Milan, chi può restare e chi va se arriva Glasner

redazione
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Oliver Glasner - foto Ipa

Un report, sei ore di riunione, un passato di idee: che Milan sarebbe con Glasner

Calciomercato, questo sconosciuto per il Milan in questa fase dell’estate, ma che darà frutto, verosimilmente, a due mesi completamente isterici e senza sosta appena verrà definito un organigramma. Tutto partirà, secondo quanto fatto trapelare, dalla scelta dell’allenatore, che dovrebbe avere assoluta voce in capitolo nella composizione concettuale della nuova squadra rossonera.

E quindi, nel corso di giorni che poco stanno dicendo sul futuro del Diavolo, tra indiscrezioni raccolte sulle valutazioni tattiche e tecniche di Glasner e questo celeberrimo report, proviamo a strutturare il Milan attuale tra permanenze e partenze potenziali, sulla base degli attuali elementi a disposizione. Punto di partenza: il Diavolo non vuole cedere troppi calciatori, deve inserirne parecchi e deve valorizzare gli innesti della scorsa stagione.

Il borsino di Glasner – Chi potrebbe restare

Partiamo da un assunto degli ultimi anni di Oliver Glasner: il 3-4-2-1 è un sistema di gioco che ormai gli permette di avere parecchia familiarità con dinamiche di gioco difensive ed offensive, un sistema che gli ha permesso di trionfare per ben due volte in ambito europeo negli ultimi quattro anni. Non è un dogma per il tecnico austriaco, tuttavia un orientamento prudente e fedele ad uno stravolgimento graduale, partendo dalle certezze acquisite, sembra la cosa più logica e quella che sarebbe intenzionato a fare in caso di scelta del suo staff per far ripartire i rossoneri.

La difesa

Ecco che Mike Maignan, salvo richieste specifiche del calciatore, sarebbe il perno di leadership e qualità perfetto per validare questo progetto, con Pavlovic perfetto interprete della sua linea a 3, capace di diventare un fattore in avanti e modellare i dettami offensivi e difensivi grazie alle sue caratteristiche, che perfettamente si allineano con quelle del tecnico.

Difficile pensare ad un addio di Gabbia, ma le sue capacità atletiche, in caso di difesa innalzata, non si prestano benissimo con un gioco con tanti metri da coprire alle spalle, quindi potrebbe trovare delle difficoltà col passare della stagione, una volta che la squadra avrà individuato la giusta fiducia nei movimenti ad accorciare e nel pressing. Tuttavia Matteo è molto intelligente e potrebbe adattarsi con rapidità, ma non partirebbe come profilo ideale.

Tomori, per quanto difficilmente adatto a livello tecnico a un contesto di alta intensità e scelte che devono essere fatte con precisione e rapidità di pensiero, rappresenta un calciatore in grado di ricoprire comunque con velocità ampi spazi di terreno, una condizione che lo esalta ancora di più che l’uno contro uno. Quindi, un profilo come il suo potrebbe sicuramente tornare in auge in tale contesto, specie per esperienza in campionato da trasmettere ai compagni.

La duttilità di Koni De Winter è potenzialmente un fattore: non parliamo di un calciatore tremendamente veloce, ma è aggressivo, in grado di ricoprire più ruoli e con una crescita ancora molto interessante.

Davide Bartesaghi diventa un importante jolly, sia per le capacità atletiche che tecniche: intorno a lui c’è il progetto che potrebbe essere il più interessante della rosa: insistere sulle sue doti da esterno, con l’idea di portarlo ad essere un esterno da gol e assist costanti, come nelle idee di Glasner di solito per chi ricopre quel ruolo? Oppure trasformarlo in un difensore centrale di sinistra e “bastonizzarlo”?

Zachary Athekame può alternarsi a De Winter come terzino al momento oppure a Saelemaekers come esterno. La sua crescita notevole lo rende un profilo idoneo ad ampliare il numero in rosa e la sua presenza da inizio ritiro lo rende valutabile attentamente dal nuovo staff, che avrà margine per lavorarci e comprenderne a pieno il potenziale. In ottica di 50 partite stagionali, il suo contributo può essere significante, anche in caso di innesto di un altro calciatore nel suo ruolo.

