Il francese tornato e subito fondamentale nel derby, ora punta alla prima rete in rossonero. Contro i biancocelesti ha quel qualcosa in più
Imprescindibile. Il Milan non può fare a meno di Rabiot. Con lui in campo la squadra gioca con più armonia, sa gestire meglio i momenti della partita, trova il gol con maggiore facilità e lo incassa con molta meno frequenza. Non sono impressioni, lo dicono i numeri: con lui il rendimento è assolutamente da scudetto con una media punti di 2,6 e nove gol segnati. Senza, la media punti a partita scende a 1,8, diminuiscono le realizzazioni (otto), e sale in maniera esponenziale il dato di quelli incassati, sei.
Rabiot è un elemento chiave a livello tecnico-tattico: è una spalla per Modric, un assistente regista, un abile palleggiatore, ma anche un mediano di sostanza e di inserimento. C’è poi il contributo in leadership e personalità e ovviamente esperienza. L’unica cosa che sta mancando a Rabiot in questa stagione è il gol. Ci era andato vicino al 30′ del match di Coppa Italia contro il Lecce potrebbe sbloccarsi contro la Lazio:
«Lo spero. Vorrei segnare il prima possibile sia a San Siro sia fuori casa. Mi piace far gol o servire assist, ma il mio ruolo principale però non è questo: io devo aiutare la squadra con corsa, contrasti, consigli ed esperienza. Se continuiamo a vincere e non faccio gol, va bene lo stesso». Ha dichiarato recentemente Rabiot.
I biancocelesti sono la vittima italiana preferita del centrocampista francese – 2 gol 2 assist. Contro nessuna altra squadra del nostro campionato ha segnato di più e solo contro l’Empoli ha preso parte a così tante reti come contro la Lazio.
Domani ritroverà anche Sarri, che lo ha allenato alla Juventus e con cui ha vinto uno scudetto con 1 gol e 1 assist a bilancio. Non ci sarà spazio per i ricordi, Rabiot ora è al Milan e ha voglia di vincere ancora magari firmando la vittoria con una sua rete.
