Tomori rivela l’obiettivo del Milan e cosa ha cambiato Allegri

Luca Maninetti
4 Min Read
L'urlo di Tomori dopo il successo del Milan nel derby contro l'Inter - Foto IPA

Fikajo Tomori, difensore centrale del Milan, spiega la rinascita rossonera in questa stagione, l’importanza di Allegri e non solo…

Fikajo Tomori ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni della BBC Sport. Diversi gli argomenti trattati da Max Allegri al cambiamento rispetto alla scorsa stagione sino all’importanza di avere un giocatore come Modric nello spogliatoio. Le sue parole.

Sul nome Oluwafikayomi: “I miei genitori sono nigeriani, quindi i nomi vengono dalle loro tribù. Ogni tribù ha una frase che viene abbreviata in un nome, così Oluwafikayomi significa ‘Dio mi ha riempito di gioia’ e Oluwadamilola significa ‘Dio mi ha riempito di ricchezza’“.

Sul cambiamento rispetto alla scorsa stagione: “Siamo tutti tornati in estate con qualcosa da dimostrare, individualmente e collettivamente. Dobbiamo attaccare la stagione e tornare in Champions League“.

Su cosa è cambiato con Max Allegri: “Fisicamente è il meglio che mi sia mai sentito. Parte di questo è sapere dove devo essere in campo. Mi ha aiutato molto quando si tratta di leggere il gioco. È una cosa semplice, ma non c’è bisogno di esagerare come difensore. Si tratta di correre in modo più intelligente, non più duro“.

Sulla lingua italiana: “Anche l’accento viene naturale. Se non parlo con l’accento o non lo attivo, non capiscono. È un modo di vivere diverso, ma la differenza più grande è come ci alleniamo. In Italia c’è molta più concentrazione su come giocheremo, mentre in Inghilterra l’allenamento può essere più fisico e intenso. Quando stavo crescendo c’era uno stereotipo secondo cui i giocatori inglesi non andavano all’estero, ma ora ce ne sono parecchi, il che dimostra che possiamo andare all’estero e adattarci anche a un modo di vivere diverso“.

Su Milanello: “È pazzesco. Entri ogni giorno e vedi foto di giocatori come Maldini, Baresi, Kakà, Zlatan (Ibrahimovic) e Nesta. Quindi senti decisamente l’aspettativa sapendo che quei giocatori erano nello stesso edificio. E arriva dai tifosi che incontri in città. Ti rendi conto di quanto peso abbia la maglia. Amo il fatto che siano così orgogliosi del club e che ci sia un’aspettativa che noi dobbiamo rispettare e fare ciò che hanno fatto quelli prima di noi“.

Sul Mondiale: “Voglio andarci? Certo, lo voglio per me stesso e so che vincere il campionato aiuterà. Ho parlato con Tuchel dopo l’ultima pausa per le nazionali a novembre. Abbiamo parlato diverse volte e il messaggio è di continuare a fare quello che sto facendo. Il Mondiale è tra sei mesi e c’è molto calcio da giocare. So che sta guardando e tiene d’occhio perché ha convocato Ruben Loftus-Cheek. Questo mi dà la fiducia che posso farcela. È venuto a Milano la scorsa stagione e so che riceve i nostri dati e vede i nostri video regolarmente. Il modo in cui ne ha parlato è che è difficile perché ci sono così tanti giocatori in quella posizione, e lo capisco perché hai giocatori come John Stones, Marc Guehi, Dan Burn ed Ezri Konsa. Ma il Mondiale è ancora un sogno e sto lavorando per quello“.

Su Modric: “Si tratta più di ascoltare quando parla e vedere il modo in cui si comporta e si allena. Capisci semplicemente i livelli e, dato che è Modric, ogni volta che parla tu semplicemente ascolti“.

TAGGED:
Share This Article
Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *