Il Milan trionfa in casa contro il Verona per 3-0, raggiunge momentaneamente la vetta e torna a vincere contro una piccola.
I rossoneri chiudono l’anno solare sul velluto. Un netto 3-0 che rispetta i pronostici e dà segnali positivi a livello di intensità e atteggiamento. La squadra di Allegri torna a vincere contro una squadra della colonna di destra, dopo essere inciampato diverse volte.
Il primo tempo è complesso, il Verona è ordinato e le idee offensive sembrano essere poche. Per tutto l’arco dei primi 45 minuti né Maignan né Montipò subiscono tiri in porta. La luce la accende, come al solito, Christian Pulisic. Calcio d’angolo, spizzata di Rabiot e sul secondo palo l’americano si fa trovare pronto concludendo con il mancino al volo, chiudendo di fatto la prima frazione di gioco.
Nella ripresa il Milan è un’altra squadra, spinge davanti e convince a livello di gioco. Il raddoppio arriva già al 53′ con Nkunku che viene atterrato in area di rigore da un’ingenuità di Nelsson. Il difensore del Verona strattona il francese e Fabbri indica il dischetto. Pulisic e Modric incaricano proprio Nkunku di presentarsi dagli undici metri, infondendo fiducia e sicurezza. L’attaccante risponde e firma il 2-0 spiazzando il portiere. Da qui in poi la strada è in discesa. Il Verona si lascia andare e il Milan inizia a prendere il controllo assoluto del pallone. Nkunku è molto più leggero e spensierato: i conseguenti risultati non tardano ad arrivare. Prima imbuca per Loftus Cheek che troppo defilato conclude sulla figura dell’estremo difensore scaligero e subito dopo sfrutta il meraviglioso tiro di Modric, deviato da Montipò sul palo, per siglare il 3-0 e trovare la doppietta personale. Nel finale c’è spazio anche per chi fino a questo momento non ne ha trovato. Jashari subentra benissimo, portando frequenza e dei cambi di campo di grande qualità . Allegri concede anche l’esordio in campionato a Odogu che timbra per la prima volta il cartellino in un contesto spensierato, chissà che non possa diventare un’abitudine.
L’esperienza conta
A trascinare l’ottima prestazione di squadra sono sempre i giocatori più rodati. Il calcio d’angolo che sblocca il tabellino è l’esempio perfetto: i nomi sono tre, spesso sono illuminati dall’occhio di bue e non mal volentieri. Modric, batte il calcio d’angolo. Rabiot, devia sul secondo palo. Pulisic, conclude. Quando gli spazi sono pochi e le soluzioni non arrivano, i grimaldelli del Milan sono rappresentati dai nomi più importanti. A beneficiarne sono poi i compagni. Nkunku coglie l’onda dell’entusiasmo, ne approfitta per centrare i primi due gol in serie A e attende la concorrenza di Fullkrug, oggi presente in tribuna.
