Il campione croato ha spiegato i motivi dell’addio al Real Madrid e il perché dell’arrivo in rossonero. Longevità sportiva? Ecco come fa
Le tappe di una carriera. Il retroscena sul Chelsea prima del Real Madrid, l’addio ai Blancos, la chiamata del Milan e i segreti di una longevità sportiva: Luka Modric ha ripercorso gli ultimi anni del suo percorso da calciatore in una lunga intervista rilasciata a Slaven Bilic, ex allenatore della nazionale croata in un programma televisivo.
Il centrocampista dal suo arrivo a Milano ha stupito soprattutto per i minuti giocati – 1169 in tutte le competizioni – e tredici partite giocate su tredici in Serie A. Fin qui è rimasto a riposo solo nella gara di Coppa Italia contro il Lecce e potrebbe partire dalla panchina anche stasera nel match all’Olimpico contro la Lazio. Il tutto a 40 anni. In merito a questo Modric non ha dubbi:
«Il calcio non è solo una questione di forza o altezza; è molto più che essere alti 1,90 metri o correre 100 metri in 11 o 12 secondi… no, il calcio è molto di più: tecnica, intelligenza, intuizione, molte altre componenti. Oggigiorno, quando vedo persone che cercano ancora di imporre un certo livello di aggressività, velocità, forza o stazza al calcio, cercano di misurare tutto in base a questo, ma non funziona così. L’intelligenza è la cosa più importante. E la forza o la velocità non supereranno mai la tecnica o l’atteggiamento. Ed è per queste ragioni che la gente ama e continua a guardare il calcio».
Nella testa di Modric fin da bambino c’è stato il Milan ma è chiaro che il Real Madrid è innegabilmente un pezzo di cuore. A comprovarlo è l’ammissione sull’addio ai Blancos:
PASSAGGIO AL MILAN – «Dopo il Real, ovunque tu vada, è un passo indietro. E’ una cosa fuori discussione e tutti i giocatori potranno confermarla. Io però penso di essere arrivato in un club che, per storia e nome, è moltovicino al Real Madrid e per me è la situazione ideale. Soprattutto perché sono cresciuto guardando il calcio italiano, il Milan era il mio club preferito»
ADDIO AL REAL – «Tutto il mondo sa cosa è il Real Madrid, un club dove non si tollera la mediocrità. Il solo fatto di aver mantenuto questo livello nel corso degli anni è la cosa più incredibile fra tutti i successi raggiunti. Io l’ho sempre detto, il mio desiderio era quello di ritirarmi al Real Madrid. Ma semplicemente tutto ha un inizio e una fine, a volte non succede ciò che uno vuole»
RETROSCENA CHELSEA – «Daniel Levy mi disse : “l’unico club a cui ti lascerei andare è il Real Madrid”. Nonostante quelle parole, però, la trattativa fu durissima e lunga. Ma io avevo la sua parola e mi aspettavo che la rispettasse»
Ad ogni modo la quella di Modric resta una classe senza età, un esempio per tutti e una guida per il Milan. I tifosi se lo godono e chissà che i futuro non porti trofei e sorprese.
