Recap Vibes – analisi del gennaio del Milan. C’è da preoccuparsi?

Emanuele Frigerio
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Leao mostra un'espressione imbronciata durante il match del suo Milan contro il Parma (Ph. IPA)

I rossoneri hanno chiuso il mese di gennaio con 3 vittorie, 3 pareggi e pochi gol fatti. Cosa deve migliorare il Diavolo per stare al passo con le altre?

Termina ufficialmente il gennaio dell’Ac Milan e terminano i primi 31 giorni di questo primo mese dell’anno solare, che regala al Diavolo nuovi protagonisti e vecchie incertezze. Tre vittorie e tre sconfitte il bottino, con i rossoneri che si allontanano dalla testa di quattro punti, fino ad arrivare a cinque dall’Inter, ma soprattutto sentono arrivare dalle retrovie squadre in grande forma come Juventus, Roma e Como.

La qualificazione in Champions League è inevitabilmente l’assoluta priorità sportiva e finanziaria dei rossoneri, Allegri lo ribadisce ogni singola settimana nel pre e nel post partita e minaccia di farlo fino a fine stagione, con quella quota di 74/76 punti cercata in rosso come traguardo primario da raggiungere più in fretta possibile. Lo Scudetto un miraggio, un sogno a cui poter guardare solo dalla trentesima giornata, qualora il distacco dai cugini nerazzurri fosse minore di 5 punti, cosa che al momento sembra essere molto difficile.

Ci sono preoccupazioni, segnali di conforto e sorprese in questo gennaio, proviamo ad analizzarle insieme.

Le preoccupazioni

Le preoccupazioni partono dai singoli e arrivano al collettivo. Ci siamo chiesti da dove nasca l’esigenza di provare a prendere a tutti i costi Mateta già in queste ore, indipendentemente dall’uscita o meno di Nkunku, sempre più orientato (e Allegri ne è veramente contento dato il lavoro che sta facendo su di lui) alla permanenza?

Leao e Pulisic non stanno bene e, rassegnamoci, non rivedremo la loro miglior versione da qui alla trentottesima giornata. Ci sono dei problemi fisici da gestire e provare a smaltire, ma l’impressione diffusa è che il protrarsi di queste problematiche e la loro costante presenza in partita possa essere legata principalmente alla voglia di stringere i denti, esserci per il club in questo momento importantissimo e poi essere a disposizione per il Mondiale, salvo poi eventualmente intervenire con uno stop o un trattamento deciso sui rispettivi problemi.

Ci saranno momenti in cui staranno meglio e altri in cui staranno peggio, ma i due reali top players offensivi del Milan, nonché i cannonieri per distacco del team, sono a mezzo servizio. Il fatto che il Milan registri la media di un gol segnato a partita  (eccetto la partita sui generis di Como) rappresenta in tutto e per tutto questa situazione. Rafa vicino alla porta e in campo per cercare di fare la giocata decisiva, cosa che gli è spesso riuscita, mentre Christian che ha perso fiducia sotto porta e brillantezza nelle giocate, nonostante la capacità di arrivare con puntualità davanti al portiere.

Christopher Nkunku e Niclas Fullkrug stanno emergendo in questa squadra anche per condizione fisica e mentale, con i due attaccanti “di scorta” che hanno realizzato tre delle ultime cinque reti dei rossoneri in campionato. Questo evidenzia come il calo di rendimento (nel 2026 la media è perfettamente di 2 punti a partita) sia conseguenza del protrarsi della condizione di due calciatori decisivi come i titolari con la 11 e la 10, protagonisti designati che devono riprendersi questa nomea per riportare il Milan a macinare un filotto di vittori, cosa che è imprescindibile per poter sperare di stare nei posti di vertice.

