Rabiot, il passepartout di Max Allegri

Emanuele Frigerio
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Rabiot assiste Leao per la rete decisiva contro il Cagliari - Foto IPA

Decisivo anche a Cagliari, il centrocampista francese è un’arma tattica determinante per il Milan: ecco come ha cambiato il match di ieri

Le ultime quattro partite di Serie A ci hanno consegnato un Adrien Rabiot sempre più in grado di incidere anche a livello offensivo all’interno di una formazione che già dominava largamente dal punto di vista difensivo, dell’impostazione e della leadership.

Gol mirabolante contro il Torino a spalancare la rimonta rossonera, due occasioni mangiate col Sassuolo con dei tagli da sinistra verso destra convinti e che hanno messo in tilt la difesa avversaria, due assist decisivi per sbloccare le sfide contro Verona e Cagliari, che si stavano mettendo su binari scomodi.

Tre assistenze del cavallo pazzo di Allegri in questo campionato, tutte e tre dalla parte destra dell’area di rigore: cosa significa? Il numero 12 è l’ineluttabile arma tattica del Milan, quel calciatore in grado di comprendere il calcio e i momenti delle partite in modi che altri nemmeno possono immaginare.

Partiamo da ieri sera: il Diavolo fatica tremendamente a trovare precisione, ritmo, posizioni efficaci in campo. Allegri segnala ad Adrien di attuale il “piano B”, quasi come nelle sfide automobilistiche, e l’incontro cambia. Rabiot va ad assumere quella posizione intermedia tra i reparti che manda in tilt Adopo, Mazzitelli e Prati con l’aiuto di Fofana. Si sposta a destra, poi di nuovo a sinistra,  viene largo a prendere la palla, punta dentro i campo e un minuto dopo è a dare una mano sula fascia opposta.

La vera chiave di Max per cambiare le partite è lui. Troppo intelligente tatticamente per essere preso, eccessivamente straripante fisicamente per essere marcato. Il gol che decide il match è il manifesto di questa concessione, con quel taglio ad eludere ogni possibile marcatura ed una palla messa col destro a mandare in tilt completo la retroguardia cagliaritana, ieri molto attenta per tutta la partita.

La stessa cosa, si era verificata, seppur in altro modo e con altre sfumature, già contro l’Hellas, preso dentro dai suoi tagli e la sua abilità nello svariare indistintamente per creare superiorità ed occasioni. La palla che non viene sfruttata da Nkunku nella prima frazione è molto simile a quella di ieri, con la differenza che quella viene tagliata in avanti e questa va quasi a rimorchio.

Lo staff del Milan sta studiando tante soluzioni alternativa per incrementare pericolosità ed imprevedibilità della formazione rossonera, ma l’impressione è che calciatori così siano in grado di muovere la bilancia tra semplici tentativi di fare male e concreta riuscita del piano.

Ieri il francese vince 6 duelli, effettua 4 recuperi e due dribbling (primo su tutti nel match). Cosa significano questi dati? Nulla. O meglio, non ci servono per questa analisi quando questa heatmap invece.

Heatmap Adrien Rabiot vs Cagliari (Fonte: Sofascore)
Heatmap Adrien Rabiot vs Cagliari (Fonte: Sofascore)

Eccoci: dovete guardarla da destra verso sinistra per comprendere come la gran parte del lavoro nella fase centrale della partita di Rabiot alla Unipol Domus sia stata in quella zona destra della trequarti, a scalfire pian piano le certezze rossoblu per poi assestare la stoccata decisiva. Il centrocampista ex Marsiglia è un fattore incredibile della squadra meneghina.

Ogni necessità di cambiamento e variazione del gioco passa inevitabilmente da qualcosa riguardante questo calciatore.

E poi ci si chiede perché il mister lo volesse così tanto, eh…..

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