Nella settimana che porta al posticipo tra felsinei e rossoneri, riviviamo il racconto di quella epica partita del 2017.
Il fenomeno dell’associazione mentale è un fenomeno incredibilmente curioso, ma che permette di fare spesso grandi giochi di gruppo e allo stesso grandi studi sociologici. I tifosi, di qualunque squadra essi siano, hanno la grande capacità di associare un evento, una parola chiave, o il solo pronunciare il nome di una città o di una squadra, ad un momento particolare della loro esistenza. Nel caso dei supporters rossoneri, dire Sassuolo-Milan vuol dire diciannovesimo Scudetto, dire Atene vuol dire trofei, dire Bologna-Milan vuol dire vincere il 9 contro 11 con il gol di Marco Pasalic su giocata di Gerard Deulofeu.
Il contesto
Correva l’anno 2017: il Milan, allenato da Vincenzo Montella, era reduce da tre sconfitte consecutive in campionato e vedeva complicarsi di parecchio i propri piani europei. Dopo tanto tempo fuori dalle competizioni continentali, ormai sembrava quasi un’abitudine essere caduti in quel torpore settimanale. Il 22 dicembre fu rinviata la sfida di campionato tra il Bologna ed il Milan, con slittamento della diciottesima giornata di Serie A di entrambe le squadre alla data dell’8 febbraio, che in maniera beffarda permetteva al Diavolo di giocare nuovamente una partita infrasettimanale. Un pareggio col Torino a metà gennaio per 2-2, la sconfitta contro il Napoli a San Siro per 1-2 (gol di Kucka), l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano della Juventus di Massimiliano Allegri per 2-1 e poi il periodo nero si era chiuso con la sconfitta di Udine e quella in casa contro la Sampdoria. Un momento disastroso per il tecnico campano e i suoi ragazzi, che dovevano assolutamente reagire.
La formazione
Roberto Donadoni schiera un 4-3-3 con Da Costa tra i pali, una difesa a quattro composta da Emil Krafth, capitan Gastaldello, Maietta e l’ex Inter Mbaye a sinistra, un centrocampo che vede Pulgar vertice basso, Dzemaili incursore e Nagy a dare manforte al cileno, mentre davanti ci sono i due ex Verdi e Destro affiancati da Krejci. Vincenzo Montella sceglie Gigio Donnarumma in porta, capitan Abate a destra della linea di difesa, Vangioni dalla parte opposta e la coppia titolare di difesa composta da Paletta e Romagnoli. Manuel Locatelli, in rampa di lancio, come titolare in mezzo al campo, con Kucka e Pasalic mezze ali. Il tridente, inevitabilmente, è quello che vede Jesus Suso a destra, il nuovo acquisto Deulofeu a sinistra e Carlos Bacca come centravanti.
La partita
La partita inizia subito su ottimi ritmi per il Milan, che si organizza bene, gestisce il possesso e gioca con coraggio. L’esterno spagnolo e il centrocampista croato vanno subito vicini al gol, ma alla mezz’ora cambia la partita: Romagnoli, infortunato, chiede il cambio e Zapata entra al suo posto, e pochi secondi dopo Gabriel Paletta, appena ammonito per una mezza zuffa in area, decide di commettere un altro fallo ingenuo al limite dell’area, rimediando l’espulsione per somma di ammonizioni. Dzemaili ci prova, Donnarumma neutralizza. si va al riposo sullo 0-0.
Gustavo Gomez rimpiazza Locatelli nell’intervallo, il messaggio del mister è chiaro: si tiene il tridente con il sacrificio di tutti. I rossoblù spingono per sfruttare la superiorità, ma ci pensa Kucka a facilitare il lavoro, replicando quanto fatto dal centrale argentino nella prima frazione: primo giallo al 53′ per un fallo a centrocampo, secondo cinque minuti dopo su Krejci. Milan in nove uomini con trentacinque minuti di gioco ancora davanti. Deulofeu sembra essere l’ultimo a mollare, mostrando un paio di sgasate degne di nota. L’unico riferimento offensivo del Diavolo è lui, dal momento che Montella ha dovuto togliere Bacca per Poli per coprirsi a centrocampo. I padroni di casa spingono, inseriscono Petkovic, una punta, per un centrale come Gastaldello. Donnarumma si supera ancora su Krejci e poi sempre su Dzemaili, ma il Milan, scosso dal folletto spagnolo, si rende ancora pericoloso. Prima il numero 7 confeziona un cioccolatino per il centrocampista in prestito dal Chelsea, ma il croato spara sul portiere, poi colpisce la traversa da corner sfiorando il gol olimpico.
Al minuto 89, succede l’imponderabile: Gerard Deulofeu riceve palla sulla fascia punta tutta la difesa avversaria sul fondo e semina tre avversari. Pasalic si inserisce a fari spenti con una fiducia smisurata e si fa trovare pronto sul secondo palla per un passaggio visionario che gli arriva facile facile da depositare in rete. Il tripudio rossonero resterà sempre nella mente dei tifosi.
Quel gol, di fatto, risulterà decisivo al Milan per qualificarsi in Europa League a fine anno.
E ancora oggi, ogni milanista, si ricorda perfettamente il luogo della follia totale, dell’impulso di ridere e piangere contemporaneamente che lo ha colpito in quella notte del giorno 8 febbraio 2017. Iconico.
