Milan, Marinozzi: “Ramos non è un problema, ma la soluzione”

Stefano Cottone
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Goncalo Ramos, attaccante Milan - Foto Ipa

Il giornalista di DAZN analizza tatticamente l’impatto del portoghese: dalla fase di pressing alto alla leadership emotiva e tattica, fino alla capacità di legare il gioco. E sui gol assicura: “Arriveranno”

Un tema ampiamente discusso in queste prime cinque giornate di campionato riguarda l’impiego del centravanti portoghese Gonçalo Ramos. Ci sono state molteplici discussioni riguardanti il suo modo di giocare e anche tante critiche per le reti, che ancora faticano ad arrivare concretamente. Andrea Marinozzi, celebre giornalista e telecronista di DAZN, si è espresso approfonditamente al riguardo attraverso un’analisi tattica dettagliata, evidenziando come l’ex PSG sia una risorsa fondamentale per la squadra e non un limite, spiegando nel dettaglio il lavoro svolto per Rúben Amorim.

Le parole di Marinozzi: il lavoro nel pressing e nel contro-pressing

Sulla pressione alta e la continuità tattica:

«Gonçalo Ramos. Avete visto il numero di pressioni fatte durante la partita: aiuta tantissimo il Milan a pressare meglio e non è una cosa da poco, perché quando il Milan ha provato a pressare negli anni scorsi ha avuto delle difficoltà. Tornando ai due allenatori portoghesi che hanno preceduto Ruben Amorim, Fonseca e Conceição, entrambi, se ricordate, sono arrivati con l’idea tattica di applicare un pressing alto.

Tra l’altro è stato anche il primo argomento, il primo video di questo canale. Stiamo per festeggiare un anno di attività con Allegri: meno pressione, meno problemi da risolvere. Fonseca e Conceição avevano messo da parte questa loro idea perché non funzionava. C’erano soprattutto giocatori offensivi che non erano adatti a questo tipo di idea, questo tipo di pressing costante in avanti. Allegri sceglieva i momenti per farlo. Amorim lo può fare perché, tra gli altri, ha Gonçalo Ramos e la sua corsa, il suo pressing. Il Milan migliora sia nel pressing iniziale che nel contro-pressing.»

L’impatto con il Lecce: la presenza in area e il contributo sui gol

Sulla presenza attiva nell’area avversaria e le giocate decisive:

«Palla contesa con Pierotti, palla mia, palla tua, palla alta. Ostacola fisicamente Pierotti, fa cadere Pierotti, Pierotti fa un brutto passaggio e ancora una volta il Milan ribalta la partita, la ribalta recuperando palla con Saelemaekers e ancora una volta con la palla poi a Pulisic. Gonçalo Ramos è in area di rigore, è davanti al suo marcatore, è davanti a Gaspar. In questa situazione Pulisic poteva provare un cross, magari col sinistro, con l’esterno del destro, non facile, ma poteva provare un cross e mandare Gonçalo Ramos davanti al marcatore, davanti a Gaspar.

Sceglie di tornare sulla sua destra e tirare, il tiro rimbalza, ma Gonçalo Ramos c’è, è attivo, senza palla, infastidisce gli avversari e poi si inserisce in area di rigore. Ha mancato l’ultimo pallone. È stato lui a fornire l’ultimo passaggio a Rabiot nel secondo tempo, che ha portato al gol del 2-0, e ha anche avuto un ruolo attivo nella costruzione del terzo gol di Moreira.»

Lo sforzo difensivo: la marcatura a uomo su Ilić

Sui compiti tattici e la disciplina senza palla:

«Ma per mostrarvi anche le impressionanti statistiche atletiche di Gonçalo Ramos, si possono spiegare anche così: si muove senza palla, poi entra in area di rigore per finalizzare. Non ha avuto l’occasione di finalizzare contro il Lecce, ma anche nella fase di pressing i compiti dati da Amorim, specificamente nella partita contro il Lecce, non erano così banali, perché Gonçalo Ramos doveva seguire Ilic, doveva seguire il centrocampista centrale del Lecce. E Ilic è un centrocampista che si muove, che si muove, non è statico al centro.

Questa era l’immagine che vi sto mostrando per mostrarvi che Saelemaekers e Pulisic si sono divisi i due centrali, lui ha preso il centrocampista centrale del Lecce e lo ha sempre fatto con grande attenzione, seguendolo per tutto il campo e dando anche indicazioni ai compagni. In quella situazione c’è un movimento verso l’esterno seguito da Gonçalo Ramos, ma prima di raggiungerlo invita Saelemaekers a prestare attenzione al suo uomo dietro di lui, al centro, il difensore centrale.»

La leadership in campo: indicazioni e letture da leader

Sulle comunicazioni continue e l’aiuto ai compagni:

«Quello che mi ha colpito guardando la partita, riguardandola con occhi attenti rivolti a Gonçalo Ramos, è l’alto numero di indicazioni che il giocatore portoghese dà ai suoi compagni. Parla tantissimo con e senza palla, tantissimo. Anche quando non vuole la palla direttamente, indica la via migliore, a suo parere, al compagno. C’è una situazione nel primo tempo in cui gli consiglia di passare a Modric, quello che si muove anche lui verso di lui. Quindi dà consigli su come sviluppare il gioco, come l’opportunità che abbiamo visto per pressare Saelemaekers.

