Il compleanno festeggiato con i compagni a Milanello, ora in campo contro il Bologna. L’ambizione del croato ha un focus ben preciso
Una storia che si ricuce di rosso e nero. Il destino ha voluto che il primo compleanno di Luka Modric al Milan coincidesse con i suoi quarant’anni. Un momento storico, celebrato da tutto il calcio mondiale e dallo stesso club rossonero, che ha atteso che i compagni fossero rientrati dalle nazionali perché tutti partecipassero. Luka ha trovato un’altra torta – dopo quella nello spogliatoio con i compagni di Nazionale – e ricevuto altri auguri per l’evento di martedì.
Per il discorso ha chiesto se dovesse esprimersi in italiano o inglese, a dimostrazione di avere già buona confidenza con la nuova lingua. Ha scelto poi l’inglese e chiesto un regalo speciale: «Grazie per gli auguri, è bello essere qui e festeggiare il mio compleanno con voi. Voglio solo un regalo quest’anno: vincere dei trofei con la squadra. Tutto qua». Modric meglio di tutti gli altri sa che la strada per il successo è lunga e passa attraverso sfide e obiettivi, in campo e fuori.
Sarebbe il suo trentacinquesimo titolo di squadra, dopo i sei conquistati con la Dinamo Zagabria e il pieno di ventotto fatto con il Real Madrid. Su tutti ha messo la propria firma non tanto in termini di gol – 89 con da professionista in carriera (comunque non pochi per un centrocampista) – quanto in termini di assist – 133 totali in prima squadra – con 9 nell’ultima stagione – bilancio migliore delle ultime 3 annate calcistiche, come a dire: più invecchio più miglioro.
Modric tuttavia è solo l’ultimo esempio di una tradizione rossonera di giocatori in campo con le 40 candeline già soffiate, tra i più recenti su tutti: Zlatan Ibrahimovic e Paolo Maldini. Lo svedese ha festeggiato il traguardo nell’ottobre 2021 e, qualche mese dopo, ha vinto il 19° scudetto della storia del Milan contribuendo con 8 gol e due assist di cui uno per Tonali per la rete contro la Lazio, spartiacque del successo rossonero. L’ex capitano invece li ha compiuti nel cuore dell’estate 2008, con il Milan che aveva concluso al quinto posto la stagione 2007/08 in cui aveva vinto Supercoppa Europea e Mondiale per Club.
Allargando il discorso a tutta la Serie A, il numero di giocatori scesi in campo oltre i quaranta è ampio e variegato: da Francesco Totti a Pietro Vierchowod, da Javier Zanetti a Silvio Piola e Gigi Buffon, senza dimenticare il più longevo in assoluto: Marco Ballotta: in campo a 44 anni e 38 giorni con la maglia della Lazio.
La giovinezza è uno stato d’animo, il Pallone d’Oro croato ne è l’esempio. Ora sta a lui, Allegri e compagni di squadra, contribuire ad alimentare quella fame di trofei che brucia dentro. Il campo sarà come al solito giudice, Modric vuole vincere ancora e pensa già alle prossime sfide: quelle immediate del Milan contro Bologna e Udinese, quella di ottobre con la Nazionale croata contro la Repubblica Ceca al vertice del girone di qualificazione Mondiale, con l’obiettivo di dare seguito al primo assist in Serie A e a quello contro il Montenegro. Pensare sempre in grande, i campioni sono fatti così. Non resta che aspettare e godersi lo spettacolo.
