L’arrivo di Rangnick come dt avrebbe come conseguenza una diminuzione del potere decisionale di Ibrahimovic nell’area sportiva: i dettagli di Tuttosport
Il tempo scorre inesorabile e con l’estate alle porte il Milan non ha ancora individuato gli uomini che sostituiranno Furlani, Tare e Moncada. Cardinale si sta muovendo su più fronti e, come riporta Tuttosport, avrebbe assunto dei cacciatori di teste, incaricati di trovare gli uomini giusti per il nuovo assetto dirigenziale rossonero. I terreni sondati negli ultimi 10 giorni sono stati diversi. Dal tentativo per Iraola fino alla pista tedesca con Rangnick e i suoi uomini fidati, passando per l’idea Pochettino.
Le idee in casa Milan sono tante, quello che manca però è il tempo. Secondo Tuttosport, l’incontro avvenuto in Germania tra il club rossonero e Glasner sarebbe andato bene, con l’ex allenatore del Crystal Palace che avrebbe aperto ai rossoneri. Sul banco però resta prima la questione legata all’amministratore delegato. A indossare questa veste c’è Calvelli, coadiuvato da Scaroni in alcune questioni. In attesa della decisione, il nome più caldo per l’area sportiva resta quello di Ralf Rangnick, il cui arrivo nell’universo Milan avrebbe come conseguenza immediata una redistribuzione dei poteri.
Le condizioni di Rangnick
Secondo Tuttosport, il nome di Glasner non è da considerare vincolato a quello di Rangnick. L’attuale commissario tecnico dell’Austria è stato infatti preso in considerazione seriamente da Cardinale, ma non ci sono certezze sul suo futuro. Il Milan non ha ancora affondato il colpo e il motivo, sempre come riporta Tuttosport, potrebbe riguardare una delle richieste inderogabili fatte dal tedesco. Rangnick vorrebbe infatti avere carta bianca e non accetterebbe alcuna ingerenza esterna. Ciò si tradurrebbe in una riduzione del potere decisionale di Ibrahimovic e Kirovski nell’area tecnica. Se l’affare dovesse andare in porto, la strada verso il nuovo allenatore condurrebbe alle porte di casa Glasner.
Occhio però agli altri nomi circolati. Come quello di Jaissle, anche lui fidato di Rangnick. Tuttavia, ciò che frena i rossoneri a percorrere questa pista è l’aspetto monetario: l’attuale allenatore dell’Al-Alhi percepisce uno stipendio di 11 milioni di euro annui e inoltre ha una clausola risolutoria pari a 6 milioni. L’alternativa alla pista Rangnick&co è rappresentata da una struttura dirigenziale già tradizionale, che vedrebbe Planes ricoprire il ruolo di direttore sportivo. In quel caso l’allenatore in pole sarebbe Pochettino, figura con cui il Milan avrebbe già un accordo sullo stipendio (5 milioni annui). Resta momentaneamente sulla sfondo il nome di Slot, esonerato dal Liverpool e in cerca di una nuova poltrona su cui sedersi.
