Rilasciato il dossier di Gravina per la ripartenza immediata del calcio italiano. Ecco i punti fondamentali con le possibili soluzioni
Dopo l’ennesima esclusione dai Mondiali della Nazionale Italiana, arriva un documento destinato a far discutere, dopo le dimissioni degli organi più alti della federazione italiana calcistica. L’ex presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha diffuso una relazione di 11 pagine con un’analisi approfondita sullo stato del calcio italiano e sulle possibili soluzioni per rilanciarlo.
- Rilasciato il dossier di Gravina per la ripartenza immediata del calcio italiano. Ecco i punti fondamentali con le possibili soluzioni
- I problemi: un sistema in difficoltà
- Pochi italiani e pochi giovani
- Settori giovanili poco valorizzati
- Calo della qualità tecnica
- Sistema economico fragile
- Ritardo infrastrutturale
- Le soluzioni: il piano per ripartire
- Nuove risorse dal mondo scommesse
- Incentivi fiscali
- Sponsorizzazioni e ricavi
- Stadi e infrastrutture
- Riforme sportive
- Sviluppo del calcio femminile
- Una riforma necessaria
Un documento che parte da criticità evidenti per poi proporre interventi strutturali che mirano al rilancio immediato di tutto il sistema calcio italiano, che dopo la terza esclusione consecutiva dalla coppa del mondo ha ormai toccato il fondo.
I problemi: un sistema in difficoltà
Pochi italiani e pochi giovani
Uno dei nodi principali riguarda la scarsa presenza di calciatori italiani, soprattutto giovani:
- La Serie A è tra i campionati più “anziani” d’Europa, con un’età media elevata (circa 28 anni).
- Gli stranieri occupano quasi il 68% dei minuti giocati, riducendo lo spazio per i talenti locali.
- I giocatori italiani realmente impiegati con continuità sono una minoranza.
Un dato emblematico: la Serie A è tra gli ultimi campionati al mondo per utilizzo di Under 21 italiani, segnale evidente di un sistema che fatica a rinnovarsi.
Settori giovanili poco valorizzati
Il problema non è solo numerico, ma anche strutturale:
- L’Italia è indietro negli investimenti sui vivai rispetto ad altri Paesi europei, trascurando e non puntando abbastanza sul rinnovamento di questi ultimi
- Pochi club riescono a valorizzare e vendere giovani cresciuti internamente
- Il modello delle seconde squadre è ancora poco sviluppato e con pochi profitti
Calo della qualità tecnica
Dal punto di vista del gioco, emergono segnali preoccupanti:
- Ritmi più bassi rispetto alle competizioni europee
- Meno dribbling e creatività
- Minore intensità nel pressing
La Serie A appare meno dinamica e meno spettacolare rispetto ad altri campionati, con un impatto diretto anche sulla competitività internazionale.
Problema che viene rispecchiato sul campo soprattutto al di fuori del paese, che vede le squadre italiane ormai sempre più in difficoltà non solo sul piano economico.
Sistema economico fragile
Un altro punto critico è la sostenibilità:
- I ricavi non bastano a coprire i costi
- Si punta su giocatori stranieri spesso meno costosi
- Le regole attuali non favoriscono investimenti a lungo termine
Ritardo infrastrutturale
Infine, il gap sugli impianti:
- Stadi obsoleti
- Ritardi rispetto ad altri Paesi europei
- Minore attrattività per tifosi e investitori
Un fattore che incide sia sui ricavi che sull’immagine complessiva del calcio italiano. Bocciata dalla UEFA , almeno momentaneamente la candidatura della nazione come paese ospitante degli europei 2032, proprio per la scarsa presenza di infrastrutture capaci di ospitare ed accogliere una competizione così grande e prestigiosa.
Le soluzioni: il piano per ripartire
La relazione di Gravina delinea una serie di interventi per rilanciare il movimento:
Nuove risorse dal mondo scommesse
Introduzione di un sistema che redistribuisca parte dei ricavi delle scommesse al calcio, con vincoli precisi:
- sviluppo dei vivai
- miglioramento degli impianti
- contrasto alla ludopatia
Incentivi fiscali
- Crediti d’imposta per chi investe su giovani italiani e infrastrutture
- Possibile ritorno di agevolazioni fiscali per attrarre talenti dall’estero
Sponsorizzazioni e ricavi
Controllo delle norme sulla pubblicità legata alle scommesse, ritenute penalizzanti per i club italiani rispetto al resto d’Europa.
Stadi e infrastrutture
Snellimento burocratico e incentivi per:
- costruzione di nuovi stadi
- ristrutturazione degli impianti esistenti
Riforme sportive
- Rilancio del calcio giovanile con maggiore attenzione alla tecnica
- Riorganizzazione dei campionati
- Introduzione del professionismo arbitrale
Sviluppo del calcio femminile
Rifinanziamento e sostegno al movimento, considerato strategico per la crescita complessiva del sistema.
Una riforma necessaria
Il messaggio finale è chiaro: il calcio italiano ha bisogno di un intervento deciso e da subito.
Secondo Gravina, solo con una collaborazione tra federazione, club e istituzioni sarà possibile invertire una tendenza negativa che, negli ultimi anni, si è riflessa anche nei risultati della Nazionale e non solo, facendo sprofondare un paese che ha sempre vissuto di calcio proprio dalla stessa passione.
