Come il Milan si prende cura di un suo giocatore dal day 1? Partendo dall’arrivo all’aeroporto fino alla firma, arrivando a tutte le esigenze quotidiane, comprese le più particolari
Primo episodio di Inside AC MILAN, un viaggio dentro ciò che normalmente resta fuori dalle telecamere, dietro ai riflettori ma che fa parte della vita quotidiana del Milan.
- Come il Milan si prende cura di un suo giocatore dal day 1? Partendo dall’arrivo all’aeroporto fino alla firma, arrivando a tutte le esigenze quotidiane, comprese le più particolari
Perché tanti calciatori elogiano l’organizzazione del Milan?
C’è un filo rosso che lega le testimonianze di molti giocatori passati dall’AC Milan: l’organizzazione. Non è una parola casuale né un complimento di circostanza. È, piuttosto, il riflesso di un sistema costruito negli anni e perfezionato nel tempo.
Parliamo della gestione quotidiana del calciatore come persona, dal primo contatto fino alla piena integrazione nella sua vita in rossonero, permettendogli così di pensare solo e solamente al campo.
Il sistema di Player Care di cui abbiamo tanto parlato nel corso di queste settimane con Amorim, Gila e tanti altri, funziona così.
Dall’aeroporto al primo assaggio di Milan
Il percorso comincia ben prima di varcare i cancelli di Milanello.
Si parte dall’arrivo in aeroporto, che spesso vi abbiamo documentato con immagini su Milan Vibes, dove il giocatore al suo arrivo viene accolto da rappresentanti del club.
Chi? solitamente il team manager (Alberto Marangon) o una figura della segreteria sportiva, accompagnata da un rappresentante dell’ufficio stampa ed ovviamente dalla sicurezza.
È un momento apparentemente semplice, ma già ormai codificato. Arriva l’auto della società, carica il giocatore, breve cenno di saluto ai giornalisti presenti e poi via. A volte le automobili del club ad attenderlo sono due, in caso di famiglia a carico.
Nel primo briefing, già durante il tragitto, si fissano le coordinate: comportamento, tempistiche, modus operandi. In questa fase, ogni dettaglio va calibrato con attenzione, anche perché fino alla firma ufficiale c’è un equilibrio sottile da gestire, il giocatore non è ancora del Milan e infatti – avrete notato – non si vedono più le vecchie foto di un tempo del calciatore che indossa la sciarpa del club, anche perché oggi le visite mediche possono giocare brutti scherzi e lo sappiamo bene.
La giornata si chiude poi in hotel, ma è solo una pausa prima del day one operativo dell’esperienza rossonera.
Visite, firma e l’impatto con Casa Milan
Il giorno successivo rappresenta il primo snodo decisivo.
Al calciatore viene richiesto di vestirsi in modo idoneo, nel rispetto ovviamente della sua sensibilità e gli viene presentato il plan della giornata.
La sveglia suona presto e il giocatore, rigorosamente a digiuno, viene prelevato dal club e portato alla clinica La Madonnina, dove affronta le visite mediche e a seguire al Centro Ambrosiano per il test di idoneità sportiva, passaggi imprescindibili prima di qualsiasi formalizzazione.
Poi un veloce pranzo, a volte un salto in hotel per cambiarsi e si vola a Casa Milan.
Il tutto è abbastanza frenetico anche come tempistiche, solitamente l’auto entra dal retro con già alcuni tifosi assiepati in attesa dell’arrivo del giocatore e poi si parte con la trafila.
Innanzitutto la firma sul contratto, anzi ad essere precisi sui contratti.
Perché forse non tutti sanno che all’arrivo in rossonero, i calciatori del Milan sono tenuti a firmare due contratti separati, uno ovviamente che li lega al club professionalmente e un altro che è un codice di norme comportamentali da seguire e da dover rispettare, che definisce diritti, doveri e standard richiesti a chi indossa la maglia rossonera.
Piccola curiosità, negli anni queste norme comportamentali sono aumentate a dismisura, complice l’esplosione dei social dove ricordiamo che il Milan non ha alcun diritto di immagine sui calciatori. E vi sveliamo un’altra chicca, il Milan può utilizzare liberamente l’immagine solo da 4 calciatori insieme in su, ecco motivate le tante pubblicità con 4-5 giocatori.
Dopo le firme, scattano le foto di rito e si va giù al primo piano direzione Media House. Solitamente il team media ha circa un’oretta (anche meno) per portare a casa più contenuti possibili per gli annunci e la promo ed è qui che si cerca di instaurare il primo legame vero con il ragazzo. Ad esempio Luka Modric all’apertura delle porte del suo ascensore al primo piano è stato accolto da un lungo applauso di benvenuto da tutto il team comunicazione, stampa, media house, facendolo sentire subito in famiglia.
I calciatori restano spesso ben impressionati dalla sede, per poi ricevere il “colpo di grazia” emozionale con la passeggiata nel museo Mondo Milan e lo sguardo alla sala trofei. Sfido a trovare un giocatore che non abbia avuto la pelle d’oca.
E poi? Per alcuni un saluto ai tifosi, per altri si torna in albergo oppure si va a fare un salto a Milanello per un primo saluto a mister e compagni e poi si da il kick off ufficiale alla nuova vita in rossonero.
Negli ultimi anni si è aggiunto anche un nuovo step, con la volontà di avvicinare da subito il giocatore ai tifosi, per questo si è scelto il nuovo flagship store per il primo bagno di folla, un primo assaggio del tifo rossonero e di ciò che vivranno a San Siro.
La figura del player care
Se fin qui magari qualcuno conosceva le dinamiche, ora andiamo veramente nel dietro le quinte.
