Ardon Jashari era il grande atteso dell’amichevole odierna disputata a Solbiate Arno tra rossoneri e liguri: tra condizione fisica e qualità tecniche, vi raccontiamo il suo match
Il Milan esce sconfitto per 2-3 dall’amichevole delle 11.30 contro la Virtus Entella, formazione che milita in Serie B, ma non è il risultato che conta, quanto sapere le condizioni e lo stato di inserimento di Ardon Jashari e degli altri calciatori della prima squadra.
Iniziamo proprio dallo svizzero: novanta minuti integrali in campo, segnali importanti dal punto di vista tattico e tecnico, meno da quello fisico, che presenta ancora (come ci si aspettava) un grande cartello con la dicitura “lavori in corso”. Fin dalle battute iniziali, la prestazione dell’ex Club Brugge di è strutturata sulle logiche di una posizione media piuttosto alta nel pressing, la capacità di vedere gioco e linee di passaggio con abbondante anticipo e quella deliziosa tendenza a giocare con massimo due tocchi. La qualità del calciatore è pregevole e lo si vede, mentre dal punto di vista tattico c’è ancora qualcosa, anzi parecchio da sistemare, specie per questioni di abitudine e di intesa coi compagni di reparto. Abbiamo visto Ardon giocare prima da regista, poi quasi da mezz’ala e infine da mediano nei due centrocampisti, ma Fofana, caratterizzato da un momento di appannamento, non lo ha favorito nel suo lavoro di inserimento nei meccanismi.
Certamente, però, abbiamo visto un calciatore propositivo, perennemente nel vivo del gioco (almeno nelle intenzioni e nella capacità di proporsi) e dotato di quel sistema di “scanning” oculare prima di ricevere il pallone che ricorda molto quello di Luka Modric, suo concorrente principale di ruolo ma soprattutto mentore nella crescita che andrà ad avere nel mondo rossonero nei prossimi mesi.
E gli altri? Christian Pulisic ha ricominciato da dove si era fermato in quel primo tempo di Milan-Napoli, ossia il gol. Fascia da capitano al braccio, capacità di legare il gioco e determinare nonostante tanti cambi di ruolo ed una condizione fisica non ancora ottimale, ma tutto questo rappresenta pur sempre un fondamentale step per recuperare fiducia, efficacia e forma fisica in vista di un attesissimo derby, anche se ancor di più questa benzina gli sarà utile per un mese di partite di importanza incredibile per la stagione dei rossoneri.
Loftus-Cheek, sostituito al minuto 45, non ha brillato nemmeno contro un avversario che gli avrebbe permesso di mettere in mostra le proprie caratteristiche per provare a strappare una maglia dal primo minuto la prossima settimana, complice un Adrien Rabiot non ancora rientrato in gruppo. Invece no, soliti limiti caratteriali e l’impressione abbia approcciato l’amichevole come un’amichevole troppo amichevole. Fofana e Pervis hanno faticato ancora, facendo la coda a quel match contro il Parma che tante critiche (alcune decisamente esagerate) ha mosso verso i due calciatori: mentre per Youss questo sembra essere un momento di calo fisico e mentale (vedi alcune scelte concettualmente errate per poca lucidità, come in occasione dell’1-1), l’ecuadoriano è invece atteso alla miglior condizione dopo l’infortunio patito in nazionale.
Ottimi segnali invece da Terracciano, protagonista di un paio di discreti interventi nella prima frazione, ma anche da Chaka Traoré, spesso dimenticato ma sempre presente nel novero dei calciatori presenti nel Milan Futuro (ricordiamo che all’attivo rileva già una rete in Serie A ad Empoli su assist di Pulisic e una marcatura in Coppa Italia contro il Cagliari).
