ESCLUSIVA Peppe di Stefano a Monday Vibes: “Il Milan è tornato a essere Milan”

Giacomo Cesaro
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I calciatori dell'Ac Milan esultano dopo la rete del doppio vantaggio

Il giornalista di Sky Peppe Di Stefano è intervenuto ai microfoni di Milan Vibes e ha parlato a 360 gradi del nuovo Milan targato Massimiliano Allegri

Sulla coesione del gruppo:“Allegri è il capo branco,  è un maestro nella gestione del gruppo. In estate non ero certo sull’ottenimento dei risultati, ma se c’era una cosa su cui ero sicuro era proprio la creazione di un gruppo coeso. Questo perché Allegri ha uno staff tutto italiano, cosa non scontata, infatti negli ultimi il Milan ha avuto staff stranieri e in Italia un allenatore italiano ha più possibilità di vincere. L’ultimo allenatore straniero a vincere qualcosa è stato Mourinho, gli allenatori italiani fanno sempre la differenza, soprattutto nel nostro paese. Al Milan poi serviva normalità e credetemi, io vivo tutti i giorni Milanello e Allegri ha semplificato tutto. Non ha introdotto regole strane, ha reso più semplice tutto il mondo Milan: allenamenti normali con orari normali e  pranzi obbligatori, senza tirare troppo la corda. In questo modo si è portato tutti dalla sua parte. A oggi il Milan deve ancora diventare gruppo, perché la squadra si è ritrovata assieme per la prima volta 15 giorni fa, l’ultimo giorno di mercato ha cambiato 5 pedine su 19 di movimento, questo fa capire quanto la squadra sia cambiata nel corso dell’estate. Ma se c’è una certezza è che  ogni giocatore farebbe di tutto per Allegri e il suo staff. Allegri ha detto scherzando che la squadra non si  lamenta mai ed è vero.  Sottopone i giocatori a doppie sedute, pranzi e cene obbligatori, ritiri ma la squadra non si lamenta mai, probabilmente perché si sentiva in debito dopo l’ottavo posto della scorsa stagione”.

Sull’atteggiamento della squadra:” Vedo degli occhi diversi, era da anni che non vedevo la felicità nell’esultanza che ho visto sabato sera a Udine dopo la partita. Di solito sono i giornalisti a cercare i titoli e gli allenatori smorzano il tutto. Ma questa volta è stato Allegri a definire la gara contro l’Udinese uno snodo importante. Pensate se il Milan non avesse vinto, invece l’ha vinta e per me l’ha fatto mettendo in campo la prestazione migliore dell’ultimo anno e mezzo. Il Milan a Udine è stato completo: bello, dinamico, completo, compatto, strutturato in mezzo al campo, fantasioso davanti. L’esultanza vista nel post partita mi ha fatto un po’ impressione. Infatti poi l’ho chiesto a Landucci nel post-partita e l’avrei chiesto anche ad Allegri. Quando i ragazzi facevano gol i primi a esultare erano i giocatori in campo, poi chi si stava scaldando e infine tutto lo staff tecnico, composto da tanti ragazzi come Magnanelli Corradi, nuovi ma fondamentali in questa squadra. C’è veramente un ottimo spirito, questo non significa che il Milan vincerà lo scudetto, ma il Milan è tornato a essere Milan ed è la cosa più importante. I risultati arriveranno ma questo è quello che conta”.

Sul miglioramento dei singoli rispetto alle scorse stagioni: “Sarò antoconformista, ma dico che è tutto una questione di testa. Le spalle larghe di un allenatore che si prende le proprie responsabilità, che fa da scudo alla squadra sicuramente hanno aiutato . La squadra è uscita responsabilizzata, lo scorso anno il Milan è stato sportivamente umiliato, i calciatori sembravano scarsi, incapaci di fare una vittoria normale, fragili. Non ci potevamo fidare del Milan, l’altro giorno dopo 10 minuti non ero certo che il Milan avrebbe vinto, ma ero certo che avrebbe fatto una prestazione di spessore. I giocatori ora non solo sanno cosa devono fare, ma lo fanno con la sicurezza di indossare la maglia del Milan. Prima c’era quasi la paura di indossare la maglia rossonera, ora è diverso. A Udine ho avuto l’impressione che se partita fosse durata 6 giorni il Milan comunque non avrebbe subito gol, perché i giocatori raddoppiavano ed erano sempre presenti, è stata una bella dimostrazione di forza”.

Un passaggio su Rabiot: “ Tra i nuovi volti di questo Milan Rabiot è stato quello che mi ha impressionato più di tutti. non è un caso che nelle ultime due partite il Milan ha cambiato ritmo. Il francese è un giocatore clamoroso, ora capisco perché è fondamentale per Allegri. Si tratta del centrocampista più difensivo, ma allo stesso tempo più offensivo del Milan. Ha un fisico pazzesco, sa giocare bene con la palla tra i piedi, è rapido, sa cucire la manovra, sa fare 30/40 metri di percussione. Guardate il secondo gol di Pulisic oppure l’affondo fatto a fine partita contro il Bologna. Si può considerare il termometro di questa squadra. Ho di recente guardato le statistiche, nelle ultime stagione ha sempre superato la doppia cifra”.

Infine un paio di indiscrezioni sull’assetto che Allegri sceglierà  per Milan-Lecce:“Credo che Allegri se la vorrà giocare con quasi tutti titolari. Se c’è la possibilità di vincere un trofeo, quello è la Coppa Italia e quindi te la devi giocare per arrivare in fondo. Allegri sa che i trofei sono ciò che restano nel cuore dei tifosi. Tutti si augurano che il Milan possa arrivare in Champions League o che possa fare un’impresa lottando per lo scudetto. Ma la Coppa Italia è una competizione nelle corde di Allegri, del suo staff e del Milan. Contro il Lecce vedremo il Milan titolare con qualche cambiamento, come De Winter al posto di Pavlovic  e Ricci per Modric. Forse riposerà uno tra Estupinan e Saelemaekers, rientrerà Loftus in mezzo al campo assieme a Rabiot e davanti vedremo Nkunku e Gimenez. Il Milan non può e non vuole sbagliare. Come ha detto Allegri, non ci saranno i supplementari ma direttamente i rigori, quindi il Milan dovrà vincerla nei 90 minuti. Nelle prime cinque partite stagionali il Milan ne ha vinte quattro, tutte senza subire gol, è reduce da tre successi consecutivi. Sono numeri che fanno bene ai giocatori. La difesa del Milan di oggi vale molto di più di quella di un mese fa e sono gli stessi giocatori. Non è un caso se Allegri ha schierato sempre gli stessi difensori , non li considera i più forti del mondo, ma ha capito che più giocano assieme e più cresce la connessione e l’alchimia tra di loro. Come in altri campi, anche in difesa è importante creare fidelizzazione  

 

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