Milan, la metamorfosi di Amorim: nuovo 4-2-3-1 per la svolta tattica

Stefano Cottone
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Ruben Amorim, Juventus-Milan - Foto Ipa

La Rosea analizza le novità emerse con il Lecce: il tecnico portoghese pronto ad abbandonare il 3-4-2-1 per liberare Chukwueze e dare spazio alla qualità di Modric e Pulisic

Nella partita contro il Lecce qualcosa è cambiato dal punto di vista tattico: Rúben Amorim ha fatto un tentativo concreto uscendo dai suoi schemi tradizionali. E si può dire, per quanto l’avversario non fosse di primissima fascia, che i risultati siano stati ampiamente positivi. La Gazzetta dello Sport questa mattina ha parlato degli stravolgimenti tattici che potrebbe subire il Milan, che si appresta a passare dalla consueta difesa a 3 a una linea a 4. Un assetto in cui a centrocampo si potrebbe talvolta fare a meno del pressing asfissiante e continuativo per lasciare massimo spazio al palleggio e all’intelligenza di Luka Modric.

La lezione di Manchester: flessibilità per scatenare il dribbling di Chukwueze

Ai tempi del Manchester United, Amorim è stato estremamente severo con sé stesso, “obbligandosi” a rimanere sempre ancorato ai propri principi di gioco e al fedelissimo modulo a tre, ma al Milan qualcosa sta cambiando. La Gazzetta riporta che, qualora i rossoneri dovessero avere bisogno di maggiore equilibrio, la linea difensiva a 4 permetterebbe di scatenare Samuel Chukwueze con il suo dribbling anziché costringerlo a “sacrificarsi” in continui ripiegamenti difensivi. In questo scenario, Mario Gila agirebbe da terzino bloccato coprendo le spalle al nigeriano, con Pervis Estupiñán posizionato come terzino sinistro: una situazione tattica che si è palesata con chiarezza proprio nell’ultima uscita di campionato contro il Lecce.

La svolta del 4-2-3-1: Pulisic al centro del villaggio dopo i test con Cissé e Loftus-Cheek

La Rosea evidenzia che, qualora si decidesse di adottare stabilmente questo assetto, il modulo traslerebbe in un fluido 4-2-3-1 con Christian Pulisic e Alexis Saelemaekers a far compagnia a Chukwueze sulla trequarti. Una trequarti del tutto rinnovata, considerando che nella fase iniziale del campionato la zona centrale era stata stabilmente occupata dal giovane Alphadjo Cisse (capace di distinguersi con le due reti siglate contro Torino e Juventus) e da Ruben Loftus-Cheek, che invece ha deluso le aspettative. Ora che Pulisic si è ripreso al 100% dall’infortunio – ritrovando subito la via del gol oltre a una prestazione di grande qualità -, lo statunitense si è ripreso la titolarità da leader, dimostrando di poter alzare l’intero livello della squadra, garantendo un palleggio pulito e legando la manovra con i compagni.

Saelemaekers ritrova spazio: compiti chiari al servizio di Gonçalo Ramos

Oltre a Pulisic, anche Alexis Saelemaekers – poco impiegato nelle primissime uscite della stagione – potrebbe diventare un punto fermo della trequarti con un ruolo tattico ancora più definito. Saranno proprio questi tre elementi dietro la punta a garantire supporto costante al centravanti Gonçalo Ramos. La Gazzetta definisce questa scelta come la chiave per offrire una chiarezza nettamente maggiore nello stabilire le attribuzioni e i compiti di ciascun giocatore sul terreno di gioco.

Tour de force autunnale: 9 partite in 29 giorni e rotazioni obbligatorie

Tuttavia, terminata la sosta per le Nazionali tra due settimane, il Milan andrà incontro a un calendario molto fitto: tra ottobre e novembre, nel giro di soli 29 giorni, i rossoneri saranno chiamati ad affrontare ben 9 partite ufficiali tra Serie A ed Europa. È proprio per questo motivo che il turnover e le rotazioni diventeranno non solo utili, ma strettamente obbligatori, spalancando le porte con ogni probabilità anche all’inserimento dei giovani della rosa.

La cerniera di centrocampo: la diga Modrić-Rabiot e le alternative Musah e Jashari

Facendo invece riferimento alla coppia di mediani, la diga principale sarà prevalentemente composta da Adrien Rabiot e Luka Modric, che hanno dimostrato di coesistere alla perfezione. È ovvio però che anche loro due, nel corso di una stagione così intensa, avranno fisiologicamente bisogno di tirare il fiato. In base alla tipologia di partita che il Diavolo dovrà affrontare, ci sarà ampio spazio anche per Yunus Musah e Ardon Jashari, ideali per i match in cui serviranno pressing, strappi fisici e tanta corsa. Ciò nonostante, la Gazzetta conferma che la scelta primaria ricadrà sulla coppia Modric-Rabiot: il croato come palleggiatore ed ergonomo del gioco per eccellenza, il francese per la sua immensa presenza in fase di interdizione, aiuto alla regia e raccordo tra i reparti.

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