Quindi fa tante cose non banali senza palla e, in una situazione, Modric va addirittura più avanti, lui resta con l’uomo dietro di lui e lo tiene. Non è che lascia un compagno che non è dietro di lui, lo tiene, gli si affianca a Rabiot e resta con lui finché Modric non rientra in posizione. Gonçalo Ramos può rientrare in attacco senza palla.

Questa squadra è molto utile e può migliorare le lacune mostrate negli anni passati, mostrate da allenatori che volevano applicare una pressione aggressiva. Io penso anche all’ultimo Pioli senza Brahim Díaz, che ha portato Tonali e non è riuscito. Con Gonçalo Ramos c’è un aiuto iniziale, poi devi fare un buon lavoro con tutti gli altri, ma c’è un forte aiuto iniziale.»

Qualità con la palla: visione, spazi e intesa con Pulisic

Sulla lettura dello spazio e la consapevolezza del gioco:

«Tu dirai: “Ok, hanno preso un difensore che gioca da attaccante”. Non è così, perché Gonçalo Ramos è anche molto utile con la palla. È venuto avanti molte volte, anche contro il Lecce. Lo ha fatto molto all’inizio di questa stagione, anche per le difficoltà che il Milan ha avuto nello sviluppare gioco nell’ultimo terzo di campo. Quello che mi ha colpito guardando delle immagini di lui col pallone per il Milan è la sua incredibile capacità di guardarsi intorno continuamente, più e più volte. Gira molto la testa, non solo per vedere gli avversari prima di ricevere palla, ma anche per vedere la posizione dei compagni. E molte volte il suo movimento era l’opposto di quello di Pulisic: Pulisic incontro, profondità. Pulisic e profondità.

Vedo una grande gestione dello spazio intorno a sé, una vera consapevolezza dello spazio che lo circonda, con tantissimi momenti in cui gira la testa per raccogliere informazioni da sviluppare e poi sfruttare bene in campo.»

Regista d’attacco: la capacità di pulire i palloni e l’autosufficienza

Sulla protezione del pallone e la progressione palla al piede:

«Ma Gonçalo Ramos è anche molto efficace come uomo d’appoggio. Colpisce la palla e fa avanzare la squadra. Il gol di Moreira, lì, vince il duello con un lancio lungo, poi Moreira fa tutto il resto. Ma anche in questa situazione che ho messo da parte per voi è molto bravo. La palla arrives direttamente da Maignan, con Saelemaekers che si muove sotto Gonçalo Ramos, lui la protegge. Guarda Pulisic che chiede palla per poi andare veloce, cosa che fa spesso Gonçalo Ramos. Gioca molto a passare, pulisce molto le palle, ma la cosa che il portoghese può fare, perché ha motore, è portare direttamente la palla, essere autosufficiente. Qui controlla, protegge, si gira, corre e porta la palla nella zona finale. Poi il passaggio a Pulisic in profondità è leggermente troppo lungo e Falcone fa bene a chiudere lo spazio e a gestire e fermare Pulisic in tempo. Ma lui è capace di essere autosufficiente, lui può fare cose che forse un altro attaccante dovrebbe condividere con un centrocampista o un playmaker: è in grado di controllare la palla, fermarla e correre con essa.

Il margine di crescita e il confronto con Parigi: tiri e lavoro difensivo

Un’altra qualità che Gonçalo Ramos ha, eh, che abbiamo visto anche in questa immagine. Certo, poi c’è margine di miglioramento, soprattutto nelle ultime partite, per il suo impatto offensivo. Ha tirato molto all’inizio del campionato. Dopo la partita contro il Venezia era il giocatore che aveva tirato di più nel nostro campionato e contro il Venezia aveva avuto una sottoperformance in fase realizzativa: aveva segnato meno gol rispetto alle tante opportunità che aveva avuto. Deve tornare a tirare con maggiore costanza, perché adesso, anche confrontando i suoi numeri su 90 minuti con quelli raccolti nelle ultime stagioni a Parigi, c’è una differenza. È molto più coinvolto nel gioco.

C’è la necessità, soprattutto adesso che la fase di sviluppo del gioco del Milan non è ancora a un livello ottimale, anche se abbiamo visto delle cose positive durante la partita contro il Lecce. È molto più attivo rispetto a Parigi senza palla, anche perché i numeri difensivi contro il Paris Saint-Germain sono anche condizionati dal tipo di calcio giocato dal Paris Saint-Germain, cioè che tengono molto palla.

Quei numeri difensivi possono essere difficili da confrontare tra squadre diverse in campionati diversi. E lui mantiene un chilometraggio costantemente alto, caratterizzato da un gran numero di sprint e numerose giocate ad alta velocità. Devono migliorare i suoi compagni nel metterlo in porta, perché lui è in area di rigore, lui è in fase di finalizzazione.»

La conclusione di Marinozzi: “Non un problema, ma la soluzione”

Sulle prospettive future dell’attaccante rossonero:

«Ma queste immagini, questo test, l’ultimo, ma anche il primo con Gonçalo Ramos al Milan, diranno, a mio parere, che Gonçalo Ramos non è un problema per il Milan, è una soluzione per Ruben Amorim. Arriveranno anche i gol e la cosa importante che Amorim dovrà cercare di fare è mantenere tutto quello che abbiamo visto, più i gol. Non è così difficile, però. Voglio dire, è un compito complicato, ma non così difficile, perché, come avete visto, Gonçalo Ramos c’è quando devi difendere, ma c’è anche quando è ora di finalizzare. Ha sbagliato il passaggio contro il Lecce, ma era pronto a colpire.»

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