Milan, il grande compromesso di Amorim: ridurre l’identità per aggrapparsi a Modric

Francesco Mazzarol
3 Min Read
Luka Modric, Milan-Venezia - Foto Ipa

Milan, Amorim ha scelto: contro il Lecce Modric titolare

Per la quinta giornata di Serie A, Rúben Amorim ha deciso di non toccare il centrocampo, confermando la coppia formata da Rabiot e Luka Modrić.
Questa scelta continua a far discutere i tifosi e solleva un grande dubbio tattico legato all’età del fuoriclasse croato. A 41 anni, infatti, Modrić ha una classe immensa ma non può avere il fiato e le gambe per reggere i ritmi più provanti del calcio di Amorim per tutti i novanta minuti.
Il problema salta all’occhio se pensiamo all’identità del nuovo mister: il gioco ideale di Amorim si basa da sempre su un pressing alto e asfissiante, uno stile aggressivo che richiede scatti continui e tanta intensità fisica per recuperare subito la palla nella metà campo avversaria. Richieste che hanno contribuito all’ascesa di Musah ed è evidente che, con Modrić in campo dal primo minuto, il Milan è costretto a cambiare pelle e a scendere a compromessi.
La squadra non può aggredire in avanti come vorrebbe il tecnico, ma deve accettare di essere un po’ più prudente e aspettare gli avversari.
Il rischio reale di questa tattica è quello di apparire troppo lenti, compassati e, in fin dei conti, di snaturare le idee di calcio per le quali Amorim è stato ingaggiato da Cardinale.

La terra di mezzo tra l’intensità ridotta e la classe del croato

Dall’altra parte della medaglia, però, ci sono i grandissimi vantaggi che soltanto un Pallone d’Oro può garantire quando il Milan ha il possesso del pallone.
Con Modric in regia la palla viaggia meglio. Il croato sbaglia raramente un passaggio, ripulisce anche i palloni più difficili e, soprattutto, detta i tempi di gioco decidendo quando accelerare o quando rallentare il ritmo per far respirare i compagni.
Questo controllo assoluto del gioco permette al Milan di evitare quelle palle perse banali che spesso regalano contropiedi agli avversari. In Lazio-Milan queste qualità sono venute un po’ a mancare, e difatti Modric ha probabilmente giocato la sua partita peggiore da quando è arrivato in rossonero, finendo per essere sostituito all’intervallo.
Inoltre, la sua immensa esperienza funge da vero e proprio scudo emotivo per un gruppo che è ancora in piena fase di costruzione e che ha mostrato preoccupanti fragilità nelle scorse partite.
Nei momenti di sbandamento, un giocatore dalla sua esperienza potrebbe essere fondamentale per tenere a galla la squadra.
Il piano di Amorim per questa prima parte di stagione appare quindi molto chiaro: sfruttare al massimo la qualità e la leadership di Modrić finché le gambe lo consentono.
Share This Article