Nel giorno dell’ultimo saluto all’eterno Capitano, una riflessione attraversa i cuori dei rossoneri.
Franco Baresi sarà sempre l’essenza del Milan, dei valori trasmessi di padre in figlio, degli ideali di sport, dell’amore per il rossonero. Ieri, nel presenziare all’ultimo saluto presso la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, ho avuto una sensazione di quelle che non ho mai avuto nemmeno allo stadio nella più gloriosa delle partite. Ieri, tranne qualche piccolo ed infausto fischio completamente fuoriluogo, egoista, sconsiderato ed irrispettoso della persona che oltre 3000 persone si sono trovate ad onorare e celebrare, oggi si è respirata l’eredità umana e valoriale dell’eterno Capitano.
L’atmosfera ti colpiva fin dall’arrivo a Milano: presso la stazione di Cadorna c’erano tantissimi tifosi rossoneri con la maglia numero 6, mentre in metropolitana, seppure per una fermata, ho ammirato padri di famiglia fermarsi a guardare sul telefono vecchi video, reel e foto del numero 6 del Milan, con gli occhi lucidi e un abbraccio all’amico vicino, alla moglie o al figlio.
L’arrivo in piazza è stato commovente, perché sgualcita, bucata e temprata da anni di tifo, era tornata a sventolare imperiosa la bandiera in onore di Franco, con un’altra al suo fianco. I cori, l’atmosfera delle grandi occasioni, ma in un contesto estremamente triste, hanno reso questo evento qualcosa che rimarrà in eterno una parte della storia di questo club.
Guarda, Franco, guarda cos’hai creato:
la tua generazione che era in prima fila a piangere, sotto il sole battente di un agosto milanese, qualcuno (spero senza conseguenze serie) svenuto e portato via dai paramedici per la volontà di non mollare davanti al solleone, solo per salutarti. Ma anche noi, i figli di chi ti ha amato sul campo in quegli anni, che ci siamo visti tramandare dai nostri padri e dai nostri nonni il mito e i valori di quel Milan e dell’eterno Franco Baresi.
Ecco, io ieri mi sono sentito orgoglioso come mai prima d’ora di essere milanista, perché ho avvertito dai presenti tutti quei valori che tanti ti hanno sempre attribuito: la dignità, l’esempio, la sportività. Essere leader con una parola, essere discreto pur essendo un gigante come nessun altro. La sportività, l’incredibile rispetto per l’avversario e il senso del merito. Era tutto nelle lacrime di Paolo Maldini, che tra i tanti messaggi d’addio, ha scritto quello che mi è entrato più nella testa e nel cuore in quel maledetto venerdì.
Io, che ero presente a due anni di età al tuo addio al calcio, ovviamente a mia insaputa, posso dire di aver veramente vissuto l’essenza di Franco Baresi proprio nel giorno del saluto finale al leggendario numero 6 del Diavolo. Papà e nonno mi hanno raccontato chi tu fossi, cosa fossi e mi hanno mostrato le tue gesta, ma ieri ho visto quello che hai creato con quegli anni, quello che hai lasciato.
Sei stato più grande di qualsiasi campione da 500 gol, hai lasciato il segno più di chi ha vinto 2 campionati mondiali, sei stato umano più di tantissime persone, sempre superando le difficoltà con la tua dignità, il tuo esempio e quel tuo sorriso.
In un mondo di persone nutrite dall’ego, dall’alimentare il proprio io e parlare a sproposito, sono tanto orgoglioso di essere stato cresciuto da una famiglia di milanisti che mi ripeteva tante volte, quando guardavo le partite e giocavo con gli amici, quali fossero i valori che aveva loro insegnato Baresi.
Mi dispiace tanto non averti conosciuto
ma ieri, in fondo, ho capito che c’è un po’ di Franco Baresi in tutti coloro che hanno tramandato il tuo esempio, il tuo essere, il tuo racconto. Prometto che farò di tutto per passare questo messaggio anche a chi, tra qualche anno, magari chiederà in una domenica sera in un nuovo stadio: “Perché c’è una bandiera con il numero 6 gigante che sventola?”.
Finché anche un solo bambino farà questa domanda, saremo certi che questa eredità meravigliosa non andrà persa.
Quel canto tremendamente commuovente, quel You’ll Never Walk Alone cantato dal tifo del Milan all’arrivo del feretro, è stato forse il momento più rappresentativo ed iconico di una giornata che è servita per salutarti e celebrarti.
L’essenza del Milan sei tu e questo tragico evento è servito per ricordarlo una volta ancora: eleganza, classe, esempio, discrezione, sportività, attaccamento, rispetto.
In una giornata dove tanti si sono soffermati su presenti ed assenti, io ho notato sinceramente più di tutti Franco Baresi.
Nell’aria, nel sole, nel cielo, dentro gli occhi di ognuno di noi.
E tra tante domande che ho fatto da bambino, sia benedetto sempre il giorno in cui ho guardato mio padre e mio nonno e ho chiesto: “Perché c’è quella bandiera con il 6 gigante che sventola?”. Quasi 30 anni dopo, il 4 agosto 2026, ho visto la risposta coi miei occhi.
Guarda che cosa hai creato….Il Milan.
