Il ko dei rossoneri contro il Benfica in Europa League ha sollevato diverse perplessità
Il Milan contro il Benfica ha messo in campo una prestazione profondamente negativa: questa considerazione è oggettiva, non confutabile ed è un fatto da cui dobbiamo partire in questa analisi. Possiamo dire in maniera cruda “ha fatto schifo”, possiamo parlare di partita deludente, ma non cambia la sostanza: quello che indigna e preoccupa i tifosi rossoneri resta un regresso costante della squadra nell’interpretazione delle nuove idee di calcio di Amorim rispetto alla produttiva ed ottima partita contro il Torino, fatta di concetti interessanti messi in campo e tante proposte sia a livello offensivo che difensivo, sia in fase di possesso che di pressing.
Sì alla critica aspra, no al catastrofismo
Da qui, però, dobbiamo discernere tra catastrofismo e attesa nel lavoro del tecnico, almeno fino a fine ottobre: dopo cinque partite è troppo presto per prendere decisioni e tracciare linee, mentre già dopo dodici ci si aspetterà invece di vedere almeno applicati in maniera costante i concetti di gioco promessi dal tecnico lusitano. Nessuno finora attacca la profondità, c’è una squadra compassata in fase di possesso ed altamente prevedibile, che pensa in maniera individuale e non di squadra. Questa cosa è migliorabile? Assolutamente sì, ma serve la vittoria con il Lecce, anche attraverso una partita bruttissima, per potersi guadagnare tempo ed entusiasmo per lavorarci con 11 punti in 5 partite di campionato. Perché bisogna dirlo, quella media punti in queste condizioni sarebbe comunque positiva in ottica di costruzione futura.
Il fattore Pulisic
Pulisic è un fattore imprescindibile per il Milan e non può restare fuori dal campo, anche per una semplice questione di esempio. Leader tecnico a livello offensivo, nettamente superiore a qualsiasi altro trequartista a livello tecnico e di intelligenza tattica. La collocazione che trova nei movimenti tra Lazio e Benfica è emblematica: quel calciatore che Amorim aveva indicato come in grado di fare la differenza con la D maiuscola in Serie A, ora sembra quello che non può giocare dall’inizio. Domenica Pulisic deve giocare da titolare, sia per favorire Ramos nei movimenti ed esserne favorito a sua volta, ma soprattutto per mettere in campo i concetti del calcio del portoghese: attacco della profondità, capacità di dialogare con i compagni e associarsi perfettamente a livello tattico ed offensivo anche con gli esterni.
Il momento di Ramos
Goncalo Ramos è in difficoltà in questo momento, con le ultime due partite che ci hanno proposto un calciatore sconsolato dalla penuria di occasioni generate dai compagni. Ha avuto due palle da aggredire meglio in un paio di occasioni? Sì, ma nel complesso non possiamo valutare o puntare il dito su un ragazzo che non viene messo nelle condizioni di fare bene, con 11 km percorsi a partita da punta. Poi certo, ci sono i ‘non tifosi’ che sono lì da giugno a sperare in questo momento, ma come disse un gigante, ‘non ti curar di loro, ma guarda e passa’. Fa parte del malato gioco dei social.
La sveglia di Amorim
Quindi? Amorim deve prendere spunto da Roma, certo, ma soprattutto dalla penuria di concetti messi in campo dai suoi contro il Benfica: niente da proporre a livello offensivo e niente di organizzato adeguatamente a livello difensivo, con un pressing confuso e indeciso. Questo è tutto il peggio che deve prendere per metterlo da parte e dare uno shock alla squadra, un segnale per ripartire. Se è vero che lui vuole fare il suo lavoro o ‘fallire in grande’ coi suoi concetti, allora deve forzare la formazione in grado di permettergli di esprimerli quei concetti.
La priority list dice di cercare assolutamente i tre punti contro il Lecce, anche con un gioco orrendo se necessario, poi mettersi a testa bassa per portare in campo un undici in grado di fare un calcio sensato e propositivo a Reggio Emilia contro una squadra ben allenata come quella neroverde ad ottobre. Step by step, ma il Milan deve iniziare a fare passi avanti e non indietro. Altrimenti saremmo davanti all’ennesima stagione con riflessioni sul progetto già in pieno autunno, cosa che nessuno vuole e merita.
