Milan, Saelemaekers è il vero perno del 3-5-2 di Allegri

Armando Lace
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Alexis Saelemaekers si prepara al cross durante Lecce Milan di Serie A (Ph. IPA Agency)

Il Milan di Massimiliano Allegri sta ritrovando solidità e continuità e tra i protagonisti di questo avvio di stagione c’è senza dubbio Alexis Saelemaekers. L’esterno belga, spesso sottovalutato in passato, si sta imponendo come uno degli uomini chiave della nuova struttura tattica rossonera. Anche nella vittoria contro il Bologna, la sua presenza si è rivelata decisiva: dall’assist partito dal suo piede è nato il primo gol in Serie A di Luka Modric, un’azione che ha fatto parlare soprattutto per la firma del fuoriclasse croato, ma che ha avuto nell’iniziativa di Saelemaekers la scintilla decisiva.

L’ex Anderlecht ha mostrato intelligenza nella gestione del pallone: niente cross buttati alla cieca, ma la scelta di aspettare il movimento giusto del compagno e servirlo con precisione. Un gesto tecnico e mentale che racconta bene il suo percorso di crescita.

 

Un giocatore che cercano tutti

Nel 3-5-2 disegnato da Allegri, Saelemaekers è praticamente insostituibile. Non solo per le alternative limitate a disposizione del tecnico, ma soprattutto per la varietà di qualità che porta in campo: corsa, sacrificio difensivo, capacità di accompagnare l’azione e lucidità nei momenti decisivi. Un quinto di centrocampo che garantisce equilibrio, copertura e allo stesso tempo spinta offensiva, qualità sempre più ricercate nel calcio moderno.

Saelemaekers, il perno tattico del 3-5-2 di Allegri

L’impatto di Alexis in questo avvio di stagione si misura non solo nelle sensazioni in campo, ma anche nei numeri. Nelle prime quattro partite ufficiali del Milan, l’esterno belga è stato schierato sempre titolare, rimanendo in campo per oltre 340 minuti complessivi. Il suo posizionamento nel 3-5-2 di Massimiliano Allegri è stato il vero punto di svolta: Saelemaekers ha agito da quinto di centrocampo con compiti difensivi precisi, ma con licenza di alzarsi e partecipare alla manovra. La differenza rispetto alle stagioni passate è evidente: non più solo corsa lungo la fascia, ma gestione intelligente dei tempi della partita, capacità di abbassarsi in fase di non possesso e alzarsi nei momenti giusti in fase offensiva. Questo gli permette di partecipare alla fase difensiva dando sempre una mano sulle corsie dove serve, ma senza mai disinteressarsi, una volta recuperata palla, di farsi trovare nella trequarti avversaria e quindi della fase offensiva pronto ad incidere con un assist o con un gol, dopo che nelle ultime stagioni in prestito lo hanno visto crescere soprattutto sotto quest’aspetto, che mancava al belga durante la sua prima parentesi in maglia rossonera.

Un inizio da protagonista assoluto: i suoi numeri

I numeri confermano questa crescita. Saelemaekers ha già fornito un assist decisivo, quello per il primo gol in rossonero di Modric contro il Bologna, e ha messo a referto sette passaggi chiave complessivi, tre dei quali nell’ultima gara. Dal punto di vista difensivo, ha recuperato 24 palloni, con una media di sei a partita, molti dei quali nella metà campo avversaria, dimostrando efficacia nel pressing e nella protezione della difesa. Inoltre, ha percorso mediamente 10,8 km a gara, confermando il suo enorme contributo atletico. Solo in due occasioni è stato sostituito: al 77° minuto contro il Lecce e all’81° contro il Bari, sottolineando quanto sia diventato un elemento inamovibile nel nuovo Milan di Allegri.

Il confronto con il passato è chiaro: due anni fa, la sua incidenza era limitata a giocate sporadiche e a un rendimento altalenante. Ora, il suo ruolo è cresciuto nella gestione della partita: meno frenesia, più lucidità. Allegri gli ha cucito addosso un compito che lo rende fondamentale in entrambe le fasi, trasformandolo in un equilibratore unico all’interno dello scacchiere rossonero.

La crescita non è solo numerica, ma soprattutto tattica: la sua capacità di coniugare sostanza difensiva e qualità offensiva, trovando anche grazie all’ex Roma quell’equilibrio che tanto era mancato nelle scorse stagioni , lo rendono il vero perno del Milan di Allegri, diventando partita dopo partita un giocatore imprescindibile e chissà destinato magari a diventare uno dei nuovi pupilli del tecnico livornese.

Un segnale forte anche per lo spogliatoio, dove il 56 è molto apprezzato per l’impegno e la dedizione. Non sarà forse un uomo da copertina, ma la sua importanza cresce di partita in partita.

 

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