Milan, bivio Jaissle-Amorim e i big in partenza: le notizie di Gazzetta e CorSport

Stefano Cottone
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Mike Maignan in campo durante la partita di Serie A tra Lecce e Milan (Ph. IPA Agency)

Lo svedese blocca il tedesco per i troppi poteri richiesti. Per la panchina contatti a Londra con Jaissle e Amorim, mentre i “big” minacciano l’addio in assenza di certezze

Oramai è ufficiale e le speranze sono ridotte a zero: la possibilità di vedere Ralf Rangnick a capo dell’intera area tecnica rossonera si è completamente azzerata. Secondo quanto riferito dalla Gazzetta dello Sport, la storia si ripete a sei anni di distanza ma a parti invertite: se all’epoca fu il Milan a tirarsi indietro all’ultimo secondo per confermare Stefano Pioli, in questo caso è stato lo stesso manager tedesco a fare un passo indietro. Una scelta comprensibile anche per rispetto nei confronti della Federazione austriaca, visto il troppo tempo trascorso in attesa di una risposta definitiva da via Aldo Rossi.

Il veto di Zlatan Ibrahimovic dietro il no a Rangnick

Il motivo per cui il Milan, nonostante avesse incassato il “sì” di Rangnick alle proprie condizioni, ha deciso di non affondare il colpo ruota maggiormente attorno alla figura di Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese, infatti, non era affatto convinto di concedere totale carta bianca al dirigente tedesco. Rangnick pretendeva ampi poteri decisionali non solo sulla scelta del prossimo allenatore, ma anche sulla gestione diretta del settore giovanile e delle strutture societarie; un accentramento che Ibra ha bloccato sul nascere. Di conseguenza, Rangnick rimarrà saldamente alla guida dell’Austria, che guiderà ufficialmente nel match d’esordio mondiale contro la Giordania nella notte tra martedì e mercoledì.

Il presidente della federazione austriaca, Josef Pröll, si è sempre mostrato fiducioso sulla permanenza del ct, dichiarando:

“Vedo la situazione con grande ottimismo e sono sicuro che sceglierà l’Austria. Noi lo vogliamo fortemente a bordo e lui è perfettamente a conoscenza dei dettagli principali della nostra proposta di rinnovo. Tra noi c’è massima fiducia reciproca perché portiamo avanti un dialogo sempre molto aperto e trasparente”.

Nonostante il dietrofront con il club meneghino, la Rosea riporta che Rangnick ha comunque ribadito ai suoi dirigenti l’intenzione di proseguire il progetto con l’Austria fino al 2028.

Caccia al nuovo DS: contatti per Planes, Özek e Krösche

Tramontata la pista principale, in via Aldo Rossi occorre trovare delle alternative operative nel minor tempo possibile. La Gazzetta lancia il nome di Ramón Planes come opzione d’esperienza, fresco di separazione dagli arabi dell’Al-Ittihad e con cui i contatti risalirebbero a qualche settimana fa. Colloqui fitti ci sono stati anche con Devin Özek, considerato un vero e proprio “prodigio” dei quadri dirigenziali grazie allo straordinario lavoro svolto al Bayer Leverkusen prima di tentare l’avventura al Fenerbahçe; con lui il Milan avrebbe già parlato formalmente per due volte.

Infine, proprio nelle ultime ore è spuntato il profilo di Markus Krösche, attuale direttore sportivo dell’Eintracht Francoforte, una pista confermata con forza anche dagli esperti di mercato Matteo Moretto e Fabrizio Romano.

Il casting per la panchina

Parallelamente all’organigramma societario, la dirigenza deve risolvere il rebus legato alla guida tecnica. In questi giorni sono andati in scena dei di mercato a Londra, ai quali ha preso parte in prima persona anche il patron Gerry Cardinale. I profili sondati da vicino sono stati principalmente due: Matthias Jaissle e Rúben Amorim.

Matthias Jaissle

Il giovane tecnico tedesco sarebbe stato uno dei prescelti di Rangnick, ma le sue idee moderne e la ventata d’aria fresca che propone sul piano tattico piacciono a prescindere. A soli 38 anni vanta già in bacheca due Champions League asiatiche consecutive conquistate alla guida dell’Al-Ahli. Il suo calcio offensivo ha convinto sia la proprietà che gli head hunters incaricati dal club. Lo scoglio principale è legato alla clausola rescissoria: servono 6 milioni di euro netti per liberarlo subito dal club saudita. Nessun problema, invece, per l’ingaggio: Jaissle si è detto pronto a rinunciare al suo faraonico stipendio attuale da 11 milioni pur di tornare nel calcio europeo e sposare la causa milanista.

Rúben Amorim

L’altro nome forte sul tavolo è quello di Rúben Amorim, tecnico reduce da un percorso double-face con lo straordinario rendimento alla guida dello Sporting Lisbona e la successiva parentesi molto complicata sulla panchina del Manchester United. Dal punto di vista tattico e delle idee di gioco, il portoghese viene considerato una via di mezzo tra le filosofie di Glasner e dello stesso Jaissle. Secondo i quotidiani, però, Amorim non è ancora convinto al 100% di accettare il progetto rossonero e si è preso del tempo per valutare attentamente il da farsi. Restano comunque sullo sfondo i nomi di Oliver Glasner, ancora disposto ad aspettare un feedback, e di Mauricio Pochettino, che ha però perso vistosamente posizioni nelle gerarchie.

Spogliatoio nel caos: Maignan verso l’addio e i big pretendono certezze

La prolungata assenza di una guida tecnica e dirigenziale sta provocando pesanti crepe anche all’interno dello spogliatoio. Come riportato dal Corriere dello Sport, diversi giocatori della rosa pretendono un colloquio con i vertici per poter programmare il proprio futuro, e i rispettivi procuratori sono in attesa di capire i piani societari prima di muoversi.

La situazione è caldissima: Ruben Loftus-Cheek e Youssouf Fofana sono stati messi ufficialmente sul mercato e per entrambi stanno iniziando ad pervenire le prime offerte concrete. Per quanto riguarda Luka Modric, il croato prima di sciogliere le riserve sul suo futuro vuole conoscere il nome del nuovo allenatore.

Adrien Rabiot manifesta la forte volontà di seguire il suo mentore Max Allegri nella prossima avventura, mentre lo scossone più forte arriva da Mike Maignan: il portiere francese ha comunicato ai suoi agenti di guardarsi attorno per trovargli una nuova sistemazione sul mercato, ritenuta migliore rispetto all’attuale situazione di stallo che si respira a Milano.

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