In occasione del suo 50esimo compleanno Andrij Shevchenko, ex attaccante del Milan, è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport: le sue parole
Un tempo il suo mestiere era fare gol, oggi invece Andrij Shevhcenko lavora per qualcosa di molto più grande. L’ex centravanti del Milan, vincitore anche del pallone d’oro nel 2004, è il presidente della Federazione calcistica ucraina, incarico che già di norma richiede grandi responsabilità, ma che in tempi di guerra impone all’ex rossonero di trascendere la sfera sportiva e di occuparsi di qualcosa di molto più delicato.
Il 29 settembre compirà 50 anni e per l’occasione è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport. Shevchenko è partito descrivendo il momento difficile del calcio ucraino: “Mi tengo sempre occupato. Ho una missione: cercare di sostenere il calcio ucraino durante la guerra. Non esiste più una vita normale, ma dobbiamo andare avanti. I paesi europei ci stanno aiutando molto sul piano economico; UEFA e FIFA contribuiscono al nostro budget, ma l’organizzazione dei fondi resta complicata, soprattutto se consideriamo che ogni partita siamo costretti a giocarla in trasferta”.
“La mia sfida è regalare svago ai giovani”
“Facciamo il possibile affinché il calcio possa essere uno svago per i giovani“ ha raccontato Shevchenko. “Lo sport in generale si sta rivelando fondamentale perché è l’unica possibilità di svago in uno stato di emergenza costante. Il nostro obiettivo è dare sollievo e strappare un sorriso attraverso le nostre partite”.
Shevchenko ha poi parlato dei suoi ricordi sportivi più belli: “Ricordo con piacere le prime convocazioni con le giovanili della Dinamo Kiev e le serate di Champions League contro le grandi squadre europee. Poi il passaggio al Milan e le grandi stagioni, la vittoria della Champions League e altri momenti incredibili come la prima qualificazione dell’Ucraina al Mondiale. Infine, non posso non citare il pallone d’Oro, che ora non è più a casa Milan. L’ho riportato in Ucraina per un’iniziativa. Io e Belanov abbiamo infatti organizzato un giro intitolato: il quarto potrebbe essere tuo. Un modo per motivare le nuove generazioni in questi tempi difficili, per essere orgogliosi del passato e sapere di avere un futuro davanti”.
L’ex rossonero ha poi spiegato la scelta di un ct italiano: “Maldera consce bene l’ambiente. Ha lavorato all’estero con De Zerbi ma ha sempre tenuto d’occhio l’Ucraina. Le condizioni difficili non eliminano le responsabilità che abbiamo verso il popolo ucraino, perciò cercheremo di qualificarci per qualche grande torneo”
“Milan momento stupendo, resta sempre nel mio cuore”
Shevchenko ha proseguito descrivendo la sua routine giornaliera: “La mia giornata è la stessa da tre anni a questa parte. Mi sveglio, acqua fredda, quindi vasca o mare, ma devono essere quattro o cinque gradi. Dopo 45 minuti di attività, faccio i miei esercizi e vado in ufficio o organizzo videochiamate. in Ucraina gioco a Padel, mentre in Inghilterra a Golf: lo sport non manca mai. Vado a letto alle 23.30 e mi sveglio alle 7.15. Mangio poca carne, più pesce e insalate. A volte anche la pasta dato che la tradizione italiana non è scomparsa. Da quando ho 30 anni peso sempre 84 kg, 85 al massimo. Mi sforzo a leggere di più, anche in lingue diverse, infatti il mio italiano è rimasto buono. Inoltre mi tengo aggiornato sulle cose che accadono nel Mondo, leggendo le notizie sull’Ucraina. Do anche attenzione alla famiglia”
L’ex Milan ha continuato così: “Due immagini dei miei 50 anni? Dal punto di vista umano la famiglia e il lavoro di beneficenza. Sul piano sportivo Il Milan ha rappresentato un momento stupendo. Poi c’è la Federazione ucraina, con la quale abbiamo lanciato di recente un progetto di solidarietà verso chi ha subito amputazioni. Come mi spiego l’affetto da parte dei tifosi? Conosco i limiti e rispetto i sentimenti delle persone, anche degli avversari. Quando vincevamo con il Milan era bello far felici i nostri tifosi, però capivo l’amarezza degli altri. Fra successo e sconfitta c’è una linea sottile e io ho sempre rispettato tutti. Sono anche una persona semplice, per questo in tanti mi hanno voluto bene. Il Milan è sempre nel mio cuore e sarò sempre suo tifoso. Lo stesso vale per l’Italia, la mia seconda patria. Nazionale in crisi? Non lamentatevi troppo, uscirete da queste difficoltà. C’è tanto talento, c’è solo bisogno di cambiare un po’ di cose e si riparte. Avete le persone giuste per farlo”.
“Ho rimpianti, ma l’importante è reagire”
Infine, Shevchenko ha concluso: “Chi dice di non avere rimpianti non ha vissuto, l”importante è rialzarsi e reagire. Io sto cercando di essere sempre positivo, voglio rimanere rispettoso e sempre gentile. La gentilezza è un valore importante. Desiderio per i 50 anni? La pace. Voglio che la gente possa tornare a vivere tranquillamente nel mio paese. Nel calcio invece cercherò di fare il possibile per le generazioni future. Un’altra sfida è andare avanti con la famiglia ed essere un buon padre”.
