Milan, Gimenez si confessa ad Ernia: “Non ho reso ma i tifosi mi supportano”

Emanuele Landi
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Gimenez osserva il pallone nel match tra Milan e Bologna (Ph.IPA Agency)

L’attaccante messicano dei rossoneri e il rapper tifoso del Diavolo sono stati protagonisti di un’intervista doppia

Santiago Gimenez, attaccante messicano del Milan e Matteo Professione, in arte Ernia, rapper e tifoso rossonero si sono raccontati a 360° in un’intervista a Billboard Italia. I due saranno protagonisti dell’estate: il giocatore rappresenterà la propria nazionale ai Mondiali casalinghi mentre il cantante effettuerà il suo tour in diverse città italiane.

Milan, Gimenez ed Ernia: due rossoneri tra calcio e musica

Queste alcune delle dichiarazioni dell’intervista a Billboard Italia di Santiago Gimenez ed Ernia.

È un sogno incredibile – così Gimenez sul Mondiale da disputare in Messico – Vorrei che la Coppa del mondo iniziasse domani perché sono molto emozionato. Quando indossi la maglia della Nazionale rappresenti un intero Paese quindi hai una grande responsabilità, ma allo stesso tempo è una cosa bellissima. So che il Messico, con la sua gente, in casa, è molto forte. Sono convinto che sarà un grande Mondiale.

A proposito dei soprannomi: “La storia del mio soprannome è davvero divertente – questa la risposta di Gimenez – È stata la mia famiglia a darmelo perché ero un neonato davvero grande. La traduzione di Bebote è proprio “Grande bebè”. Un amico di mio padre, un giornalista televisivo, quando segnai il mio primo gol in Prima Divisione urlò: “Gol di E un amico di mio padre, che era giornalista in televisione, quando ho segnato il mio primo gol in Prima Divisione urlò: “Gol del Bebote!” Da quel momento tutti, non solo i miei familiari, hanno iniziato a chiamarmi così“.

Il mio nome d’arte risale al periodo delle scuole medie – risponde così Ernia sul suo nome d’arte – Avevo una compagna di classe, una mia amica stretta, che aveva un’ernia e io la chiamavo così con affetto, un po’ per prenderla in giro. Col fatto che tutti mi sentivano ripetere quel termine in continuazione, per tutti ero quello che diceva sempre “Ernia”. Alla fine, è diventato il mio soprannome“.

San Siro, uno stadio importante per entrambi

L’attaccante del Milan e il rapper, tifoso rossonero, hanno espresso anche la loro opinione su San Siro.

Esibirmi un giorno a San Siro? Mi piacerebbe sicuramente – il sogno di Ernia – Uno sogna sempre di alzare l’asticella. Nel mio caso però non si tratta di un sogno radicato perché non è un sogno che avevo da bambino. Quando ero piccolo solo i grandi artisti internazionali si esibivano negli stadi. Era impensabile che un italiano, ancor di più chi faceva rap, potesse anche solo ambire a un obiettivo del genere”.

Credo che sia uno degli stadi più importanti della storia del calcio – la risposta di Gimenez –  Ciò che lo rende davvero speciale però è il pubblico. I tifosi del Milan sostengono la squadra dal primo al novantesimo minuto e anche prima e dopo la partita. Poi io tifo il Milan da quando ero bambino e trovarmi a giocare in quello stadio che potevo vedere solo in televisione, significa molto per me. I tifosi mi hanno accolto con tanto affetto e, nonostante non abbia reso ancora come avrei voluto, continuano a spingermi e fidarsi di me. Come una famiglia. Il mio primo goal a San Siro non lo dimenticherò mai, tra l’altro  contro la mia ex squadra, il Feyenoord, in Champions League. Ricordo che ho provato delle emozioni molto intense e contrastanti“.

Sui Mondiali, Gimenez ha le idee chiare: “Ho sempre pensato che nel momento in cui qualcuno indossa una maglietta diversa dalla mia smette di essere un mio compagno. Diventa un avversario, un “nemico”. È guerra (ride, n.d.r.). Da calciatore la vivo come una cosa normalissima“.

Su chi vince il mondiale e chi sarà il capocannoniere, Ernia è deciso: “Il Messico e il goleador sarà Santi”. E Gimenez, nonostante le critiche in patria, lo segue ridendo: “Sono d’accordo, vincerà il Messico e sarò il capocannoniere (ride, n.d.r.)“.

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