Christy Grimshaw, giunta nell’annata 2020/21, da oggetto misterioso si trasforma anno dopo anno in una calciatrice solida, cinica, decisiva e con grande mentalità, caratteristiche che le hanno permesso di diventare capitano del Milan femminile
La crescita delle giovani va di pari passo con il progetto del Milan femminile, un processo partito l’anno scorso e quest’anno sempre più consolidato, grazie anche alla supervisione non solo della dirigenza e allenatrice ma anche grazie all’esperienza delle senatrici di campo, come il capitano Christy Grimshaw.
E pensare che la scozzese arrivata in punta di piedi nella lontana stagione 2020/21, pareva lontana dalle certezze che l’hanno distinta in questi anni, sicuramente anche l’adattamento al calcio italiano incise. Gli unici due ricordi indelebili di quei mesi furono la doppietta alla seconda giornata di Serie A contro San Marino e la qualificazione in Champions League non vissuta da protagonista (ottenuta grazie ad un secondo posto in campionato).
La nascita del capitano
Qualcosa però cambiò nell’estate 2021: tra voci di mercato che la vedevano lontana dal Vismara, complice l’arrivo di Greta Adami e la conferma di Jane e Boquete in rosa e una remota possibilità di vedere in quel momento oggettivamente il campo spesso, Grimshaw, al contrario di molte, capì che per rimanere in rossonero, doveva dimostrare di meritarsi la permanenza. Non si abbatté mai, anche pizzicata non poco dal tecnico Maurizio Ganz in diverse partite, che vedeva potenzialmente in lei degli enormi margini di crescita. Questo lavoro su se stessa le permise di diventare in breve tempo un perno inamovibile del centrocampo milanista.
Duttilità, temperanza, responsabilità, coraggio nelle giocate anche a costo di prendersi una sfuriata dal mister in caso di errori: qualità che le diedero la possibilità di costruirsi una propria personalità.
Grimshaw nelle due stagioni successive collezionò 8 gol in 49 presenze, sfornando diversi assist, sacrificandosi molto per la squadra sia in fase di possesso che non possesso, capace di coprire bene gli spazi sia in fase di transizione che interdizione (quest’ultima l’unico neo che si portava dietro dalle prime stagioni, ma che ha corretto e consolidato). Umiltà, sorriso e dedizione alla maglia anche quando le cose non andavano nel verso giusto.
Una giocatrice matura e profilo fondamentale anche per i due tecnici post Ganz, meglio dire Davide Corti (per qualche mese) e Suzanne Bakker, attuale coach rossonera. Beh… in molti all’interno del Puma House of Football, nello spogliatoio, nei piani alti ma anche nella tribuna dello stadio vociferavano di come Grimshaw sia entrata nel cuore di molti e che avrebbe così meritato di spiccare il volo.
Con l’addio di Valentina Bergamaschi, storica senatrice rossonera dal 2018, prima per presenze (151) in tutte le competizioni con il Diavolo, il club di Via Aldo Rossi in accordo con Elisabet Spina, Suzanne Bakker e spogliatoio, scelsero come capitano proprio la mezz’ala scozzese, che con grande emozione, senso di responsabilità e carisma accettò senza pensarci.
Purtroppo sfortuna volle che il suo destino con la fascia al braccio iniziasse con un brutto infortunio, che la costrinse a rimanere ai box per tutta l’intera stagione, salvo poi essere protagonista nelle ultime due sfide con Inter e Roma della poule scudetto 2024/25, in cui riuscì ad eguagliare le 100 presenze in tutte le competizioni con la maglia del Diavolo.
Quell’anno la stessa Christy lo ricorda come “il peggiore della mia vita” – ma allo stesso tempo: “sono molto grata alla squadra per tutto quello che hanno fatto per me” – la vicinanza come gruppo, le hanno dato modo di uscire da quel momento negativo e ora: “possiamo arrivare tra le prime tre. Dobbiamo vincere qualcosa quest’anno. Indossiamo la maglia del Milan” – parole non uscite a caso [per l’intervista integrale clicca qui]
Il gruppo c’è, è giovane ma allo stesso tempo solido. È vero… in Serie A Women’s Cup non è andato tutto come si sperava, ma era solo l’inizio: allenamenti intensi dove le gambe e fisico non viaggiavano ancora bene, ma contro il Genoa, Suzanne Bakker e calciatrici vogliono iniziare con il piede giusto, basta solo una piccola miccia per trasformare le rossonere in tigri affamate per tutto l’arco della stagione.
