Dopo la pessima prestazione di De Winter contro il Napoli, il Milan aiuterà Allegri a rinforzare il reparto?
Il 2-0 in Supercoppa del Napoli sul Milan ha sollevato un dubbio che in estate era stato proposto più volte: “il reparto difensivo del Milan è completo?”.
La risposta data ancora a caldo sembra essere un chiaro ed evidente “no”. La mancanza di Gabbia, dovuta all’infortunio al ginocchio, ha messo in evidenza i limiti di attenzione, che il Milan ha nel primo terzo di campo. I numeri con l’italiano in campo danno un’idea di come la sua presenza influenzi il contesto. Con Gabbia gli expected goals concessi ogni partita agli avversari (xGA) calano a 0.89 rispetto all’1.12 con De Winter. Il dato più esplicativo però è sicuramente quello dei passaggi progressivi avversari: per ogni 90 minuti Gabbia concede in media 4.4 passaggi progressivi in meno rispetto al belga. Questo denota una maggiore attenzione e una maggiore coesione di squadra. Nonostante ciò, bisogna comunque sottolineare che il centrale di una difesa a tre non è il ruolo prediletto da De Winter, che sarebbe probabilmente più adatto come centrale di destra. Il vero buco nella rosa è dato dalla mancanza di un giocatore che dalla panchina possa ricoprire la porzione di campo occupata dal 46 senza far rimpiangere la sua assenza.
Le carenze sono parecchie. Tomori e Pavlovic non hanno di certo come principale caratteristica all’interno del loro bagaglio tecnico quella dell’educazione palla al piede. De Winter ha dimostrato, facendosi aggirare due volte da Hojlund, di non essere in grado di gestire il compito della marcatura a uomo contro attaccanti con un peso specifico rilevante. Odogu infine, non è mai entrato nel giro dei titolari e non è considerato pronto al grande salto.
In assenza di un leader, ruolo ricoperto silenziosamente da Gabbia in questi mesi, gli altri faticano.
Quali sono quindi le caratteristiche che il Milan dovrebbe ricercare nell’incombente mercato di riparazione?
L’idea è quella che si debba bilanciare l’importanza di un nome di esperienza con la necessità di versatilità. Bisognerebbe ricercare un profilo che coniughi leadership a marcatura. Il rimpianto più grande, svolgendo questa analisi, è forse quello di Akanji, giocatore che sta dimostrando una grande polivalenza nella squadra rivale. Il numero 25 interista sta portando sicurezza, esperienza e tecnica. Tutte queste qualità sarebbero state e sarebbero ancora oggi fondamentali per l’ambizione a obiettivi importanti. Riuscirà Tare a sopperire, pur avendo risorse limitate? Quali sono i nomi di cui si dovrebbe occupare?
