Il direttore Fabiani torna a parlare della cessione di Mario Gila
Il direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani ha parlato in occasione della presentazione di Diogo Leite, affrontando anche alcuni dei temi legati al mercato biancoceleste e degli ex interpreti del ruolo. Tra questi, inevitabile il riferimento a Mario Gila, passato al Milan nel corso della sessione estiva per una cifra vicina ai 30 milioni.
Fabiani ha difeso le scelte della società, ribadendo come ogni decisione sia stata presa seguendo una precisa logica di mercato e di costruzione della rosa, per una Lazio che arriverà come prossima sfida del Milan a punteggio pieno e con 9 punti in classifica.
“Finché ricoprirò il ruolo di direttore sportivo della Lazio continuerò ad assumermi tutte le responsabilità. Più che rivolgere un appello ai tifosi, non posso fare altro: sarebbe bello rivederli allo stadio. Per quanto riguarda il mercato, non facciamo operazioni tanto per farle, ma valuteremo i nuovi acquisti sulla base di quello che dimostreranno in campo”.
“Avrei tenuto Gila: rifiutati 25 milioni”
Il passaggio più significativo riguarda proprio Gila. Fabiani ha infatti svelato di aver provato a trattenere il difensore spagnolo, arrivando anche a respingere un’offerta importante durante le precedenti sessioni di mercato.
“Personalmente avrei preferito tenere Gila. Ho anche rifiutato un’offerta da 25 milioni di euro per lui, perché la mia volontà era quella di non privarmi del giocatore”.
Una presa di posizione che conferma quanto il centrale fosse considerato importante nei piani della Lazio, prima che le dinamiche del mercato portassero alla sua partenza.
Un addio nato dalle esigenze
Le parole del ds biancoceleste raccontano dunque un retroscena importante sulla partenza di Gila: la Lazio avrebbe valutato concretamente la possibilità di trattenere il difensore, ma la necessità di riorganizzare il reparto e le dinamiche legate agli altri centrali hanno finito per incidere sulla decisione finale, su un calciatore che da tempo era seguito dalle squadre più importanti e non solo, decretando insieme al club la fine di un percorso partito dal Real Madrid fino a diventare uno dei centrali più forti del campionato e già pilastro del nuovo Milan di Ruben Amorim.
