le cose”.
Questo testimonia come la visione del tecnico toscano sia in linea con questa analisi: il numero 4 è utilizzabile con successo in tutti i ruoli della mediana, con delle caratteristiche offensive che si adeguano meglio a necessità realizzative e di inserimento rispetto a Fofana, certamente più fisico ma non portato per costanti logiche di incisività nell’ultimo terzo di campo. In tutto questo, però, si potrebbe dire che, dati alla mano, i numeri di Ricci non siano così vicini a questa teoria (due reti sono il suo best score stagionale). Questo, però, dipende soprattutto dall’utilizzo che ne è stato fatto nelle precedenti esperienze e soprattutto dal suo momento di crescita in quelle stagioni, cosa che influisce indubbiamente anche sui suoi dati.
L’arrivo di Modric e Jashari e questa narrazione del “triplo regista”, ha portato ad effettuare parecchie comparazioni di dati sui tre calciatori, basandosi sulla scorsa stagione e senza identificare un giusto contesto di paragone. Infatti, lo svizzero e Luka, sono risultati essere molto simili da un punto di vista numerico per conduzioni, passaggi chiave, passaggi nella seconda parte di campo, mentre di Samuele è apparsa subito la grande produzione a livello difensivo e qualche dato nettamente più basso nelle categorie elencate poco fa.
Ma questo appare ovvio, poiché quest’ultimo ha giocato una stagione tatticamente tormentata in una realtà di media classifica come quella del Torino. L’ex Empoli, grandissimo fan del compagno di squadra croato (rivela a Sport Mediaset come sia “un privilegio” condividere il campo con lui, aggiungendo che “ha qualcosa di veramente diverso rispetto agli altri, anche nella semplicità di quello che fa. Soltanto guardandolo riesci a captare le cose che fanno la differenza”), ha comunque tenuto medie del 90% di precisione passaggi, pur giostrando spesso in situazioni difensive e molto meno nella produzione offensiva del team.
Le capacità dell’italiano, all’interno di un contesto maggiormente offensivo e marcato da una conduzione del copione della gara, sono in grado di esaltarsi sia in regia, ove la capacità di prevenire il pericolo (andate a rivede la capacità di scannerizzare la situazione offensiva avversaria prima di prende la miglior decisione in marcatura) , uniti alle abilità nel posizionamento per ricevere palla e le sue capacità tecniche, fanno di lui un profilo di grande valore, ma esaltarsi anche nel ruolo di mezzala, situazione di gioco che può premiarlo ancor di più grazie al suo dinamismo, la sua capacità di occupare gli spazi ed un ottimo sprint in entrambe le fasi. I minuti finali con il Lecce hanno infatti evidenziato molto spesso questa qualità. Imposta, è incontrista, è incursore.
In sostanza, quello che vorrei dirvi con questa analisi, è di non sottovalutare l’acquisto di Samuele Ricci. Un calciatore italiano, duttile, intelligente (anche fuori dal campo) e tecnico. Un profilo da Milan, che speriamo possa trovare il suo posto con questa maglia.
