L’ultima settimana per il Milan di Massimiliano Allegri è stata al limite della perfezione. Sei punti conquistati in due big match disputati a San Siro contro Inter e Lazio con due vittorie entrambe per 1-0, con una buona dose di sofferenza, alcune super parate di Mike Maignan, ma anche tanto carattere e solidità difensiva. Eppure, in questo arco temporale di due partite giocate dal ritorno dopo la sosta per le nazionali c’è un aspetto negativo che non può non essere analizzato e riguarda il rendimento, purtroppo ampiamente al di sotto delle aspettative, di Christopher Nkunku.
Le prestazioni contro Inter e Lazio
Il francese infatti, sia nello spezzone giocato nel secondo tempo contro l’Inter sia negli 82 minuti disputati ieri al posto dell’infortunato Pulisic contro la Lazio, ha proseguito nel solco di quanto fatto vedere fino ad oggi a Milano, deludendo e non poco per il livello delle prestazioni, o meglio delle non prestazioni, offerte. L’ex Chelsea è infatti parso essere un corpo estrano a tutto il resto della squadra, risultando essere assente sia per coinvolgimento mentale ma anche e soprattutto per coinvolgimento fisico all’interno della partita. Nkunku di fatto è sembrato andare a 2/3 cilindrate in meno rispetto a tutti gli altri giocatori in campo, cosa che ovviamente nessuno si poteva aspettare visto quanto da lui mostrato in carriera soprattutto con la maglia del Lipsia. Certo il doppio infortunio al ginocchio lo ha parecchio limitato a livello di prestanza atletica rispetto ai suoi tempi migliori, ma oggettivamente quello che stiamo osservando oggi sembra essere il lontanissimo parente dello Nkunku che ricordavamo.
I dati fisici lo penalizzano
Tanto per dare alcuni dati, ieri il numero 18 del Milan non è rientrato tra i migliori del match in nessuno dei parametri che fornisce la Lega Serie A in quanto né a chilometri percorsi (il che ci può tranquillamente starci visto che comunque parliamo di una punta), né a picchi di velocità toccati in run o in sprint. In entrambe queste ultime due categorie infatti, come era normale aspettarsi, a primeggiare è stato Rafael Leao. Ma che il francese non si sia neanche minimamente avvicinato ai dati del portoghese ci fa capire di come attualmente, soprattutto a livello di resa fisica, Nkunku non sia da considerare come un giocatore in grado di poter fornire un apporto sufficiente. Ripeto, sicuramente ci si poteva aspettare che gli infortuni del passato avessero lasciato qualche strascico, ridimensionando in velocità e rapidità le doti dell’attaccante rossonero, ma nessuno oggettivamente si aspettava di vedere un giocatore così limitato in quelle che sono sempre state le sue doti peculiari. Certo, resta la sua ottima tecnica di base, che infatti ieri lo ha comunque portato a non sbagliare mai un passaggio o un controllo e ha fornire 3 passaggi chiave, ma resta anche la sua scarsa connessione con la porta, altro fattore che rende ancor più negativo il suo momento.
Il feeling con la porta è assente
Ieri Nkunku non ha infatti mai calciato verso lo specchio della porta, dato molto preoccupante se si tiene in considerazione il fatto che il francese è ancora fermo a zero gol in campionato e ad uno solo realizzato in maglia rossonera, quello molto bello messo a segno in Coppa Italia contro il Lecce. Le occasioni per lui non sono certamente state molte, viste le sole tre gare da titolare disputate in Serie A e i soli 407 minuti collezionati in stagione. Ma se arrivi a vestire la maglia del Milan venendo pagato oltre 4o milioni di euro, se hai un curriculum comunque da 114 gol e 72 assist in 366 partite in carriera e soprattutto se sei chiamato a non far rimpiangere uno come Christian Pulisic, anche in un minutaggio non così elevato puoi e devi far vedere di più, anche perché tante delle chance scudetto della squadra di Allegri passeranno dall’avere alternative di livello ai titolari.
