Milan, la sosta svuota Milanello: i pro e i contro della pausa nazionali

Matteo Casini
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Ruben Amorim, allena il Milan - Foto Ipa

Il Milan arriva alla sosta con 15 nazionali, record condiviso con il Como: prestigio per il club, ma meno continuità di lavoro per Amorim.

La sosta per gli impegni delle Nazionali porta via al Milan ben 15 giocatori, dato che permette ai rossoneri di condividere con il Como il “primato” per numero di convocati in Serie A. Un dato significativo, soprattutto perché coinvolge una parte molto ampia della rosa a disposizione di Ruben Amorim. L’elenco comprende Mike Maignan, Strahinja Pavlovic, Koni De Winter, Davide Bartesaghi, Samuel Chukwueze, Diego Moreira, Pervis Estupinan, Adrien Rabiot, Luka Modric, Yunus Musah, Ardon Jashari, Goncalo Ramos, Alphadjo Cisse, Francesco Camarda e Valeri Vladimirov.

I rischi della sosta: gli aspetti positivi e quelli negativi

Da una parte c’è un elemento che il Milan può leggere con soddisfazione. Avere così tanti calciatori chiamati dalle rispettive selezioni rappresenta un riconoscimento per il valore dei giocatori presenti in rosa e, allo stesso tempo, per il lavoro svolto dal club. Le convocazioni raccontano infatti di giocatori considerati utili dalle proprie Nazionali e inseriti nei rispettivi percorsi internazionali. Per il Milan però, allo stesso tempo, significa vedere una parte consistente della propria squadra impegnati fuori dai confini rossoneri.

Il rovescio della medaglia, adesso che il campionato si ferma, riguarda anche le sedute quotidiane. Amorim non avrà a disposizione parte consistente del gruppo per le prossime settimane e dovrà quindi organizzare un periodo nel quale Milanello sarà inevitabilmente privo di molti elementi della prima squadra. Questo aspetto incide soprattutto sulla continuità del lavoro. Una pausa può permettere di concentrarsi su determinati aspetti, ma con 15 giocatori lontani dal centro sportivo diventa più difficile allenare i meccanismi della squadra.

Per il tecnico portoghese si apre quindi una fase particolare. Da un lato avrà la possibilità di lavorare con i calciatori rimasti a disposizione, dall’altro dovrà attendere il rientro dei nazionali prima di poter ricomporre il gruppo al completo e riprendere il lavoro con l’intera rosa a propria disposizione.

Il rischio infortunio per il Milan

C’è poi un altro elemento di rilievo da considerare. Per i 15 giocatori convocati il rischio, inevitabile in una fase caratterizzata da molte partite ravvicinate, è quello di ritrovarsi a convivere con problemi fisici. Non si tratta ovviamente di una certezza, ma di una delle variabili che accompagnano ogni pausa internazionale. Per il Milan sarà quindi importante ritrovare progressivamente tutti i propri elementi nelle migliori condizioni possibili, anche perché Amorim dovrà riprendere il lavoro con una squadra che avrà carichi differenti e partite di diverso spessore.

A Milanello, come detto in precedenza, resteranno comunque giocatori con cui Amorim potrà continuare ad allenarsi in maniera più specifica. Ma il gruppo non sarà quello abituale e il tecnico dovrà inevitabilmente gestire una situazione diversa rispetto alla normale settimana di preparazione. Quando i nazionali torneranno, il Milan dovrà ricomporre rapidamente il gruppo e ritrovare la continuità interrotta dalla pausa.

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