Samuele Ricci nella partita contro la Roma all’Olimpico si è preso ancora una volta la titolarità e anche questa volta non ha deluso.
Il mister tempo fa in conferenza stampa parlò del numero 4 utilizzando il termine “giocatore affidabile”. Quel giocatore che quando lo metti fa sempre il suo, sbaglia poco e occupa la sua posizione senza intralciare il gioco. Samuele è proprio questo: un tuttofare che non sfigura quasi mai. Vero, a volte la sua scolasticità e il suo essere banale possono frustrare, ma è proprio il questo il punto su cui sta andando a puntare Massimiliano Allegri. Ricci è rappresentante dello stereotipo del calciatore influenzato dalla cultura italiana, una cultura del “non rischio”. Nelle scuole calcio uno degli aspetti su cui si batteva più spesso fino a pochi anni fa era proprio questo: il giocare in maniera sicura e tranquilla ti porta a non sbagliare.
Roma-Milan
Molti associano questo suo essere normale e non sopra le righe a un fattore di mediocrità. Però in partite come quella di ieri contro la Roma ha mostrato delle altre qualità. La fascia sinistra giallorossa ha spinto molto ed è stata autrice della maggior propulsione offensiva romanista. Con un Saelemaekers in condizioni non ottimali, probabilmente influenzato dall’atmosfera dell’Olimpico e con un Tomori non al top della forma, è toccato a Samuele provare a tappare i buchi. In parte l’ha fatto bene. Ha schermato difensivamente in modo intelligente. Si è fatto trovare pronto sulle linee di passaggio ricercate dall’attacco di Gasperini recuperando tre palloni e ha sbagliato poco in impostazione, buttandosi anche nello spazio in corsia quando possibile. Una partita non sopra le righe, per l’amor del cielo, ma una prestazione che lascia sicuramente ben sperare per la crescita del centrocampista italiano.
Prospettive
Bisogna sottolineare che questa estate è arrivato con ben poche aspettative. Nei primi allenamenti Max lo provava come vertice basso e dalle sue parole recenti si intuisce che la futuribilità possa andare in quella direzione. Potrebbe il cambio di posizione essere una strategia per portarlo a comprendere e sfruttare caratteristiche che lui stesso non si rende conto di possedere? Ieri in live nel post partita abbiamo parlato di questa possibilità. Il ruolo da mezzala imposto a Ricci dal mister potrebbe avere anche una funzione secondaria. In quella posizione sei più portato alla giocata verticale, hai uno sguardo e una prospettiva più offensiva, di certo meno conservativa rispetto al mediano incontrista, che il caso vuole sia, proprio l’abilità che si rimprovera a Sam di non possedere.
Che sia Allegri proprio alla ricerca di questo?