La mediana

Due centrocampisti per liberare il tridente, senza escludere la soluzione a tre, ma serve equilibrio e con questo organico la cosa più sensata resta il 3-4-2-1: Jashari e Ricci possono essere certamente rivalutati in questo sistema di gioco, dato che le loro caratteristiche si abbinano in maniera nettamente migliore ai ruoli adattati della scorsa stagione. Rabiot può essere leader anche in questo sistema, ma dipende dalle sue ambizioni.

Serviranno un paio di innesti lì in mezzo, non potranno essere inseriti i Bondo o i Comotto in pianta stabile, ma servirà gente fisica per completare la rosa lì in mezzo, capace nelle due fasi e con una certa capacità di corsa e pensiero rapido, capaci di vedere gioco breve e relazionarsi con i compagni sia sul breve che sul lungo.

L’attacco

Tre attaccanti: due sottopunte, una punta. Capacità di ruotare tra le linee, i mezzi spazi, andare a relazionarsi con l’esterno, creare un sistema a 3 trequartisti, un attacco a 3 o quant’altro. Nkunku e Pulisic, per caratteristiche, possono essere perfetti per questo sistema. Glasner aveva già sfiorato la possibilità di avere Christo a gennaio e in estate, mentre Pulisic ha dimostrato di dare il suo meglio defilato e con una punta a supporto. La necessità di cedere in via Aldo Rossi non ha mai riguardato loro due, che potrebbero essere i prescelti per ripartire.

Alexis Saelemaekers è un jolly importantissimo che può garantire sia il ruolo di esterno che quello di supporto alla punta: la sua crescita, per tornare ai livelli di Roma, passa anche attraverso l’impiego in un calcio maggiormente relazionale e di combinazioni.

Occhio anche a Chukwueze, che in questo scenario potrebbe tornare utile come jolly sia sulla fascia che come esterno.

Il borsino di Glasner – Chi può lasciare

Odogu sembra sempre più destinato al prestito, sebbene l’arrivo di tecnici e direttori che lo conoscono bene potrebbe portare a un sua valorizzazione, ma ha bisogno di giocare.

Fofana, Loftus-Cheek e Modric sembrano ormai destinati all’addio a breve, quindi questo porterà ad una rivoluzione nel reparto mediano.

Estupinan sembra essere sempre più fuori dopo la stagione in grandissima difficoltà in Serie A, anche se la conoscenza della Premier League del tecnico potrebbe portarlo magari ad una valutazione ulteriore: tuttavia, l’arrivo in ritardo post Mondiale non gli permetterà di lavorare fin da subito con il nuovo staff, quindi diventa sempre più difficile una permanenza.

Leao è in uscita, mentre bisognerà comprendere cosa vorrà fare con Gimenez il tecnico: allo stato attuale delle cose, la fiducia nei suoi confronti è ai minimi storici da parte della società e dei tifosi, ma lui potrebbe essere intenzionato a restare ancora. Sicuramente non parleremmo della prima scelta, ma una sua permanenza significherebbe un buco nell’acqua nella ricerca di un club interessato a lui. Nel complesso, Glasner potrebbe anche pensare di “ricondizionarlo” e ridargli fiducia e movimenti per portarlo al livello originario. Su di lui c’è il grande dubbio, ma al momento è l’unica punta in rosa dei rossoneri (oltre a Camarda, destinato però ad un altro prestito).

Cosa serve sul mercato

Due difensori centrali, registi di una difesa a tre. Un altro braccetto, possibilmente mancino, un laterale sinistro di piede mancino (è abituato ad avere gente di spinta in quella zona, quindi uno con buon piede e gamba), un esterno jolly per entrambe le fasce, almeno due centrocampisti centrali, un esterno d’attacco o seconda punta in grado di agire sul centro-sinistra, uno in grado di agire sul centro-destra e due punte.

Lista della spesa che tiene conto delle uscite di questa lista e di quello che occorre inserire per arrivare ai 25 calciatori per la prossima annata.

 

 

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