Verso Fiorentina-Milan | Modric riposa, il peso della scelta Ricci-Jashari

Emanuele Frigerio
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Jashari dribbla Isaksen durante Lazio Milan di Coppa Italia - Foto IPA

Allegri ha annunciato la gestione del croato, ma al suo post potrebbe esserci una bocciatura pronta a far discutere

Luka Modric non giocherà dal primo minuto a Firenze e probabilmente non disputerà minuti nella trasferta rossonera di domani, lasciando il posto a uno tra Ricci e Jashari: questo sembra essere trapelato dalle parole di Massimiliano Allegri in conferenza stampa ed apre quindi una discussione molto importante sul suo sostituto. Il tecnico ha detto che potrebbero giocare anche entrambi, alludendo alla possibilità di schierare come mezzala destra Samuele, ma le tendenze tattiche di questa stagione e le caratteristiche del centrocampo viola lasciano pensare alla scelta di uno tra Fofana e Loftus-Cheek in quella zona di campo.

La domanda sorge quindi spontanea: quali saranno le implicazioni per il calciatore non scelto dal primo minuto?

Letta così, sembra una domanda superficiale, dozzinale, ma dietro in realtà ci sono tante sfumature che occorre considerare in questa valutazione di campo.

L’investimento

Quasi 40 milioni di euro investiti per lo svizzero, circa 23 per il centrocampista italiano. Somme importanti, predilezioni comuni. Il ruolo davanti alla difesa risulta essere il preferito di entrambi, quindi la scelta della società lascia ancora una volta immaginare il fatto che nella loro visione Luka non fosse concretamente pensato come un regista, bensì come una mezzala.

Oggi, però, Ricci viene considerato numericamente un prospetto da far crescere proprio in quel ruolo, anche grazie al proprio dinamismo e la maggior conoscenza del campionato, mentre Ardon è, a tutti gli effetti, il vice Modric. Dal rientro in campo dopo l’infortunio, infatti, Jashari ha avuto modo di disputare tre match: due da titolare contro Lazio e Napoli, con il numero 14 seduto in panchina a riposare, mentre uno spezzone a risultato acquisito contro il Verona è stato concretamente l’unico in Serie A dopo quello sfortunato esordio contro la Cremonese.

La decisione di Allegri avrà inevitabilmente delle ripercussioni a livello mediatico e di gestione del calciatore “bocciato”. Investimenti di spessore che al momento non sono stati valorizzati a pieno, soprattutto nel caso dell’ex Club Brugge. Eh sì perché Sam ha avuto modo di mettersi in gioco, dimostrando una crescita poi interrotta dopo il rientro di Rabiot ed un minutaggio “compresso”, mentre il numero 30 ha avuto un minutaggio tremendamente risicato, soprattutto a causa del livello delle prestazioni del proprio competitor.

L’aspetto mentale

La psicologia è fondamentale nella riuscita del processo di ambientamento tattico e tecnico di un calciatore all’interno di una realtà nuova: il ko di Lazio-Milan di Coppa Italia di inizio dicembre è l’ultima da titolare del numero 4 rossonero, Napoli-Milan di Riyadh quella del compagno. L’importanza a livello mentale di una maglia dal primo minuto anche in questo caso è veramente alta, poiché sarebbe un attestato di fiducia da parte dello staff tecnico ed incidentalmente dell’ambiente. Entrambi i calciatori sono apprezzati e ben voluti da compagni e persone che ruotano intorno al team, ma l’ego può essere nutrito solamente dall’opportunità di campo.

La valutazione di mercato fatta per i loro cartellini diviene crescentemente pesante per Jashari, con il mondo circostante che potrebbe rilevare con un certo scalpore l’eventuale scelta di farlo accomodare accanto al mister inizialmente, specie per quella spinta della tifoseria, incredibilmente curiosa di vederlo in campo e di vederlo riuscire con questa maglia per quelle caratteristiche tecniche mostrate in passato e nei primi scorci di questa sua esperienza milanista. Dall’altra parte, Ricci scalpita per poter mettere in mostra le proprie doti nel suo ruolo nativo, quello che l’ha visto emergere a Empoli ed incantare a Torino. Lo abbiamo visto giocare lì col Bari e nella pre-season, con prestazioni spesso all’altezza, dopodiché le esigenze di organico e le idee del proprio allenatore lo hanno portato a calcare il campo come interno di destra o di sinistra a seconda delle necessità. Motivazioni tante, presupposti diversi.

Implicazioni tecnico-tattiche

Ricci è più simile a Tonali, Jashari maggiormente vicino a Bennacer. Partiamo da questo grossolano paragone che però rende l’idea della scelta a cui è chiamato il livornese. Entrambi calciatori in grado di fare più posizioni a centrocampo, complementari per giocare insieme ma anche potenziali registi: quando vengono acquistati dal Milan, infatti, entrambi sono dei prospetti capaci di disputare stagioni da protagonisti nelle rispettive formazioni. Qualche anno dopo, rieccoci, in un contesto completamente diverso. Samuele è un profilo maggiormente dinamico, senza la visione di Luka Modric ma con una capacità di anticipare la giocata difensiva di rilievo, unita a propositivi inserimenti in avanti che gli permettono di creare superiorità ed elettricità in fase di possesso.

Il numero 30 invece è diverso, molto più “naturale” come sostituto del croato. Baricentro basso, eleganza innata e visione di gioco spiccata. Si esalta nei duelli difensivi uno contro uno ed ha un’esperienza internazionale già maggiore a quella dell’italiano, fattore che può fare la differenza per conoscenza di dinamiche di gioco più variegate talvolta rispetto a quelle viste da calciatori che hanno visto prevalentemente il calcio nostrano.

In sostanza quindi, la decisione in tal senso dipenderebbe da logiche strettamente legate alla proposta tecnico-tattica della partita, ma lascerebbe molto pensare, allo stesso momento, sul progetto del calciatore. Ricci, in caso di panchina, sarebbe definitivamente protagonista del “piano mezzala”, con l’insistenza nel trasformarlo in quel tipo di calciatore, mentre Ardon patirebbe una bocciatura difficile da digerire nel breve periodo.

Le conclusioni

Quindi? Diciamocelo, questa eventuale titolarità è più importante per tutti questi motivi per lo svizzero, dal momento che investimento, testa e aspetti tecnici lasciano aperte più strade per Samuele Ricci, considerato duttile, protetto pubblicamente dal proprio allenatore in conferenza stampa (“Ricci non si muove, non se ne parla. Molto attaccato a questa squadra, sta crescendo tanto”) e più spesso utilizzato anche a partita in corso (non di molto però ultimamente).

Niente di definitivo, sia chiaro. Tra una settimana ci sarà già modo di avere spazio col Lecce probabilmente. Ma una riflessione diventa d’obbligo.

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