Nei giorni successivi infatti il calciatore con la sua famiglia ha un primo incontro con la “sport organization“, capitanata dal team manager Marangon.
È una fase meno visibile, ma decisiva per costruire la quotidianità del calciatore. Ed è qui che entra in campo una delle figure più interessanti e significative, simbolo di innovazione: il player care. Figura istituzionalizzata e internalizzata tra il 2022 e il 2023, rappresenta il punto di riferimento costante del calciatore per ogni tipo di esigenza extra campo. Già molto diffusa nei club inglesi, che il Milan ha reso parte integrante della propria identità organizzativa.
La vita a Milano…taylor made!
Il lavoro del player care comincia con un confronto diretto con il giocatore e spesso con la sua famiglia. Ci si siede attorno ad un tavolo e vengono analizzate tutte le esigenze in modo concreto. Di cosa parliamo? di tutto, in primis della casa, della scuola o l’asilo per i figli, passando per i visti, documenti e tutto ciò che riguarda la logistica quotidiana.
La ricerca dell’abitazione è uno degli aspetti più delicati. Per capirci, in media un calciatore visita tra le sette e le otto soluzioni prima di scegliere, mentre per eventuali figli si valutano tre o quattro istituti scolastici. Ovviamente, le spese sono a carico del calciatore, lo specifichiamo perché per anni nell’era Berlusconi i costi degli affitti erano a carico del club, oggi col passare dei tempi le cose sono cambiate.
E dove scelgono di abitare i calciatori?
In moltissimi, soprattutto i giovani, optano per il centro, tra la zona di Porta nuova e City Life (ad esempio Conceicao aveva scelto il Bosco Verticale, Ricci in zona Porta Nuova e via dicendo), in molti sono tornati a strizzare l’occhio a zona San Siro, abbandonata per qualche anno e oggi tornata in auge, poi c’è chi sceglie di privilegiare la vicinanza a Milanello, come ad esempio Rabiot e Pulisic. Qualche curiosità? Malick Thiaw ad esempio aveva scelto di abitare a Gallarate, nella casa di Rino Gattuso.
E dopo la casa?
Qui emerge il livello di organizzazione al dettaglio del club. Si può avere di tutto, dalla scelta della scuola o asilo, allo chef personale spesso richiesto per poter seguire la giusta dieta nel modo migliore, c’è chi richiede personale domestico, chi veterinario per i propri animali, un po’ meno in voga invece la babysitter, spesso infatti i calciatori hanno una persona di fiducia per i figli oppure sono le mamme ad occuparsene. Ovviamente, tutti i servizi chef, domestico, baby sitter e vari sono a carico del calciatore, ma il Milan li aiuta nelle selezione e nel trovare le giuste figure.
Non solo vizi, anzi. Spesso vengono richieste torte personalizzate o catering per i compleanni di genitori, amici e parenti.
E le auto? non mancano nemmeno quelle. Le Bmw, sponsor Ac Milan, vengono fornite a inizio stagione a patto che vengano usate per Milanello e per le uscite pubbliche, è poi possibile richiedere anche un autista nel caso lo si desideri. Per ogni altra esigenza invece, la si gestisce caso per caso con approccio rifinito sulla persona, anche per le più stravaganti.
Un esempio? negli ultimi tempi, un attaccante ormai ex Milan, aveva richiesto per un romantico San Valentino di fargli avere un cinema a disposizione solo per lui e la compagna ed è stato accontentato! Chi è il calciatore? chiedete troppo. Un attaccante, non italiano. Vi basti.
Con molti dei ragazzi, il player care crea veramente un rapporto che va oltre quello lavorativo, diventa un supporto e perché no, quasi un amico con cui magari fare quattro chiacchiere in un momento di difficoltà o quando si accusa la lontananza da casa. Un vero e proprio punto di riferimento a tutti i livelli.
Il resto? via App!
Entrare a far parte del Milan, significa anche adattarsi ad un sistema preciso. Si riceve tanto, ma bisogna anche dare. Al giocatore viene spiegato non solo cosa fare, ma anche come farlo e gli vengono messi a disposizione tutti gli strumenti per rispettare gli impegni. Negli ultimi anni il Milan ha lanciato un’app interna per i calciatori, dove ognuno ha il suo account e pagina personale e gli vengono notificati gli impegni commerciali ed istituzionali, apparizioni pubbliche, interviste e varie ed eventuali.
Grazie all’app interna si è risolto anche il segretissimo “problema foto social”. Non più continue richieste agli addetti del club per avere le foto di allenamento o di gara da pubblicare sui social, ma accesso direttamente alle foto personali tramite l’app. Semplice ed indolore.
Uno strumento digitale che ha consentito di centralizzare le informazioni e aiutare il calciatore ad avere sempre in ordine un’agenda che spesso diventa complessa.
Beyond the pitch
Essere un top club, deve – al giorno d’oggi – passare anche e soprattutto dall’extra campo. Chiaramente per il tifoso l’interesse è il risultato ed è giustissimo e sacrosanto che sia così, ma un club è anche un’azienda e i calciatori sono i suoi asset più importanti, per questo il Milan cerca di fare il possibile – come già voluto a suo tempo dal presidente Berlusconi – per far si che possano concentrarsi solamente sul rettangolo verde senza doversi preoccupare praticamente di nulla.
Del resto se Luka Modric dichiara “al Milan è davvero tutto di alto livello, si vede che è un grande club, un club storico, uno dei più importanti al mondo” non è un caso.
Questo è il primo step di INSIDE AC MILAN, che non vuol essere un percorso di soli elogi, ma vuole raccontarvi aspetti diversi che in molti non conoscono e che sono molto interessanti per capire come lavorano strutture così importanti come un club di calcio top level.
Ci vediamo presto, con le prossime curiosità.
