Le parole dell’ex campione rossonero, tra sogni e addio
Demetrio Albertini è intervenuto durante il Festival dello Sport a Trento, parlando di quello che è stato il suo percorso in rossonero tra obiettivi, sogni di bambino realizzati e saluti dolorosi. Di seguito le parole dell’ex Milan, riportate da tuttomercatoweb.com.
Il sogno di vestire la maglia rossonera
“Il mio sogno di bambino era quello di essere presente sulle figurine Panini, prima ancora che giocare nel Milan (ride n.d.r). Dopo arriva la vittoria della Champions League, e anche questo è un sogno che sono riuscito a realizzare. Un altro sogno che avevo era quello di finire la mia carriera al Milan, anche se non è stato possibile. Ma al di là di questo credo che tutte le esperienze che ho avuto siano state positive e mi abbiano arricchito. In Spagna sono cresciuto tanto, sia al Barcellona che all’Atletico. Non sarò riuscito a realizzare il sogno di chiudere la carriera in rossonero, ma se oggi sono quello che sono è anche grazie a tutte le esperienze maturate”.
L’addio al Milan e la tristezza della separazione
Successivamente Albertini si è espresso anche sul suo addio rossonero, senza nascondere la delusione provata in quel momento:
“Mi ha fatto male, non lo nascondo. Non è semplice mandare via uno della vecchia guardia, o comunque metterlo nelle condizioni di andarsene. Dico sempre che la sofferenza passa ma l’aver sofferto mai. Penso anche al fatto che all’epoca ci fossero anche Ancelotti e Galliani, quindi non è stato semplice. Sono due persone con le quali mi sento spesso e con le quali vado anche in vacanza. L’addio non cancella i rapporti e tutto quello successo in precedenza”.
La finale di Atene
“Molti l’hanno definita la partita del primo Secolo del Milan. Sicuramente una gara molto emozionante. Superare il pronostico che ti vede sfavorito penso sia una delle cose più belle che possano succedere nello sport. Il calcio in generale è lo sport dove più di tutti un pronostico può essere sempre e comunque ribaltato“.
