ReFrigerio – Percepite il pericolo?

Emanuele Frigerio
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Koni DE WINTER (Ac Milan) (Ph. IPA Agency)

Sottotitolo: L’editoriale di Emanuele Frigerio si focalizza sulla situazione difensiva del Milan. Allegri ha denunciato il deficit di attenzione del proprio reparto arretrato, ma occorre analizzare il problema in profondità: cosa deve essere corretto?

Milan-Cremonese ha aperto gli occhi su svariate tematiche che ancora a molti (me compreso, alzo le mani) non apparivano ancora così chiare. La prestazione degli undici schierati da Massimiliano Allegri ha evidenziato innanzitutto un chiaro deficit carismatico e di attenzione (l’ormai nota mancanza di PERCEZIONE DEL PERICOLO) nel pacchetto arretrato: l’assenza di un leader alla Simon Kjaer risulta un’urgenza da colmare negli ultimissimi giorni di calciomercato. La dirigenza ci sta lavorando, ma sappiamo che non sarà facile reperire un profilo dotato delle qualità necessarie per guidare la difesa dell’Ac Milan. Esperienza, conoscenza del campionato italiano, leadership e forza fisica: questi sono i principali requisiti richiesti dal tecnico toscano per colmare una lacuna che non dovrà essere presente ancora al 2 settembre 2025.Concentriamoci su questa situazione, per cortesia. Certo, ci sarebbero moltissimi temi da analizzare, ma toglierei goloso materiale ad altri colleghi e non potrei affrontare in maniera così specifica questa tematica. L’identificazione di una linea difensiva mutevole, così com’è e sarà quella milanista, pone l’accento sulla necessità di adottare un costrutto tipico formato (in ordine di formazione) da un difensore di destra dinamico, fisico, capace di dialogare coi compagni in fase di costruzione, all’occorrenza propositivo in attacco, ma soprattutto coordinato coi compagni lì dietro; un centrale (possibilmente con un piede forte che sia il destro) capace di imprimere una guida al reparto, percepire quel famoso pericolo di cui parlano, in modi diversi, gli allenatori rossoneri da ormai due anni (Pioli, Fonseca, Sergio e Max); un difensore centrale di sinistra (denominabile anche con il termine abominevole di “braccetto”) che sia dotato di piede mancino, sia un feroce marcatore e possa impostare all’occorrenza. Non consideriamo il terzino/esterno sinistro? No, questa tematica verrà affrontata nel prossimo futuro.

 

Questo preambolo per arrivare a quale punto, dottore? Il declino della solidità difensiva milanista è definitivamente iniziato con il ritiro del difensore danese, ma da quel momento è stato il team di mercato rossonero il primo gruppo di persone a non avere PERCEPITO IL PERICOLO dell’assenza di un leader carismatico da inserire sì o sì tra campo e spogliatoio. L’acquisto di Strahinja Pavlovic ha inserito sicuramente un calciatore in più a livello numerico nella rosa del Milan, certamente ha fornito un rude marcatore di piede mancino e abilità aerea, ma non ha regalato alla squadra e lo spogliatoio il leader carismatico necessario per rimpiazzare la figura imperiosa di Simon Kjaer. Il nativo di Horsens, per quanto ormai compromesso da una serie di problematiche fisiche nella sua ultimissima parte di carriera, ha sempre rappresentato una guida insostituibile per i compagni di reparto, cresciuti e divenuti eroi proprio grazie ad un progresso da lui guidato in diverse vesti.

 

Oggi, a poche ore dalla fine del calciomercato estivo, ci troviamo a registrare, finalmente, la disperata ricerca di un leader tecnico e carismatico da parte della dirigenza. Se da una parte possiamo sempre dire “Non è mai troppo tardi”, dall’altra non si può certo fare a meno di registrare una preoccupante mancanza di attenzione alle dinamiche di campo fondamentali, quelle che si apprendono fin dai campi di terza categoria, dalle giovanili addirittura. Koni De Winter rappresenta, secondo il mio personale parere, un signor prospetto difensivo che sarà in grado di prendersi una maglia da titolare nel breve-medio periodo. Questo per dire che l’acquisto del promettente belga è sicuramente da considerare in chiave più che positiva per costi dell’operazione ed utilità che avrà nella stagione rossonera grazie alle proprie capacità tecniche, tattiche e fisiche, ma occorre altresì ricordare come un reparto composto da lui, Tomori, Gabbia e Pavlovic non sia da considerarsi completo, al momento. Matteo, cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni, non ha ancora i crismi del condottiero tecnico e carismatico di reparto, mentre il serbo, seppur volenteroso, deve ancora completare il proprio percorso di crescita prima di poter arrivare a guidare i compagni. Fikayo, giunto alla sesta stagione in rossonero, rappresenta invece una speranza finora disattesa in tal senso, poiché non è mai riuscito a prendere le redini della difesa e ha pian piano perso quel carisma e quella fiducia che il mondo rossonero riponeva in lui. L’ex Genoa, in questo scenario, si potrà imporre a mio avviso senza particolari problemi, salvo clamorose escalations del pacchetto traballante di titolari di inizio stagione.

 

Detto questo, la decisione strategica di acquisire Athekame identifica verosimilmente la necessità di modulare l’idea di gioco della stagione sulla base di un dualismo con Saelemaekers, quindi basandosi sulla logica potenziale di un sistema di costruzione 3+2, un’apertura degli esterni ed una necessità ricorrente di avere un nucleo di 5, se non 6 difensori centrali in organico. Attualmente, quelli appena analizzati, sono però quattro. Partite ufficiali disputate in stagione: due, con la terza che avrà sicuramente gli stessi numeri in quel reparto. Il solo Bartesaghi (primo anno stabilmente in prima squadra per il promettente giovane) ad essere adattabile come terzo di sinistra. Età media dei difensori centrali: 23,6 anni. Il Milan che vuole ambire alla qualificazione in Champions League (obiettivo minimo stagionale) non può presentarsi alla stagione 2025/2026 senza un difensore esperto in grado di innalzare notevolmente il livello di un reparto che negli ultimi due anni ha così tanto faticato.Sediamoci, aspettiamo e vediamo cosa succede da oggi al termine del calciomercato. L’auspicio resta uno: che la figuraccia di Milan-Cremonese sia stata utile a tutti gli attori per far PERCEPIRE IL PERICOLO di una stagione nata nel peggiore dei modi, ma ancora tutta da giocare e che quindi risulta doveroso raddrizzare.

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