Lo storico allenatore rossonero racconta della vittoria in Champions contro il Barcellona per 4-0
Fabio Capello, intervenuto durante il Festival dello Sport di Gazzetta, è tornato a parlare della storica finale vinta dal Milan per 4-0 il 18 maggio 1994, contro il Barcellona allo stadio Olimpico di Atene, conquistando la Champions League. Come spiegato dallo storico allenatore, la preparazione per quella partita non fu come tutte le altre, ma con un’attenzione studiata ai minimi dettagli per contrastare l’allora Barça di Cruijff.
Capello ha individuato nella sconfitta contro la Fiorentina uno dei momenti decisivi per cambiare approccio alla finale:
“L’abbiamo preparata quando abbiamo perso contro la Fiorentina, che era appena tornata in Serie A dalla Serie B. Lì avevo capito che Desailly non poteva giocare difensore centrale e avevo intuito che giocando in quella maniera non ci sarebbe stata speranza di vincere”.
L’idea: togliere riferimenti al Barcellona
L’obiettivo principale era eliminare i punti di riferimento della squadra catalana e impedirle di sviluppare il proprio gioco.
“Eravamo convinti che la tattica che avevamo provato e tutto quello che avevamo previsto potessero avvenire durante la gara. Ed è successo”
Un ruolo importante lo ebbe anche la posizione di Zvonimir Boban, schierato largo per modificare gli equilibri della squadra e rendere più difficile il lavoro degli avversari: “Lui largo, abbiamo giocato in maniera diversa, cercando di annullare tutti i punti di riferimento e i punti di forza del Barcellona”.
Guardiola e Koeman fuori dal gioco
La strategia del Milan prevedeva soprattutto di limitare l’influenza di alcuni degli uomini più importanti del Barcellona quando la squadra di Johan Cruijff era in possesso del pallone. Capello aveva individuato in Pep Guardiola e Ronald Koeman due elementi fondamentali per la costruzione del gioco.
“Quando avevano la palla Guardiola non poteva giocare, Koeman non poteva giocare. Erano quelli più pericolosi quando avevano la palla tra i piedi”, ha spiegato l’ex allenatore rossonero.
Il Milan scelse così di indirizzare il possesso verso una zona considerata meno pericolosa, lasciando spazio al terzino destro catalano: “Lasciamo la palla al terzino destro, che è il più scarso di tutti, e quindi recuperiamo la palla più rapidamente”.
Rapidità in attacco
Una volta recuperato il pallone, il Milan doveva sfruttare immediatamente gli spazi lasciati dal Barcellona. La squadra catalana, secondo la lettura di Capello, aveva infatti qualità enormi nella gestione del pallone ma mostrava vulnerabilità nella fase difensiva.
“Quando avevamo la palla, siccome loro non erano molto forti in difesa, dovevamo essere rapidi ad
il Milan segnò quattro gol ad Atene e annientò il Barcellona, trasformando il piano tattico preparato da Capello in una delle più grandi serate europee della storia del club.
