Amorim: “Il Milan deve tornare riconoscibile. Come gestirò Modric”

Francesco Provvidenza
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Ruben Amorim e Luka Modric- Foto Ipa

L’allenatore dei rossoneri ha rilasciato un’intervista a Sky Sport Insider

Superata la metà di questa lunghissima pausa per le nazionali, in casa Milan si incomincia già a pensare alla ripresa delle operazioni. Ruben Amorim ha parlato a Sky Sport Insider della gestione del gruppo e di alcuni singoli.

La gestione della sosta

Le tre settimane di sosta sono una novità per tutti, ma il tecnico portoghese non sembra essere preoccupato dal lungo periodo di stop: “Non è una preoccupazione, perché dobbiamo adattarci a quello che succede nel nostro mondo e non c’è molto che possiamo fare. Tre settimane o due cambiano poco. Abbiamo il tempo per lavorare con alcuni giocatori che ne hanno bisogno, e l’opportunità di vedere altri che in futuro potrebbero darci una mano. Se c’è una vera preoccupazione, non riguarda le tre settimane di pausa: riguarda il numero di partite che ci aspettano da qui in avanti. Questo mi preoccupa di più, insieme al ritmo che dovremo tenere”.

L’identità del Milan

Amorim sta ancora cercando di dare un’identità ben precisa alla sua squadra. La partita contro il Lecce ha rappresentato un bel passo in avanti, ma la strada è ancora lunga: “Mancano ancora molte cose, e lo dico senza problemi. Cerchiamo di dominare il gioco in modo più costante, giochiamo bene in alcuni momenti ma abbiamo ancora molto da fare. Non mi piace sentir parlare di questo come il Milan di Amorim: il Milan è il Milan, ha una storia e un’identità che va oltre il nome di un allenatore. Voglio una squadra riconoscibile, capace di vincere anche quando le cose non vanno perfettamente. Siamo ancora lontani dal nostro potenziale, ma abbiamo bisogno di tempo e di continuità. Abbiamo tante partite, dobbiamo vincere e migliorare in parallelo, e non è semplice”.

Bisogna creare più occasioni

Nelle scorse settimane alcuni hanno parlato di Gonçalo Ramos come un “problema del Milan”, quando in realtà il lavoro fatto dal numero 9 rossonero è stato fondamentale nello sviluppo del gioco. L’attaccante in nazionale ha messo in mostra tutte le sue qualità in zona gol, ad Amorim il compito di valorizzarlo ulteriormente anche in rossonero: “Dobbiamo migliorare come squadra per creare più occasioni, ma non è un discorso che riguarda solo Camarda e Gonçalo. Non faccio differenze tra i giocatori, non importa l’età o il minutaggio. Ramos, se guardate ogni partita con attenzione, ha già avuto situazioni interessanti, e anche in Nazionale sta facendo bene: l’ultimo gol contro la Danimarca ha deciso la partita. Sta dimostrando il suo valore. La mia preoccupazione principale è creare più occasioni per tutti i miei giocatori: per Pulisic, per Camarda, per Cissè. È un lavoro di squadra”.

L’importanza della panchina

Molte partite del Milan sono state decise da giocatori entrati dalla panchina: Saelemaekers e Rabiot a Torino o Moreira contro la Lazio, per fare qualche esempio. Nelle idee del tecnico, questa dovrebbe essere una costante: “Cercherò sempre di schierare la formazione migliore per ogni partita, tenendo conto anche di quello che potrebbe servire nella seconda parte della gara. Guardando queste prime cinque partite, è già chiaro che tutti i giocatori entrati dalla panchina hanno inciso positivamente. Non possiamo pensare solo agli undici titolari. E poi con due giorni tra una partita e l’altra è impossibile affidarsi sempre agli stessi: dobbiamo essere pronti tutti, e su questo lavoriamo ogni giorno”.

La gestione di Modric

Luka Modric sta continuando a stupire il mondo, anche in nazionale. A 41 anni compiuti però la sua gestione resta particolarmente delicata: “Sto cercando di gestirlo nel modo migliore per la squadra. È impossibile che un giocatore di quell’età giochi sempre a quell’intensità. L’unica cosa che posso dire è che Luka si allena come un ragazzino, con una voglia e un entusiasmo che fanno piacere a tutti. Ama il calcio, ama stare sul campo e questo è fondamentale per noi. Sono davvero contento di averlo nel gruppo”.

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