Milan, altro che esubero: Musah è l’ago della bilancia

Lorenzo Del Grande
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Yunus Musah - foto Ipa

Il centrocampista statunitense è autore di un ottimo inizio di stagione

Se questo titolo l’avessimo letto solo qualche mese fa, probabilmente ci saremmo stropicciati gli occhi increduli. Ad oggi, però, le cose stanno proprio così: Yunus Musah può essere considerato l’ago della bilancia della manovra rossonera. In tempo di calciomercato, l’americano veniva dato per sicuro partente, con West Ham e Trabzonspor che avevano chiesto più di qualche semplice informazione, fin quando Amorim ha deciso di puntare, tra lo stupore di tifosi e addetti ai lavori, sul classe 2002 rinunciando a Fofana prima e a Ricci poi.

Milan, l’importanza di Musah

In estate, Musah sembrava fuori dal progetto tecnico del Milan ed il suo rientro a Milanello sembrava dovesse esser solo temporaneo. Tuttavia, durante il precampionato qualcosa è cambiato: allenamenti ad alta intensità ed applicazione, hanno convinto Amorim a puntare sul centrocampista statunitense. Fiducia che è stata sicuramente ricambiata: l’ex Valencia pare davvero l’unico insostituibile del centrocampo rossonero. Tra i fattori ad aver favorito la rinascita milanista di Musah, c’è sicuramente il tipo di calcio che vuole praticare il tecnico portoghese, fatto di pressing feroce e transizioni velocissime. A testimonianza di quanto detto, c’è il dato delle presenze dello statunitense: su 5 gare di campionato, Amorim lo ha schierato titolare ben 4 volte, solo contro la Lazio è subentrato al 45′.

Milan, la gara contro la Lazio come indicatore

Proprio la partita contro i capitolini ha però evidenziato l’importanza del numero 80 rossonero: inserito nella ripresa al posto di uno spento Modric, il numero 80 si è reso protagonista di una magnifica prestazione con il 91% di passaggi completati (ben 29 su 31) e ben 4 duelli vinti. Emblematiche le dichiarazioni di Amorim proprio al termine della sfida dell’Olimpico: “Luka può giocare se facciamo un certo tipo di partita, se controlliamo il match. Se comincia a essere un incontro di pura corsa non è adatto a lui. Al suo posto è entrato Musah che ha un passo diverso”. Un chiaro ed evidente attestato di stima.

Milan, Musah può ancora crescere

È lapalissiano che Musah abbia ancora ampi margini di miglioramento: gestione della palla, scelte di gioco e incisività negli ultimi 20 metri sono doti sicuramente da accrescere. Stiamo parlando però di un classe 2002, compirà gli anni a novembre, che vanta già ben 47 presenze con la Nazionale maggiore a stelle e strisce ed una discreta esperienza internazionale. Ad Amorim il compito di sgrezzare definitivamente questo diamante. 

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