Milan saluta Leao: il saluto al ragazzo che ha sorriso al Diavolo

Emanuele Frigerio
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Rafael Leao, ex attaccante del Milan - Foto Mattia Martegani

Rafael Leao lascia il Milan dopo sette anni e l’addio non passa inosservato

Ci sono calciatori destinati a far discutere, far gioire, far arrabbiare, ma soprattutto a lasciare il segno: quando Rafael Leao dice che sarà per sempre nella storia del Milan, dice assolutamente una verità incontestabile. Le più grandi emozioni di questi ultimi quindici anni le ha firmate prevalentemente lui, con quella mostruosa seconda parte di stagione del 2022, quando a 22 anni cuce uno Scudetto sul petto dei rossoneri, l’ultimo ma anche uno dei più emozionanti ed inattesi della storia. La sua stagione dell’anno successivo è quella della consacrazione, è quella di un ragazzo che dimostra di poter prendere sulle spalle un’intera città e voler diventare il campione assoluto.

Oggi, dopo 7 anni da quel derby in cui Giampaolo lo lanciò titolare a sorpresa, Rafa saluta Milano, Milanello, saluta un pezzo di vita e vola in Turchia, alla ricerca di una nuova esperienza di vita e di carriera. Oggi, Leao, diventa ufficialmente parte del passato, della storia del club, piaccia o meno ad alcuni suoi detrattori. 145 tra gol e assist lo collocano all’ottavo posto di questa particolare classifica, alla pari di Pierino Prati ed appena dietro a Filippo Inzaghi: parliamo di due colossi della leggenda del Milan, certo, ma questo permette di rendere l’idea della sua crescita nel corso della sua esperienza in Italia.

Tanti hanno spesso detto che il problema di Leao fosse la continuità, ma fosse stato continuo non sarebbe stato il ragazzo che abbiamo visto crescere, far sognare e trascinare in questi anni, con i suoi pregi e i suoi difetti. L’ultimo grande regalo di Leao fu la Supercoppa del 2025, con quella finale che lo vide entrare da infortunato e cambiare completamente le sorti del match.

Avrebbe potuto fare di più, ma lo sa anche lui. Ma nonostante tutto, è il calciatore che ci ha generato più emozioni negli ultimi anni, insieme a pochissimi altri. L’unico con il colpo per risolvere una partita, quello a cui aggrapparsi quando le partite non andavano per il verso giusto. Eppure, il giorno dell’addio, come nelle storie d’amore, c’è chi resta frustrato, chi gli riserva improperi e chi ringraziamenti. La verità è che tra qualche mese Rafael Leao verrà percepito come quello che è, ossia un bravissimo ragazzo e un calciatore che ha fatto la storia del club.

Personalmente non ho avuto il piacere di conoscerlo, di scambiarci due parole, e a differenza di molti altri non ho bisogno nemmeno di far finta di dirlo. Però sono appassionato di calcio, sono tifoso e voglio dire una cosa a Rafael Leao: grazie.

Nonostante tutto, anche negli ultimi tempi, con quell’infortunio e un Milan che non entusiasmava, quando sei stato in campo ho sempre avuto fiducia in un tuo colpo magico, una giocata risolutiva, un sorriso a far esultare tutta San Siro. Ho capito che sarebbe finita quando, sul finire della stagione, quel sorriso ha iniziato a spegnersi dopo sette anni.

Mi hai fatto sognare, mi hai fatto arrabbiare, ma sei stato un bellissimo esempio di un ragazzo che arriva, cresce, determina e lascia da uomo, padre di due figli e pronto a una nuova avventura.

Sorridi Rafa, sorridi perché è ora di una nuova avventura e quello che hai fatto in rossonero, seppur con alti e bassi, ti ha messo nella storia e nel cuore dei tifosi. E anche chi adesso dice di no e ha qualche parola non bellissima, se ne renderà conto più avanti.

Il pomeriggio di Reggio Emilia con tre assist e quelle lacrime, la cavalcata del Maradona, il gol all’Atalanta dopo il lungo digiuno, il primo in assoluto con quella perla nella sconfitta contro la Fiorentina e l’ultimo, un tap-in facile facile a Cremona.

Arriveranno partite in cui ci guarderemo e diremo che ci sarebbe voluto Leao a risolverle, così come tu guarderai magari qualche partita del Milan e penserai di voler essere lì di nuovo, anche per un momento, nel tuo San Siro a goderti l’atmosfera. L’esperienza lavorativa è finita, ma quella affettiva no.

Grazie Rafa, buona fortuna e buon sorriso.

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