Dal Napoli a Napoli: De Winter ritrova Højlund. Dal disastro al riscatto, sarà rivincita per Koni?

redazione
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Koni De Winter esulta al gol contro la Roma - Foto IPA

De Winter ritrova Højlund Napoli-Milan in dopo la serata negativa in Supercoppa.

Lunedì sera, sotto le luci dello stadio Diego Armando Maradona, Napoli-Milan non sarà solo uno snodo cruciale per il vertice del campionato. Sarà, soprattutto, il palcoscenico di un duello importante: quello tra Koni De Winter e Rasmus Højlund. Una sfida nella sfida che porta con sé le scorie di una notte araba da dimenticare per il centrale belga, oggi però trasformato in una vera e propria colonna della difesa rossonera.

L’incubo di Riyad

Per capire l’importanza di questo percorso di crescita, bisogna tornare a giovedì 18 dicembre 2025. Teatro della sfida l’Al-Awwal Park di Riyad, in Arabia Saudita: semifinale di Supercoppa Italiana tra Napoli e Milan (trofeo poi sollevato dai partenopei dopo il 2-0 in finale contro il Bologna).

Quella notte rappresenta, senza mezzi termini, la peggior prestazione di De Winter da quando indossa la maglia del Milan, ma anche il momento che ne ha poi sancito la rinascita. Il belga in quel match non è riuscito a contrastare lo strapotere fisico di Rasmus Højlund. L’immagine simbolo di quella serata è il gol del danese: l’attaccante del Napoli riesce a difendere con troppa facilità la posizione resistendo all’opposizione fisica di Koni, per poi trafiggere Maignan con un tiro a incrociare sul secondo palo da posizione estremamente defilata.

Una batosta psicologica e tattica che fu incredibilmente dolorosa ma ancor più utile per la crescita di De Winter.

La metamorfosi dal Napoli a oggi

Il mondo del difensore belga cambia proprio in quella semifinale traumatica e lo fa, paradossalmente, in positivo. Allegri lo ripropone, sia per obbligo (dato il ko di Gabbia), che per scelta, nell’appuntamento successivo di Serie A contro il Verona, che, complice l’evoluzione della partita, gli permette di riprendere fiducia e metabolizzare quella serata no. Da quel momento, De Winter disputerà 13 partite dal primo minuto nelle successive 15 in calendario, riuscendo a ribaltare completamente lo scenario del suo cammino in rossonero.

Con lui in campo in questo periodo, il Milan ha mantenuto la porta inviolata per ben 7 volte, incassando otto reti e rilevando un incremento notevole della solidità difensiva, ravvisando una sicurezza nella gestione dei duelli per questo ragazzo che è migliorata di partita in partita, salvo nel caso delle ultime due sfide contro Lazio e Torino, che dopo la monumentale partita nel derby hanno visto una sua sostanziale flessione. Il match col Como e quello (con gol) contro la Roma, nel ruolo di terzo di sinistra, lo hanno visto resistere nelle difficoltà del primo tempo in terra lariana con cinque interventi decisivi e difendere strenuamente nel corso dell’avanzata costante dei giallorossi del primo tempo con due fondamentali chiusure difensive, mentre l’incontro contro il Bologna lo ha visto dalla parte opposta a dominare completamente una zona del campo in cui ha aiutato anche Athekame con comandi ed indicazioni come se fosse un veterano.

Milan-Inter è stata invece partita di dominio assoluto del campo per Koni De Winter, capace di blindare insieme ai compagni la porta di Mike Maignan e trionfare in ogni duello con gli attaccanti nerazzurri: 12 contributi difensivi vinti, 5 chiusure decisive, 5 recuperi e una padronanza delle situazioni di gioco rara, vedi lo sganciamento nel finale del primo tempo a far partire l’azione che genera la palla gol non sfruttata da Fofana, che vede Koni attaccare lo spazio e presentarsi in area piccola con la volontà di chiudere l’azione.

De Winter vs Hojlund, ci risiamo

Matteo Gabbia ancora i box, si riproporrà quindi il duello tra il belga e il danese nella stessa porzione di campo. De Winter ha appreso gli errori di quella partita, ha compreso cosa fare e Allegri si sta dedicando strenuamente in queste ore alla gestione della fase difensiva, sia individualmente che offensivamente, con l’apporto fondamentale dello staff tecnico e i tattici. Più di 100 giorni dopo, lo stesso duello ma con un Koni completamente diverso. Come finirà?

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