Milan, Borghi avverte: “La squadra non fissa i propri progressi”

Davide Capano
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Ruben Amorim, allenatore del Milan - foto Ipa

L’analisi del giornalista di Sky Sport sul suo canale YouTube dopo Sassuolo-Milan

Nell’1-1 contro il Sassuolo, il Milan ha mostrato ancora una volta una distanza tra il potenziale della squadra e la capacità di tradurlo in un’identità riconoscibile. È questo il punto da cui parte Stefano Borghi, giornalista di Sky Sport, nel consueto video pubblicato sul proprio canale YouTube il lunedì, dedicato al fine settimana di Serie A.

La lettura non si ferma al risultato del Mapei Stadium. Il nodo riguarda la costruzione di certezze tattiche, la gestione del centrocampo e una fase difensiva che continua a concedere margini agli avversari.

Milan, Borghi: “Di cose fissate ce ne sono ancora poche”

“Il Milan che ho visto al Mapei Stadium è un Milan che conferma però che di cose fissate ce ne sono ancora poche, di cose conquistate dal punto di vista proprio della proposta calcistica. Detto che il Milan si è presentato con l’idea tattica, il disegno tattico che aveva avuto contro il Lecce, ma con due sostanziali differenze, Moreira e Gabbia. Moreira dal primo minuto mi è sostanzialmente piaciuto per gli impulsi che ha dato. Non c’era Modric e la cosa cambia”.

Modric e il centrocampo del Milan: il regista insostituibile

“Il discorso che Modric in certe partite può essere in difficoltà è un discorso che riguarda poche partite, perché poi l’abbiamo visto nel secondo tempo contro il Sassuolo, l’abbiamo visto anche nella partita contro il Lecce. Modric non solo è quello che dà manovra a una squadra che per il resto di registi non ne ha, perché Musah è un dinamico. È difficile rinunciare a lui. Rabiot è un elastico. Gli altri sono mezze punte, ali. L’unico regista vero è Modric. Ci sarebbe Jashari, ma è un giocatore che continua a essere lontano da quello che dovrebbe fare nel centrocampo del Milan e comunque i posti sono limitati”.

Milan, Stefano Borghi spiega il valore tattico di Modric

“Modric non è solo questo, non è solo prendere in mano il pallone sulla costruzione e girare la chiave della macchina. Modric è anche posizionamenti difensivi. Lo si è visto diverse volte su certi attacchi del Sassuolo, quando il Milan ripiegava anche un po’ affannosamente, poi il posizionamento giusto ce l’aveva Modric e il pallone sembrava arrivare da lui”.

Sassuolo-Milan, le difficoltà nelle transizioni e nel pressing

“Quello su cui Modric può andare un po’ in difficoltà è se la partita è avanti e indietro, partita di transizioni, partita a ritmo alto, partita velocissima e partita nella quale la squadra di Modric non pressa bene. Quindi ci sono delle uscite repentine e veloci. In questo sistema di gioco rischi di trovarti da solo in una landa completamente aperta ai venti in mezzo al campo e allora lì uno come Modric può andare in difficoltà, ma andrebbe in difficoltà chiunque”.

Gonçalo Ramos, il Milan deve ritrovare il suo centravanti

“In casa Milan speravano di aver ritrovato Gonçalo Ramos, esploso, fiorito e in condizione dopo le eccellenti prestazioni in Nazionale. Invece si è rivisto il Gonçalo Ramos di prima, lasciando un po’ pensare che non sia tutta colpa sua, ma che effettivamente ci sia anche un lavoro al quale viene costretto Gonçalo Ramos che lo porta troppo lontano dalle zone in cui deve poi incidere. E che ci sia anche un’alimentazione migliore da trovare nei confronti di questo numero nove”

Milan, palle inattive e difesa dell’area: i problemi restano

“Però nel finale del primo tempo si è scosso e ha trovato le occasioni. Le altre iniziative erano più che altro di Moreira. Poi il Milan ha trovato il gol ma ancora una volta ha avuto difficolta nel difendere puramente all’interno dell’area di rigore. Ancora una volta le palle inattive sono state un problema”.

Stefano Borghi avverte il Milan: “Il tempo comincia a passare”

“Per questo vi dico che ci si aspettava un risultato diverso ma secondo me c’era anche il sogno, diciamo così, di vedere un Milan che avesse acquisito delle cose, mentre continuo a vedere una squadra che prova, che ha del potenziale, che ha preso anche dei giocatori forti, che ha un allenatore che sicuramente sta lavorando, ma è una squadra che non fissa i propri progressi. Una squadra che non trova delle chiavi su cui poi costruire la scelta di uomini e l’espressione della squadra e il tempo comincia a passare”.

 

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