Indiscrezione del Corriere dello Sport: il Direttore Sportivo verso l’addio prima di gennaio. Dagli esordi con il settore giovanile al ciclo vincente
Un’indiscrezione di mercato lanciata in mattinata dal Corriere dello Sport scuote l’altra sponda del Naviglio. Il terremoto dirigenziale non tocca direttamente il Diavolo, ma riguarda da vicino i rivali cittadini dell’Inter, pronti a salutare una delle figure più iconiche e longeve della propria storia recente.
L’addio imminente: contratto in scadenza e addio anticipato
Secondo quanto evidenziato dal quotidiano romano, il Direttore Sportivo Piero Ausilio si appresta a salutare l’Inter dopo ben 28 anni. Il dirigente aveva già comunicato la volontà di non rinnovare il proprio accordo, rifiutando la proposta del club di prolungare per una sola stagione. Con il contratto in scadenza, il Corriere dello Sport evidenzia come non sia affatto da escludere un’interruzione anticipata del rapporto lavorativo già prima del mese di gennaio.
Gli esordi e la svolta: il racconto al podcast Supernova
Ospite del podcast Supernova condotto da Alessandro Cattelan, lo stesso Ausilio si è raccontato ripercorrendo le tappe iniziali del proprio percorso. La sua parabola da dirigente è nata a seguito di un grave infortunio al ginocchio che ne ha compromesso la carriera da calciatore. I primi passi sono arrivati alla Pro Sesto, all’interno del settore giovanile, dove si occupava di scouting, dinamiche di mercato e gestione organizzativa, pur coltivando inizialmente la forte ambizione di diventare allenatore.
La chiamata del 1998 e il primo salto nei quadri nerazzurri
Nel 1998 è arrivata la svolta con l’ingresso all’Inter nel ruolo di segretario del settore giovanile. Lo stesso Ausilio ha confessato come quella mansione non lo affascinasse particolarmente nei primi tempi, ma la considerò la porta d’accesso fondamentale per affermarsi in un grande club. Successivamente gli è stata affidata la responsabilità complessiva del vivaio e, più avanti, il ruolo di vice di Marco Branca, grazie al quale ha iniziato a muoversi tra Italia, Europa e Sud America ponendo le basi per quella fitta rete di contatti tuttora centrale nel suo modus operandi.
L’approdo in prima squadra
L’inserimento a tempo pieno nell’ambiente e nel lavoro della prima squadra si è concretizzato a partire dalla storica stagione 2009/2010.
28 anni nella storia dell’Inter
Il percorso professionale di Ausilio traccia un cammino lungo quasi tre decenni, dettagliato in ogni passaggio:
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Inizio anni ’90 – 1997: Muove i primi passi dirigenziali nella Pro Sesto.
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1998: Diventa segretario del settore giovanile dell’Inter, inaugurando un’era durata 28 anni.
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2001: Assume la carica di responsabile organizzativo del settore giovanile al fianco di Beppe Baresi, responsabile tecnico.
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2003 – 2005: Viene inserito nel progetto dello Spezia (all’epoca legato all’Inter), entrando nel CDA e ricoprendo la carica di direttore sportivo nella stagione 2004/2005 dopo l’abilitazione.
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2005: Rientra stabilmente nel quadri della società nerazzurra come coordinatore e responsabile del vivaio fino al 2010.
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2009/2010: Inizia a seguire costantemente la prima squadra, anche nelle trasferte ufficiali.
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2010: Lascia definitivamente il settore giovanile per diventare il Direttore Sportivo dell’Inter accanto al responsabile dell’area tecnica Marco Branca.
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8 febbraio 2014: Succede a Marco Branca assumendo la piena responsabilità dell’area tecnica e della direzione sportiva.
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2017: Rinnova il proprio contratto con la società, affiancato da Walter Sabatini nel ruolo di coordinatore dell’area tecnica.
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Dicembre 2018: L’arrivo di Giuseppe Marotta come CEO dell’area sportiva ne riconferma la centralità come DS per la costruzione dell’organico.
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2019 – 2026: È il periodo di massimo splendore e riconoscibilità del suo operato. Porta a Milano profili del calibro di Barella, Bastoni, Lautaro Martínez, Hakimi, Dimarco, Brozović, Çalhanoğlu, Onana, Thuram e Bisseck, oltre a generare ricche plusvalenze e colpi a parametro zero. Nell’ultima sessione estiva spiccano gli arrivi di Spence, Stones e Curtis Jones.
Quattro proprietà e un’era di successi: dall’era Moratti a Chivu
Nel corso dei suoi 28 anni a Milano, Ausilio ha collaborato con quattro differenti proprietà: la famiglia Moratti, Erick Thohir, il gruppo Suning e infine la gestione Oaktree. Ha vissuto da dirigente le emozioni del Triplete, le restrizioni del Financial Fair Play con le cessioni imposte, la ricostruzione avviata con Spalletti, lo scudetto del ciclo Conte, la trasformazione tattica sotto la guida di Simone Inzaghi con due finali di Champions League raggiunte, fino all’inizio del nuovo ciclo con Cristian Chivu in panchina.
