Con Rabiot il Milan è un’altra squadra: solidità, equilibrio e numeri da big

Armando Lace
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Rabiot applaude i tifosi al termine di Inter Milan - foto ipa

 

Il francese è diventato il perno silenzioso del Milan: con lui in campo la squadra subisce meno, corre meglio e vince di più. 

IL RITORNO CHE HA CAMBIATO IL MILAN

La vittoria contro la Lazio ha confermato una verità che, giornata dopo giornata, sta diventando sempre più evidente: il Milan con Adrien Rabiot è semplicemente un’altra squadra. L’ennesima prestazione di livello del francese, arrivata in un altro scontro diretto portato a casa dai rossoneri, ha ribadito quanto la sua presenza sia ormai imprescindibile nello scacchiere di Massimiliano Allegri. In una serata in cui Leao ha deciso il match e Maignan ha blindato il risultato con un altro miracolo dei suoi, Rabiot ha offerto l’ennesima prova di forza e continuità, imponendo ritmi, equilibrio e fisicità in mezzo al campo, facendosi trovare pronto in entrambe le fasi, aiutando in difesa Bartesaghi, uno dei migliori sabato, ma allo stesso tempo proponendosi in attacco.

Il Milan che vince contro le big ha sempre la sua impronta. Un’impronta che non è rumorosa, non appare nelle copertine, ma si avverte in ogni chiusura tempestiva, in ogni ripartenza avviata, in ogni duello che sposta l’inerzia della partita ed in ogni sua sgroppata palla al piede,

UN MOTORE DIVERSO, DAVVERO

Allegri, suo estimatore ormai lo dice da anni, da quando lo allenava alla Juventus: “Ha un motore diverso”. E ogni volta che Rabiot rientra in campo, quella definizione sembra persino riduttiva. Il francese unisce impatto fisico, letture tattiche e una continuità impressionante nello stare dentro la partita. È l’uomo che regge la struttura, che permette agli altri di agire con minor pressione e maggior libertà.

Contro la Lazio ha corso, coperto, recuperato, impostato. Ha cucito continuamente tra difesa e attacco, rendendo semplice ciò che semplice non è. Allegri, in una recente intervista lo ha ribadito senza mezze misure: “Rispetto all’ultimo anno in cui l’ho avuto alla Juve è cresciuto moltissimo. Tatticamente è intelligente, fisicamente dominante, ed è un uomo squadra”. Una definizione perfetta di ciò che rappresenta oggi per il Milan , che spiega molto l’importanza del suo acquisto arrivato nelle ultime ore di mercato, andando a completare la rosa proprio grazie alle svariate qualità tecniche e fisiche dell’ex Marsiglia.

LA STATISTICA CHE SPIEGA TUTTO

Ci sono numeri che parlano più di qualsiasi analisi. E il dato che riguarda Rabiot è impressionante nella sua chiarezza: con lui in campo, il Milan ha subito una sola rete in sei partite, peraltro su calcio di rigore contro il Napoli. Una sola. In un campionato in cui l’equilibrio è sottilissimo e gli scontri diretti decidono le stagioni, questa statistica pesa come un macigno.

Senza di lui, invece, nel periodo del suo infortunio e della prima di campionato il quadro cambia radicalmente: otto gol subiti in sette partite, con una tenuta difensiva ben più fragile e una squadra meno compatta. Non è solo una questione di numeri: è una questione di sensazioni, di percezione. Con Rabiot la squadra difende in avanti, respira meglio e si muove con un ordine naturale. Senza di lui, la distanza tra i reparti aumenta e il Milan torna vulnerabile, non trovando quindi quell’equilibrio che spesso sembra essere decisivo,

UN LEADER SILENZIOSO MA NECESSARIO

Rabiot non è di certo un giocatore che attira le luci dei riflettori. È un leader silenzioso, uno che trascina con il ritmo e non con le parole. È il tipo di calciatore che trasforma una squadra dall’interno, che fa giocare bene chi lo circonda, proprio come nel caso del suo compagno di fascia Bartesaghi, decisamente aiutato dal francese in questa sua prima parentesi tra i grandi, che sta vedendo il giovane azzurrino migliorare partita dopo partita. Ed è anche il miglior interprete possibile dell’idea di calcio di Allegri, basata su compattezza, letture intelligenti e capacità di soffrire senza perdere lucidità, per poi ripartire palla al piede.

In questo Milan che esulta contro le grandi e fatica contro le piccole, la sua presenza diventa un’ancora affidabile. Un punto fermo imprescindibile. E sabato sera, contro la Lazio, lo ha dimostrato ancora una volta.

 

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