Oltre il gol: il valore tattico di Giménez
Può sembrare un paradosso parlare di un centravanti “imprescindibile” quando i numeri non sorridono, ma è proprio questo il caso di Santiago Giménez. Il messicano, arrivato al Milan dal Feyenoord nel gennaio 2025, non ha ancora trovato con continuità la via del gol in questa prima parte di stagione — l’unica rete stagionale è arrivata in Coppa Italia contro il Lecce, nella vittoria per 3-0 a San Siro.
Eppure, chi osserva le partite dei rossoneri si accorge facilmente della sua importanza nello scacchiere di Massimiliano Allegri di un vero centravanti. Giménez rappresenta il punto di riferimento offensivo che permette ai compagni ed all’allenatore di cambiare, anche a partita in corso come avvenuto nell’ultima partita contro la Fiorentina, stile di gioco.
Nonostante le difficoltà sotto porta, il suo lavoro “sporco”, fatto di movimenti incontro, pressing costante e capacità di creare spazi per gli inserimenti dei centrocampisti, è diventato un elemento chiave nel sistema di gioco milanista.
Dall’impatto immediato al calo di fiducia
L’arrivo di Giménez a Milano ha acceso grande entusiasmo. Reduce da una stagione straordinaria con il Feyenoord 26 gol in Eredivisie nel 2023-24 ,il suo trasferimento in rossonero ha portato aspettative altissime.
Nelle prime settimane, l’attaccante ha confermato la fama costruita in Olanda: in Serie A 2024-25 ha totalizzato 14 presenze, 5 gol e 2 assist, il Bebote nelle sue prime apparizioni con la sua nuova maglia numero 7 appoggia da subito le aspettative della tifoseria, impaziente di avere un nuovo centravanti di livello, presentandosi a San Siro con un assist, per poi trovare la sua prima rete in Serie A contro l’Empoli, in trasferta.
Con il passare dei mesi, tuttavia, le difficoltà fisiche e la necessità di adattarsi a un campionato più tattico e difensivo ne hanno rallentato la crescita. Tra marzo e maggio 2025 ha perso progressivamente fiducia e minuti, complice anche il difficile momento che attraversava la squadra e da piccole noie fisiche, che gli hanno rallentato l’ambientamento che stava trovando .
I numeri di questa stagione: poca concretezza ma tanta utilità
In questa nuova stagione, Giménez ha finora collezionato 6 presenze in Serie A e 1 gol in Coppa Italia. Nessuna rete in campionato, ma prestazioni che hanno spesso cambiato il volto delle partite.
Contro la Fiorentina, subentrato nella ripresa, è stato protagonista di una prova generosa: con i suoi movimenti ha allargato la difesa viola e costretto i centrali ad abbassarsi, aprendo la strada alla doppietta di Leao, che dall’entrata in campo del messicano, è riuscito a trovare la sua zona nella trequarti avversaria, svariando e trovando prima il gol del momentaneo pareggio per poi segnare la doppietta calciando il rigore procurato da Santi, il secondo consecutivo dopo quello sbagliato da Pulisic contro la Juventus.
Inoltre, Giménez è tra gli attaccanti rossoneri che hanno la media più alta di duelli vinti (4,8 a partita) e falli subiti (2,1), segno della sua capacità di far salire la squadra e proteggere palla spalle alla porta, dato in netto miglioramento già da inizio stagione.
Dati che, seppur non scintillanti in zona gol, descrivono un giocatore fondamentale per la tenuta offensiva del Milan. Allegri lo sa bene e continua a difenderlo pubblicamente, consapevole che un attaccante del genere, quando tornerà a segnare con costanza, potrà diventare l’arma in più di questo Milan..
Allegri e la fiducia incrollabile
Massimiliano Allegri non ha mai nascosto la propria stima nei confronti di Santiago Giménez, definendolo più volte “un attaccante moderno”, capace di sacrificarsi per la squadra e di interpretare il ruolo di centravanti in modo completo. Il tecnico toscano apprezza in particolare la sua intelligenza tattica e la capacità di muoversi tra le linee, qualità che lo rendono perfetto per il 3-5-2 rossonero.
Con Giménez in campo, il Milan registra una media di 1,7 expected goals a partita, contro 1,1 quando parte dalla panchina: un dato che conferma il suo impatto sul gioco offensivo, anche in assenza di reti personali. Le ultime prestazioni hanno evidenziato una crescita costante, favorita dal maggiore minutaggio e dalla fiducia ritrovata. Ora manca solo il gol per completare il percorso di rilancio del centravanti messicano.
