Milan, i ricavi potenziali in Europa League: le cifre

Giacomo Cesaro
4 Min Read
Gerry Cardinale in Torino-Milan - Foto ipa

L’assenza dalla Champions League comporterà delle perdite economiche che il Milan proverà a colmare attraverso i risultati in Europa League

La stagione europea del Milan inizierà con la gara interna contro il Benfica, valida per la prima giornata della fase campionato di Europa League. I rossoneri, fuori per la seconda stagione consecutiva dalla Champions League, rientrano tra le formazioni più attrezzate dell’intera competizione ma, come spesso è accaduto in passato, a far la differenza saranno le vere ambizioni della squadra di Amorim.

Alla luce di una lotta al quarto posto serratissima, l’Europa League rappresenta una strada alternativa per raggiungere la qualificazione alla prossima Champions League, obbiettivo imposto dalla dirigenza anche per evitare di appesantire troppo i conti rossoneri. Il quinto posto della passata stagione peserà infatti sulle finanze del club di Via Aldo Rossi, che vedrà sfumare molti dei ricavi che avrebbe potuto incassare nel caso in cui si fosse qualificata in UCL.

Milan, meno ricavi senza Champions: cosa cambia in Europa League

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport riporta la differenza di incassi tra le due competizioni europee. A partire dai biglietti, i cui costi calano drasticamente in Europa League. Le perdite più importanti interessano però la quota di partecipazione e gli eventuali premi. Quest’anno, il Milan guadagnerà 4,3 milioni di euro dal gettone di presenza, a cui si aggiungono circa 10 milioni di value pillar (cifra variabile che è il pilastro dei ricavi UEFA: unisce il vecchio market pool – diritti TV – e il ranking storico/decennale dei club). Solo dalla partecipazione i rossoneri guadagneranno quindi 14 milioni di euro, una cifra di gran lunga inferiore ai 46 milioni di euro che avrebbero incassato in caso di qualificazione in Champions League.

Anche la discrepanza tra i premi per i traguardi raggiunti è piuttosto netta. Pensate che una vittoria nel girone in Champions vale oltre due milioni di euro, mentre in Europa League appena 450 mila euro. A tutto ciò, vanno collegate anche le perdite generate da un calo di popolarità e di afflusso. Un Milan-Ferencvaros genera molta meno domanda rispetto a un Milan-Arsenal; i prezzi dei tagliandi calano e l’incasso totale ne risente. Da non sottovalutare anche i bonus degli sponsor.

Il circolo vizioso impone quindi alla formazione di Amorim di progettare un percorso europeo ambizioso. In caso di vittoria i rossoneri incasserebbero circa 60 milioni di euro (stima fatta dalla Gazzetta dello Sport considerando premi e ricavi legati alla competizione). Il quel caso il confronto con la Champions League non sarebbe così impietoso, dato che, secondo un calcolo analogo, in caso di eliminazione agli ottavi di finale il Milan avrebbe guadagnato circa 90 milioni di euro.

Il gap si ridurrebbe dunque a 30 milioni di euro, rivelandosi non troppo dannoso per le casse rossonere. Il club di Via Aldo Rossi naviga infatti in acque tranquille dato che la perdita stimata nell’esercizio 2025/26 è di 25-30 milioni di euro. Un deficit che non preoccupa, soprattutto alla luce dei quasi 200 milioni di euro di patrimonio registrati nel giugno del 2025.

 

 

Share This Article