Vittoria, pareggio, pareggio, vittoria, vittoria, pareggio: dove vai così? Non possiamo saperlo, ma sicuramente la continuità nelle vittorie è ciò che ti permette di creare uno stato di forma psico-fisica per stare davanti. Con i tuoi migliori calciatori acciaccati, serve l’apporto realizzativo di tutta la squadra, cosa che deve iniziare ad arrivare il prima possibile con nuove soluzioni.

Le speranze

Proprio le nuove soluzioni sono una delle speranze. Cambiamento nella struttura del centrocampo, nuovi concetti difensivi: si vede come Allegri e il suo staff stiano lavorando per cercare di dare nuovi impulsi offensivi ad una squadra che sta leggermente faticando in questo aspetto ultimamente, risultando poco cinica ed incisiva nelle scelte finali. E allora ecco Rabiot più avanzato, Ricci a dare una mano a Modric, la voglia di non dare punti di riferimento agli avversari. I calci piazzati, un fondamentale che ha fatto malissimo al Diavolo nelle partite di Firenze e Como, stanno vedendo un lavoro certosino a Milanello, volto a migliorare il lato difensivo e quello in attacco, con due marcature realizzate contro Genoa e Roma a confermarne il trend.

L’analisi degli errori, nella crescita della squadra, è utile solo quando si hanno davanti ragazzi intelligenti, e in questo momento la ricettività del gruppo la si vede, nonostante errori di gioventù come quelli di Bartesaghi che incidono inevitabilmente sul risultato ma che sono un rischio inevitabile da accettare quando punti sui giovanissimi.

Proprio qui, voglio fermarmi. La gioventù e la spensieratezza di causare un rigore pesantissimo e due minuti dopo puntare la porta con 60 metri di corsa per riscattarsi. La voglia della parte giovane del gruppo a mischiarsi con l’esperienza ed il carisma degli esperti, questo bilanciamento che potrebbe portare a fare grandissime cose come accaduto in passato.

Allegri, grandissimo uomo di spogliatoio e di comunicazione, lo sa bene: ecco perché nessuno resta indietro nel percorso.

Le sorprese

Koni De Winter è il nuovo acquisto in difesa del Milan. Lo diceva Peppe Di Stefano nell’esclusiva sul nostro canale YouTube, lo ha ribadito il direttore, lo confermo io. In questo momento è un fattore nella difesa rossonera e tanto del merito va al lavoro che il tecnico ha fatto sul ragazzo, soprattutto dopo la disastrosa notte araba contro il Napoli di uno scatenato Hojlund.

Fiducia, titolarità costante, duttilità e una cattiveria agonistica crescente. Questi fattori ne hanno innalzato clamorosamente il livello delle prestazioni e della sicurezza in sé stesso, che appare ed è culminata con la rete di testa dell’Olimpico, nell’esecuzione di un fondamentale che, dati alla mano, lo vede da due stagione come uno dei più dominanti nel nostro campionato.

Ricci è invece quel “calciatore allenante”, riprendendo sempre le parole di Di Stefano, che ha sempre spinto in allenamento, che si è inserito benissimo nel gruppo e che ha atteso il momento giusto per completare il suo percorso di crescita, prendendosi la maglia da titolare su Fofana e Loftus-Cheek con una maggior personalità e consapevolezza nei propri mezzi. Si vede un Allegri nettamente felice del ragazzo quando si parla di lui, del suo anno in rossonero, e questo è un segnale molto bello.

Poi ci sono i due attaccanti elencati prima: un francese e un tedesco. Nkunku, fuori completamente dal mondo Milan fino alle ore 13.30 del 27 dicembre, ha sbloccato testa e counter con una doppietta in cinque minuti al Verona e ne ha rifilate quattro nel giro di metà mese, mentre Fulle si è integrato perfettamente nella realtà milanese e nel gruppo squadra, regalando subito un gol da tre punti ed un’enorme utilità.

Conclusioni

Ci sono cose positive e altre negative, come al termine di ogni mese, ma qui si potrebbe riassumere tutto con una frase: le prospettive regalano fiducia, i fatti suggeriscono prudenza.

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