Kjaer: “Tifo Milan e Danimarca. La mia forza era aiutare e migliorare il gruppo”

Emanuele Frigerio
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Simon Kjaer si è raccontato in esclusiva sul canale YouTube di Milan Vibes: la leggenda danese del Milan ha parlato con noi nella cornice del centro sportivo di Casnate con Bernate, dove si terrà il “Memorial Franco Chignoli“, torneo benefico di calcio giovanile Under 11 tra le miglior squadre mondiali, giunto alla quarta edizione. Ecco un passaggio dell’intervista, con il suo racconto sull’emozione di giocare per la sua squadra dei sogni, il Milan.

Simon Kjaer intervistato ai nostri microfoni in esclusiva

Cosa ha significato per te il Milan

“Ho trascorso otto anni in nazionale come capitano, ma anche il mio percorso al Milan era quello di leader della squadra al fianco di Davide Calabria ed altri ragazzi che avevano quelle funzioni. Io sapevo che per aver fatto bene in questo mondo avrei avuto bisogno di tutti, una dei miei punti di forza migliori era la sensazione di poter aiutare tutti a diventare un 5% più bravi, creando un’atmosfera giusta per andare avanti e ambire a qualcosa.

Pensavo a come aiutare quello a destra a dare quel 5% in più, quello a sinistra, quello avanti: solo migliorando tutti insieme si può arrivare a qualcosa di grande.

Sapevo di non poter giocare da solo, avevo bisogno della squadra per vincere, la prima cosa è sempre stata la squadra. Quello importante quando si gioca a calcio è creare il gruppo ed arrivare in alto insieme, senza la squadra non siamo nessuno e non possiamo vincere. Quando arrivi in uno spogliatoio, arrivi in un gruppo e crei un sogno con quel gruppo di persone: questa  è una delle cose più belle di giocare a calcio. Io tifo due squadre: Milan e Danimarca, alle altre voglio bene, sono tifoso del Milan.

A 19 anni, quando sono arrivato in Italia, il mio sogno era arrivare al Milan. Poi certo, la nazionale danese, dove ho fatto 15 anni e 8 da capitano, ho rotto il record di presenze, ma ho vissuto il mio sogno anche in rossonero per 4 anni e mezzo. Ora sto vivendo emozioni con il Midtjylland, con questo nuovo ruolo dirigenziale, e posso dirvi che nella partita contro il Nottingham Forest e quando abbiamo perso il campionato, ho sentito qualcosa nello stomaco, quindi ormai sento di voler bene anche a loro”.

Come sta Kjaer?

“Oggi sono un uomo assolutamente felice: la mia priorità è quella di passare più tempo possibile con mia moglie e i miei due figli, costruire ricordi con loro. Poi, tra qualche anno, qualcosa devo fare, perché il mio percorso nel calcio non è ancora finito, sento che devo ancora dare qualcosa e posso farlo, non posso stare in pensione troppo tempo. Ora mi sto mettendo alla prova in questo nuovo ambito, con questa esperienza, poi vedremo quale sarà la mia strada”.

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