Digiuno Pulisic: cinque partite senza gol per l’uomo chiave del Milan

Armando Lace
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Christian Pulisic si dispera durante il match tra Milan e Lecce - Foto IPA

Dopo un avvio travolgente, l’americano vive il momento più complicato della stagione: cinque partite senza gol e una condizione ancora lontana dal top.

Christian Pulisic sta vivendo il momento più complicato della sua comunque ottima stagione in rossonero. Dopo un avvio semplicemente straordinario, l’attaccante statunitense ha rallentato nelle ultime settimane, entrando in un periodo di appannamento che sta incidendo anche sul rendimento offensivo del Milan. I numeri restano importanti, ma il campo racconta di un giocatore lontano dalla brillantezza mostrata nei primi mesi capace di vincere da solo le partite e di regalare al Diavolo punti importanti che lo vedono oggi stabilmente al secondo posto.

Digiuno inedito: cinque partite senza gol

Per un calciatore che aveva abituato tifosi e squadra a timbrare il cartellino quasi ogni domenica, il dato fa rumore: Pulisic non segna da cinque partite. Un digiuno lungo per gli standard a cui l’americano aveva portato San Siro, soprattutto considerando il peso specifico delle sue reti nella prima parte di stagione.

L’ultimo gol risale al 28 dicembre, nel netto 3-0 contro il Verona, gara in cui sbloccò il risultato indirizzando una vittoria fondamentale. Da quel momento, però, la porta avversaria sembra essersi improvvisamente ristretta e il 2026 di Chris deve ancora conoscere il primo sorriso in termini realizzativi e non solo, anche e magari in questo momento ancor di più la sua condizione al top.

A frenare l’ex Chelsea infatti non è soltanto una questione di precisione sotto porta. Da inizio anno il numero 11 convive con alcuni fastidi fisici che ne hanno limitato la continuità e, soprattutto, l’esplosività. Dettagli che per un giocatore basato su rapidità, strappi e cambi di ritmo fanno la differenza, con Allegri che sempre di più è alle prese con la gestione del ragazzo, preservandolo e facendolo subentrare spesso a partita in corso per usufruire delle sue incredibili doti nei minuti finali, come quelli decisivi contro il Torino.

Anche nelle gare più recenti non sono mancate le occasioni: contro la Fiorentina, ad esempio, ha avuto almeno due chance nitide per tornare al gol, senza però riuscire a concretizzare come anche nell’occasione della grande parata di Falcone, che gli evita il gol contro il Lecce. Episodi che certificano come il problema non sia l’assenza dal gioco, ma una lucidità ed una cattiveria sotto porta ancora da ritrovare.

I numeri stagionali restano da top player

Nonostante il momento negativo, i numeri complessivi di Pulisic raccontano ancora di una stagione di altissimo livello. In Serie A ha collezionato 16 presenze, di cui solo 10 dal primo minuto, per un totale di 879 minuti giocati. Un minutaggio tutt’altro che elevato, che rende ancora più impressionante il bottino realizzativo.

Gli 8 gol messi a segno equivalgono a una rete ogni 110 minuti, dato che conferma l’altissima frequenza con cui l’americano riesce ad incidere quando è al meglio della condizione. A questi si aggiungono anche 2 assist, arrivati peraltro giocando spesso in una posizione atipica rispetto alle sue caratteristiche naturali.

Il Milan ha bisogno del suo trascinatore

Nel momento in cui il calendario si fa più denso e la corsa Champions entra nel vivo, il Milan ha bisogno di ritrovare il miglior Capitan America. La squadra di Max, quando vince, lo fa spesso di misura e l’assenza dei gol dell’americano si riflette inevitabilmente sulla produzione offensiva complessiva.

Il talento e la qualità non sono in discussione. Ora la sfida è ritrovare brillantezza fisica e fiducia, per riportare l’americano al centro dell’attacco rossonero come trascinatore offensivo. Il Milan lo aspetta, consapevole che il vero Pulisic può fare la differenza da un momento all’altro, diventando ancora una volta il punto fermo dell’attacco a due rossonero, con l’americano che per status e per interpretazione del ruolo si è reso, quando al top della sua condizione fisica, il vero titolare inamovibile con Leao e le altre punte pronte ad alternarsi alle spalle del capitano della nazionale a stelle e strisce.

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