Il ritorno di Stefano Pioli a San Siro: da eroe dello Scudetto a ex illustre del Milan

Armando Lace
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Pioli si reca in panchina prima di Fiorentina Roma e saluta uno degli avversari (Ph.IPA Agency)

Alla settima giornata di campionato, il tecnico emiliano tornerà per la prima volta da avversario nello stadio che lo ha consacrato, dove ha guidato il Milan a un tricolore e a una semifinale di Champions.

Domenica sera, San Siro accoglierà un volto familiare. Stefano Pioli tornerà nello stadio che per quasi cinque anni è stato la sua casa, ma questa volta lo farà da avversario, alla guida della Fiorentina. Per il tecnico emiliano non sarà una partita come le altre: tra le mura del Meazza ha costruito il periodo più luminoso della sua carriera, regalando ai tifosi rossoneri emozioni indelebili e il 19º Scudetto della storia del Milan.

Dall’arrivo nel 2019 allo Scudetto del 2022

Pioli approdò sulla panchina del Milan nell’ottobre del 2019, subentrando a Marco Giampaolo in un momento difficile per la squadra. Con il suo approccio pragmatico e un forte legame umano con lo spogliatoio, riuscì in poco tempo a ridare identità e fiducia al gruppo.
La prima grande svolta arrivò nella stagione 2020/21, con il ritorno in Champions League dopo sette anni di assenza. Ma il vero capolavoro fu la stagione successiva, 2021/22, quando il Milan conquistò lo Scudetto al termine di un appassionante duello con l’Inter. Un successo che riportò il club sul tetto d’Italia dopo undici anni e consacrò il coro “Pioli is on fire” come simbolo di un’epoca.

Le cifre della sua avventura rossonera

Durante il suo ciclo al Milan, durato fino a giugno 2024, Pioli ha collezionato 240 panchine ufficiali tra campionato e coppe. Il suo bilancio complessivo è di 130 vittorie, 58 pareggi e 52 sconfitte, con una percentuale di successi del 54,17%.
I numeri confermano l’impatto profondo del tecnico: il Milan di Pioli ha mantenuto una media di 1,76 gol segnati a partita e 1,13 subiti, dati che testimoniano un equilibrio tra solidità e concretezza.

A San Siro, il rendimento è stato ancora più brillante: su 124 gare casalinghe, i rossoneri hanno ottenuto 68 vittorie, 30 pareggi e 26 sconfitte, con una differenza reti positiva di +95 (220 gol fatti, 125 subiti). Anche lontano da casa, il Milan di Pioli ha saputo esprimere un calcio maturo: 62 successi, 28 pari e 26 ko su 116 partite disputate in trasferta.

I momenti chiave e il legame con i tifosi

Oltre ai risultati, Pioli ha lasciato un segno profondo nel rapporto con la tifoseria. La sua gestione, sempre composta e rispettosa, ha contribuito a ricostruire il legame tra squadra e ambiente dopo anni difficili.
Sotto la sua guida, il Milan è tornato competitivo anche in Europa, raggiungendo la semifinale di Champions League nel 2022/23, traguardo che mancava da oltre 15 anni. L’unica vera ombra della sua esperienza restano i numerosi derby persi contro l’Inter, ma il bilancio complessivo resta ampiamente positivo.

Il ritorno da avversario

Ora Pioli torna a San Siro con la Fiorentina, in un momento non semplice per la sua nuova squadra, chiamata a risalire la classifica dopo un avvio complicato. Ma l’accoglienza del pubblico rossonero si preannuncia calorosa.
Per molti tifosi, Pioli resterà sempre il tecnico che ha riportato il Milan al vertice, simbolo di una rinascita sportiva e identitaria. Domenica, mentre la panchina sarà quella opposta, San Siro ritroverà uno dei suoi protagonisti più amati dell’ultimo decennio.

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