Il talentuoso francese classe 1997, al centro di innumerevoli voci di mercato nelle ultime ore, sembra aver deciso il suo futuro.
Christopher Nkunku rimane. Ricordando un po’ la celebre gag di Gerard Piqué con il compagno Neymar (che però non ebbe un finale coerente col la dichiarazione del catalano), confermiamo anche noi, secondo quanto raccolto dalla nostra redazione tra ieri e oggi, la ferrea volontà del calciatore francese di indossare la maglia del Milan almeno fine a fine stagione, rifiutando così prima la avances del Fenerbahce e poi quella Roma.
La situazione
Nkunku ci ha messo tanto ad ingranare nella squadra di Allegri: infortuni, spazio ridotto, una difficoltà di ambientamento in campo e fuori, la condizione fisica che latita e che non sostiene le sue doti. Massimiliano Allegri e Mike Maignan i suoi principali sponsor e “padri” nei momenti difficili: le lodi in pubblico e la fiducia in campo del tecnico toscano, le videochiamate del capitano alla sera per mantenere alta l’attenzione dell’amico, motivarlo ed aiutarlo ad inserirsi sempre di più nel gruppo.
Il gol realizzato contro il Verona, tra rigore procurato e realizzato, lo hanno sbloccato completamente, o quasi: a livello ambientale è crollata quell’aria negativa nei suoi confronti, ma soprattutto lui si è sentito molto più convinto dei propri mezzi, con un volto quasi trasfigurato dalla serenità di quella palla che supera la linea di porta. Da quel momento, dopo un piccolo stop, altri gol decisivi, la costante fiducia di Max tra la scelta di farlo calciare dal dischetto e quella di metterlo titolare contro Como e Roma. Christo non si è mai sentito così al centro del progetto come oggi.
La decisione
La voce dell’arrivo di Mateta, sempre più concreta, non ha mossa minimamente le sue convinzioni e la fiducia nel minutaggio che avrà da qui a fine stagione: Leao e Pulisic non sono al top, lui gioca sempre di più e il classe 1997 si sente completamente integrato nel progetto rossonero. Fenerbahce alla porta, nonostante l’affetto e la stima di Tedesco, ha detto no. Roma a bussare, nonostante l’apprezzamento ha declinato. “Il mio posto è il Milan, ora” sembra quasi dire questa posizione, a definire una ritrovata, anzi trovata convinzione nei propri mezzi e nel valore di questo gruppo, di questa squadra, di questo allenatore, che lo ha coccolato dal primo giorno e vuole riportarlo ad essere quel calciatore strabiliante che tutti abbiamo conosciuto.
